L’editoriale, in prima pagina del Secolo XIX, pone qualche interrogativo su realtà e verità. Titolo: Viva il turismo ma così rischia di travolgerci…. E poi i treni, troppo pochi e con linee che in certi tratti, come a Ponente corrono come in una ferrovia del vecchio West, su un binario solo…..”. La Cisl Liguria: “Urge il raddoppio a monte nel ponente….produrrà 700 posti di lavoro e 280 mln nel rilancio dell’edilizia”. Domanda: sarà finalmente quella per soli residenti e famiglie senza casa? Sarà per valorizzare, come prevede il sindaco di Loano, gli alloggi realizzati a fianco dei binari, a monte e a mare. Un bis di saggia edilizia nelle ampie aree liberate dalle stazioni.
ULTIMA ORA- “Sono iscritto alla CISL da 45 anni, mi stupisce e indigna quanto sostiene di illogico il segretario generale della Liguria del nostro sindacato”
Gentile Redazione di Trucioli.it, sono rimasto sbalordito nel leggere le affermazioni della CISL in merito ai lavori di “sistemazione” della tratta ferroviaria Andora – Finale. Premetto che sono iscritto alla CISL da oltre 45 anni: mai, in materia di trasporti, ho sentito da parte del mio sindacato ragionamenti così assurdi e pressapochisti con i quali si sollecita la realizzazione dello spostamento a monte della ferrovia da Andora a Finale per creare posti lavoro e rilanciare l’edilizia in Regione. Giustissimo perorare la creazione di nuovi posti di lavoro, rilanciare con nuove opere settori dell’economia in crisi, ma tutto ciò deve essere giustificato e condiviso. Ho letto da più parti, compreso sul benemerito blog di Trucioli, che esistono varie proposte più concrete e condivisibili riguardo il potenziamento della ferrovia Andora – Finale che non quella devastante e senza pratica utilità per residenti e turisti di uno spostamento a monte. Nessuno vuole lasciare le cose come sono e un qualsiasi intervento richiede comunque lavoro e quindi occupazione.
Per favore, si cerchi di non ripetere gli errori commessi fino a ieri da Bordighera a Andora dove, come noto, con lo spostamento a monte della ferrovia, è soprattutto venuto a mancare il servizio locale di cui ne beneficiavano residenti e… turisti. Certo, raddoppio del binario e velocizzazione del servizio erano ormai esigenze inderogabili, ma ciò doveva essere eseguito nell’ottica del cosiddetto servizio universale per cui la ferrovia è nata e si sviluppata nel mondo. Perciò, cara CISL, rivedi la tua illogica posizione, sostieni e sollecita invece soluzioni che siano realmente utili per i lavoratori e i cittadini. Grazie per l’attenzione. Mario Forni
2/Aprite gli occhi e la mente. Nel Ponente, della nostra amata Liguria, non ci sono due sole tratte a binario unico: Finale-Loano e Albenga-Andora. Sarà rimasta a binario unico (?) anche: “il raddoppio ferroviario tra Andora e San Lorenzo al Mare inaugurato l’11 dicembre 2016 con lo spostamento a monte- 20 km di binari- sostituendo il vecchio tracciato costiero a binario unico”.
COMUNICATO STAMPA – Il nostro contributo al dibattito sul raddoppio ferroviario della tratta Andora–Finale Ligure.
Il Comitato Territoriale, in collaborazione con il gruppo “Non Perdiamo il Treno”, desidera offrire il proprio contributo in merito all’articolo apparso sul La Stampa di lunedì 13 aprile firma della CISL.
Questo intervento nasce da persone che vivono quotidianamente il territorio e ne conoscono a fondo il tessuto economico e sociale.
1. L’incertezza dei tempi e dei costi- Lo spostamento integrale a monte della linea comporterebbe una fase di transizione estremamente
lunga. Considerando le tempistiche delle tratte precedenti e l’impennata dei costi delle materie prime, appare oggi impossibile prevedere ragionevolmente una data di conclusione dei lavori.
2. Impatto su territorio e proprietà private- Gli espropri previsti interessano 2 milioni e 923 mila metri quadrati di terreni fertili, 238 abitazioni, 14 magazzini o laboratori, 293 garage o depositi, 56 fabbricati commerciali o industriali, una stalla
e un luogo di culto. Tutto ciò comporterà una perdita immediata di posti di lavoro e di attività economiche locali.
3. Disagi ambientali e viabilità- Fin dall’avvio dei lavori si prevedono pesanti disagi al traffico e problemi di polveri, dovuti al trasporto di ingenti quantità di materiale.
4. Impatti sull’ambiente e sul patrimonio- È prevedibile un impatto diretto su aree di interesse storico, archeologico e ambientale (SIC) situate lungo il tracciato dei lavori.
5. Il rischio di desertificazione turistica- Il progetto attuale prevede la cancellazione delle stazioni di Borgio, Loano, Ceriale e Laigueglia. Le stazioni di Pietra Ligure e Borghetto S. Spirito verrebbero trasformate in fermate depotenziate e spostate a monte. Albenga resterebbe l’unica stazione principale, ma delocalizzata a 6 km dal centro e ridotta da 8 a 4 binari.
La distanza dai centri abitati ridurrebbe il flusso di passeggeri, con conseguente perdita di lavoro per chi opera nei servizi collegati. Inoltre, considerando l’aumento del turismo della terza età, è verosimile che i viaggiatori preferiscano le località facilmente raggiungibili in treno, come avviene nella Riviera di Levante e in quella Adriatica, dove le stazioni si trovano nei centri abitati e vicino al mare.
Una proposta alternativa più sostenibile. Secondo la nostra valutazione, sarebbe più opportuno valorizzare l’esistente e intervenire con soluzioni mirate:
Da Albenga a Loano la linea è già a doppio binario per oltre 9 km, con velocità sostenute: questa tratta può essere mantenuta e potenziata.
Da Albenga ad Andora, si potrebbe affiancare una nuova linea all’attuale tracciato, in partein galleria sotto Alassio, mantenendo la stazione attuale per evitare anni di cantieri, polveri e grandi movimenti di terra nel centro urbano e gli espropri previsti.
La linea potrebbe proseguire in galleria fino ad Andora, passando sotto l’Aurelia così da conservare anche la fermata di Laigueglia.
Da Finale a Loano si potrebbe optare per un tracciato interrato, sul modello dei passanti ferroviari o metropolitane urbane, utilizzando le principali arterie (Via Aurelia e Viale della Repubblica a Borgio), mantenendo le stazioni attuali in superficie e riducendo l’impatto sul territorio.
Considerazioni finali
Questa soluzione comporterebbe:
una notevole riduzione dei costi (meno chilometri e gallerie);
tempi di realizzazione più brevi;
creazione di nuovi posti di lavoro nell’edilizia e nelle opere complementari;
rilancio del turismo per tutte le fasce d’età;
nessuna perdita di posti di lavoro agricoli;
nessuna perdita di suolo fertile, in linea con le direttive europee;
nessun danno al patrimonio artistico e culturale;
nessun impatto negativo sui siti di interesse comunitario (SIC);
fruibilità dell’opera in tempi più rapidi;
ricadute economiche positive sin dalle prime fasi.
Con questo spirito costruttivo, confermiamo il nostro supporto a un raddoppio ferroviario che sia, però, al servizio del territorio e non contro di esso.
ULTIMA NOTA DELLE FERROVIE DELLO STATO- La disponibilità di risorse finanziarie per il completamento dell’opera è vincolato dai programmi del Governo circa circa l’investimento sulla rete ordinaria. Il costo a vita intera del progetto, pari a 2.576 mln €, non trova copertura finanziaria per la fase realizzativa nel CdP 2022 -2026.
RICEVIAMO – Bravissimo, consigliere comunale di Pietra Ligure Mario Carrara. Condivido pure io e sollecito: “La linea ferroviaria resti dov’è”. Facendo riferimento alle insensate scempiaggini fatte fino adesso sulla Riviera di Ponente, soprattutto a discapito dei suoi residenti, concludo che è umano sbagliare, ma perseverare negli sbagli (chiamiamoli così…) è davvero diabolico. (Mario Forni)
LA STAMPA EDIZIONE DI SAVONA- 13 APRILE 2026


Il segretario di Cisl Liguria pubblica la sua dichiarazione dei redditi. Poco più di 6 mila euro al mese lordi pari a 74.625 mila euro annui, con 24.629 di ritenute Irpef. 1839 di ritenute addizionale regionale e 245 addizionale comunale. Mastripieri ha 52 anni e 30 anni di esperienza sindacale; proviene dal settore del commercio.

IL SECOLO XIX -SAVONA DEL 6 APRILE 2026

3/ EDITORIALE DEL SECOLO XIX – 11 aprile 2026
Titolo- Viva il turismo ma così rischia di travolgerci.
E poi i treni, troppo pochi e con linee che in certi tratti, come a Ponente corrono come in una ferrovia del vecchio West, su un binario solo…..
Un editoriale potrebbe far conoscere qualche posticino, ancora libero, per altre seconde case. Oltre alla ‘ricchezza mare’, non si dimentichi la ‘ricchezza seconde case’. Stanno portando fortuna ai liguri, all’economia turistica, al turismo di qualità.
