Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Draghi, ‘Coraggio Italia’ e Berlusconi. Finita l’era Grillo avanza Toti. Il Pd in crisi, la Lega naviga. FdI carisma del capo

Fusse che fusse a vorta bbona? Il discorso di Draghi che sottolinea quanto già annunciato da me quasi due mesi fa sulla necessaria strategia mondiale contro il virus, per via delle varianti che si creano presso i Paesi che lo hanno lasciato circolare e che vengono poi a nuocere in breve anche noi che abbiamo accettato mascherine e reclusione, è indubbiamente un argomento centrale di politica della settimana.

di Sergio Bevilacqua

Niente di nuovo, però in fondo, per chi mi segue.

Invece, sempre per i miei amati lettori credo di poter identificare nel fatto politico più rilevante della settimana la nascita del nuovo partito “Coraggio Italia” del sindaco di Venezia Brugnaro e del Governatore della Liguria Toti. Ci risiamo: suonano di nuovo le trombe (per il momento trombette) all’unità del centro destra. Un centro destra pragmatico, sinceramente democratico, europeo, occidentale, sensibile a tutto ciò che è sviluppo e modernità, che si libera dai pesi del passato (partito-azienda, partito di qualcuno, nostalgia, ecc.), che approcci con concretezza anche il prolungamento a Shenzen da Vladivostok dell’Orient Express…

Una forza intelligente, capace di visione sistemica dello Stato, che sappia affrontare i suoi doveri di Partito (un piano per il Paese, capacità di selezionare i candidati idonei per la diversa rappresentanza del popolo italiano nei vari incarichi di amministrazione, collegamento strutturato con la società reale attraverso servizi e sano lobbismo) sembra decollare tra le braccia di Brugnaro e di Toti. Non è qui la sede per discutere se si tratti di braccia sane e forti o se sia molta apparenza, quello del partito del giornalista Toti e dell’imprenditore Brugnaro, entrambi laureati e di successo…

Il presidente della Liguria Tori ed il sindaco di Venezia Brugnaro

Non c’è dubbio che la presenza di Berlusconi in questi ambiti sia al giorno d’oggi un semplice minus e non un plus. L’immagine ormai consolidata del “Cavaliere” e la sua intelligente partecipazione non sono più elementi elettoralisticamente necessari. Anzi. Segnano il distacco di tanti del centro destra che non hanno gradito la mobilità trasformista verso sinistra e la storia troppo perturbata da vicende penali e morali varie di Berlusconi.

Dunque, è quanto mai auspicabile ricostruire la destra intorno a un partito serio, che condivida i principi democratici, con seria politica in tutti gli ambiti del sociale, dall’economia alla cultura, passando per tutto ciò che ci vuole per gestire bene uno Stato moderno, incluso un rinnovato (sanificato) lobbismo.

Un partito anche draghista, dunque, che apprezzi la svolta seria del governo italiano e cerchi di dare una mano al miglioramento della qualità politica, in modo da fare affiorare altri personaggi alla guida del Paese, secondo competenza ed esperienza.

Auspicabilmente finita per sempre l’era Grillo, con la pantomima da mezzo squilibrato sul caso del figlio, e soprattutto con i deliri di democrazia diretta e le regole interne falsate per favorire l’ascesa quasi ovunque di candidati delle bande locali del Movimento 5 Stelle, speriamo di poter riprendere in Italia il percorso della democrazia moderna dell’Occidente e dello sviluppo economico, grazie a Draghi e a buone idee per il futuro. Forse, le idee per il futuro del PIL sono più alla portata del nuovo organismo “Coraggio Italia” che dei vari partiti senza visione che abbiamo davanti in questo Parlamento… Forse.

Perché l’economia è il centro della politica, e nessuno dei partiti ha finora dato segno di vita su un programma che sia davvero intelligente per lo sviluppo del nostro depresso PIL, e ciò per salvare il più importante patrimonio dei cittadini italiani, i 300000 euro a famiglia che stanno dentro lo Stato.

Il PD in profonda crisi, il M5S in profonda crisi, Forza Italia in profonda crisi, la Lega che continua a navigare in superficie tra contraddizioni e incompetenza, Fratelli d’Italia che continua a prendere consensi senza nulla di nuovo figurando come l’attuale rovesciamento di consensi su base volatile come già abbiamo visto a più riprese nel recente passato (Renzi, Grillo, Salvini, ora Meloni). Primitivismo della politica italiana: leaderismo e carismatismo del capo, quando invece occorre una solida e manageriale struttura di partito.

Coraggio, allora, Italia: tutti aspettiamo di diventare più civili con una democrazia vera e articolata come si deve.

Fusse che fusse a vorta bbona”, diceva Nino Manfredi in una pubblicità che ricorderanno coloro che andavano a letto dopo Carosello, oggi ormai coi capelli bianchi. Ma della “vorta bbona”, ancora nulla. Peggio dell’Inter. Ma chissà mai che anche la democrazia e il bene comune ‘sta “vorta” vincano lo scudetto…

Sergio Bevilacqua

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Sergio Bevilacqua

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