Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ferrovia della discordia. Archivio: Loano 1969, discorso del sindaco Rembado al ministro. Lettera di Cenere: utile metropolitana leggera o strada veloce. Scajola Sr: metrò in sostituzione dei treni

Sfogliamo l’archivio di trucioli.it, a proposito di ferrovia e binari a monte con tre inediti documenti: 1969 discorso del sindaco Mario Rembado al ministro Remo Gaspari (Dc) in visita a Loano. Negli anni lettera del sindaco Franco Cenere. Infine intervento di Claudio Scajola allora presidente di Riviera Trasporti Spa. Introduciamo occupandoci anche del presente. Ogni lettore, se ben informato, può farsi un’idea e valutare.

Pare utile leggere il pensiero di una dirigente di lungo corso corso (da 36 anni) del Comune di Diano Marina dove la ferrovia è stata trasferita con la stazione a monte. La dr. Gloria Crivelli è anche consigliere delegato alla Cultura di Diano Castello; pubblicista dirige la rivista ‘Commuinitas Diani‘ per la valorizzazione del territorio. Con altro articolo riportiamo una approfondita intervista rilasciata al prof. Gian Luigi Bruzzone. A domanda “Che pensa del nuovo tracciato delle strade ferrate e delle stazioni ? risponde: La favola della nascita del turismo ligure, della trasformazione di umili villaggi di pescatori e contadini isolati da colline e mare, è stato segnato dalla costruzione della ferrovia costiera che nel 1872 collegò Londra con Genova. Oggi il raddoppio della linea e lo spostamento della stazione a monte di circa tre chilometri ha trovato il territorio impreparato a fronteggiare le richieste di un nuovo collegamento con il centro cittadino e ha ingenerato molte proteste da parte di turisti e residenti. La tecnologia potrà sicuramente fornire una soluzione per un servizio continuo ed economico”.

COMUNICATO STAMPA – Comitato difesa del territorio e delle attività produttive. Comitato di Borghetto S. Spirito, Comitato di Bastia, Comitato di Leca di Albenga, Comitato di Salea, Fridays For Future, Rete Famiglie senz’auto, WWF Liguria, Comitato SìTram, UTP associazione Utenti del Trasporto Pubblico, a commento della visita a Borghetto S.S. del Commissario straordinario per il progetto di spostamento a monte della ferrovia nel Ponente Ligure.
Non si chiami uno spot pubblicitario “condivisione” o “processo di partecipazione”. Questo lunedì a Borghetto S. Spirito il Commissario Straordinario per l’opera, accompagnato da un’imponente rappresentanza di tecnici e personale di RFI,  è venuto (come era successo ad Albenga) non per effettuare opera di condivisione con il territorio e con tutti i soggetti interessati, ma per mandare in scena uno spot pubblicitario del progetto di spostamento a monte, ovvero di scelte decise e “congelate” 20 anni fa. Infatti di evoluzioni in meglio nel progetto non ce ne sono, anzi, è stato confermato il tracciato e negata qualsiasi possibilità di modifiche dello stesso, si è parlato da un lato di “rigenerazione urbana” dall’altro di “piste ciclabili” sul sedime dismesso. Grande dispiego di persone, effetti speciali, promesse mirabolanti, una cornice da “grande cinema”. Ma poi, appena appena lo si guarda, questo “kolossal” da quasi 3 miliardi di euro, ci si accorge che la “sceneggiatura” è trita e ritrita e si scopre che si tratta solamente del seguito di “Spostamento a monte tra San Lorenzo ed Andora”, già uno dei più grossi insuccessi “cinematografici” della Liguria, un brutto “horror” che sperimentano ormai da anni gli utenti del Ponente. Non si venga a dire a cittadini ed associazioni che tutto questo è condivisione e partecipazione. La partecipazione si fa prima di un progetto definitivo, proprio per valutare le possibili scelte alternative, e si fa coinvolgendo tutti i soggetti interessati. Quello che è andato in scena a Borghetto è appunto solo un brutto film,  o meglio uno spot pubblicitario, anzi una televendita, e per di più di fronte solo a pochi intimi, i pochi eletti invitati dal Commissario! Altro che: «Non si possono realizzare infrastrutture importanti senza coinvolgere chi le dovrà usare» altro che “dibattito pubblico” come «strumento di apprendimento collettivo che deve diventare la normalità» o “come “…strumento di governance essenziale per la realizzazione di infrastrutture sostenibili”, come dichiara lo stesso Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini.

Non è uno “spot “ che cambia la realtà di un progetto “fossile” in contrasto con gli stessi principi enunciati dal MIMS e che porterà alla desertificazione del servizio ferroviario, alla perdita di utenza e all’isolamento del territorio. Non è una “televendita” che cambia un progetto del secolo scorso che non avrebbe nemmeno dovuto sopravvivere fino ad oggi, un progetto che è contro il futuro sostenibile della Liguria. E non è chiamandolo “completamento del raddoppio e potenziamento” che si muta la sostanza di un’opera che invece è una totale variante di tracciato,  mai sottoposta ad una seria analisi e valutazione delle alternative. E come Associazioni e Comitati non possiamo che ripetere quanto diciamo da decenni. Le scelte da farsi rimangono sempre le stesse, che non si sono volute fino ad oggi prendere in considerazione:  – mettere in un cassetto questo progetto sbagliato e impostare un progetto serio di autentico raddoppio in sede, avendo come punto fermo l’enorme risorsa di più di 1/3 della tratta tra Andora e Finale Ligure già a doppio binario; realizzare gli interventi infrastrutturali e tecnologici puntuali fattibili già subito, come il reintegro dei binari di incrocio e precedenza, l’implementazione con sistemi di segnalamento più moderni e “performanti” e la realizzazione di sottopassi e sovrappassi; il tutto al fine di fornire in tempi rapidi e con un utilizzo responsabile delle risorse pubbliche un servizio ferroviario adeguato alle esigenze degli utenti e di tutti i cittadini, nell’ottica di un reale sviluppo sostenibile del territorio. (Lunedì 9 maggio 2022)

Elena Gandolfo da ottobre 2021 presidente del Forum Culturale APS di Borghetto S. Spirito (dalla pagina Facebook personale)- “Peccato che i privati, agricoltori non siano stati invitati…. Forse per paura di un vero confronto? Comunque sì è appreso da altre testate giornalistiche che Assoutenti abbia sollevato parecchi dubbi e presentato un altro progetto che non viene preso in esame, fatto da i migliori ingegneri di paesi nordici a tutela dell’ambiente. Detto ciò mi domando quali siano le aree localizzate per poterle rendere agricole, dalla pianura andiamo a coltivare in montagna? Sapete cosa significa? La morte dell’agricoltura Borghettina dove da sempre è stata un eccellenza e riconosciuta in tutto il territorio nazionale, 7 ettari, più le strade che tagliano in mezzo ad altri terreni agricoli sbrindellandoli in pezzettini mi domando chi è quell’azienda che ha interesse di portare avanti qualcosa, dove c’è difficoltà di usare mezzi agricoli a causa di piccoli spazi o peggio rilegati sulle fasce. Si parla di tutela degli agricoltori ma mi spiace io non la vedo. Sono sempre stata contraria a questo spostamento e mi spiace, ma solo chi lavora la terra può capire cosa significa e ciò che ho letto non mi pare che diano sicurezze, anche perché appunto è stata fatta una riunione senza convocare tutto il comparto agricolo del territorio”.

LOANO – NOVEMBRE 1969- IL MINISTRO DEI TRASPORTI REMO GASPARI (DC) IN VISITA A LOANO. Il discorso dell’allora sindaco avv. Mario Rembado (subentrò nel 1967 al dimissionato Felice Elice benestante fornitore di bordo morto in povertà) in carica  fino al 1974 e rieletto dall’ottobre 1988 a giugno 1974.

Da cronisti di provincia avevamo ricevuto copia (allora su carta carbone) dell’intervento. Anni in cui chi scriveva per Il Secolo XIX varcava quasi quotidianamente la soglia del Muncipio. Con libero accesso non solo all’ufficio del sindaco, di assessori, di funzionari comunali, all’albo pretorio. I consigli comunali si seguivano con diligenza spesso fino alle ore piccole. Loano non aveva l’Ufficio Stampa pagato oggi mille € al mese dai cittadini, non emergevano rapporti di sudditanza da denaro, ognuno il suo ruolo e senza ‘veleni’. Il nodo dei rapporti tra politica, istituzioni, giornalisti ed editori dovrebbe essere sempre contraddistinto dalla professionalità e indipendenza.  Ufficio stampa comunale che da voce a senso unico. Bella conquista della democrazia liberale! Da essere orgogliosi o vergognosi. Non è un caso (vedi altro articolo) che l’Italia continui a perdere posizioni nel mondo quanto a ‘libertà di stampa’. E il giornalismo d’inchiesta sia di fatto ‘scomparso’ dalla Liguria.

Il sindaco Rembado ringraziava il ministro  per aver dato “disposizioni per la sospensione dei lavori di progettazione d appalto già predisposti di raddoppio in sede dei binari e che deve essere il primo passo per lo spostamento a monte della ferrovia. …Questa amministrazione si è fatta promotrice  di una campagna intesa a richiamare l’attenzione di tutti i responsabili sulle irreparabili conseguenze, senza ombra di dubbio, del ventilato raddoppio…E’ stato costituito un Comitato formato da tutti i sindaci  del litorale da Finale Ligure ad Alassio, allargato a rappresentanti  degli enti locali dell’entroterra….La voce compatta, unita a quella  delle Aziende di Soggiorno, Pro Loco, Amministrazione Provinciale, Camera di Commercio,  Ente provinciale del turismo, operatori economici e rappresentanti dei lavoratori, della popolazione tutta. E’ un grido di allarme che non può restare inascoltato. ….”.

Rembado ricordava altresì “Nel progetto redatto dalle ferrovie per il raddoppio in sede è prevista, tra le altre assurdità, la demolizione di un gran numero di fabbricati recentemente costruiti a Borgio Verezzi, a Pietra Ligure (ben 6), a Loano, a Borghetto S. Spirito, alcuni dei quali di 5 piani…i binari in alcuni tratti  verrebbero a trovarsi a distanza di 2-3 metri da abitazioni…”.  Edifici ovviamente costruiti grazie alla lungimiranza. A Loano un chiosco, poi panetteria, ora chiuso dalla maledizione umana, era sorto persino a meno di 3 metri ed il sindaco che voleva abbatterlo (Giuseppe Guzzetti 1974-’78) annunciò le dimissioni, tanto erano audaci certe infiltrazioni nel suo gruppo di maggioranza.

L’intervento dell’avv. Rembado resta pur sempre una lettura di informazione consigliata a tutti coloro che dibattono sull’argomento tornato ad infuocare gli animi.

LETTERA A LA STAMPA -REDAZIONE DI SAVONA DEL SINDACO FRANCO CENERE (IN CARICA DAL GIUGNO 1993 A MAGGIO 2001). Proponeva che con i binari a monte “l’odierno tracciato potrà essere utilizzato sia come linea metropolitano leggera, sia come strada di scorrimento veloce a supporto della sola via Aurelia”. Oggi invece la proposta è quella della ‘ciclovia tirrenica’, sull’esempio del ponente imperiese, con ‘edilizia dolce’ delle ex stazioni ferroviarie e aree cedute a privati costruttori. Si aggiunga che Loano, negli anni, ha rinunciato all’Aurelia bis per non danneggiare le aree potenzialmente edificabili e contestualmente ha rinunciato alla costruzione di due sottopassi veicolari in centro città.

IMPERIA- L’ALLORA EX SINDACO, POI MINISTRO, CLAUDIO SCAJOLA, PRESIDENTE DI RIVIERA TRASPORTI, SOCIETA’ PER AZIONI CONTROLLATA DALLA PROVINCIA DI IMPERIA E DAL COMUNE DI SAVONA (ANNO 2000), PROPONEVA NEL CORSO DI UN CONVEGNO UN ‘METRO’ PANORAMICO NELLA SEDE DELLE EX FERROVIE-

22 NOVEMBRE 2021- RADDOPPIO FERROVIARIO FINALE – ANDORA, ASSESSORE GIAMPEDRONE: “ENTRO FINE ANNO CONCLUSA PROGETTAZIONE DEFINITIVA. DAI SINDACI DEL TERRITORIO CONDIVISIONE SU OPERA STRATEGICA DI VALENZA EUROPEA”

L’assessore regionale Giacomo Giampedrone

GENOVA. “Entro la fine di quest’anno anno sarà conclusa la progettazione definitiva del raddoppio ferroviario nella tratta tra Finale Ligure e Andora. E’ quanto garantito oggi dal Commissario straordinario per l’opera Vincenzo Macello, che abbiamo incontrato insieme a tutti i Sindaci del territorio, alla Provincia di Savona e ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana. Da parte dei sindaci è emersa una condivisione complessiva e un interesse strategico per questa opera”. Così l’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone dopo l’incontro sullo stato dell’arte e di progettazione del raddoppio ferroviario del Ponente.
“Si tratta di un’operazione attesa da molti anni, di rilievo non solo ligure ma nazionale ed europeo, visto che riguarda il completamento il raddoppio sulla tratta Genova – Ventimiglia, cioè la linea di collegamento con la Francia e con la Spagna. La nuova rete si configura quindi come un asse fondamentale per la logistica e il movimento delle merci e delle persone – commenta Giampedrone –, oltre che come un intervento naturalmente atteso e fondamentale per tutto il territorio del savonese e i suoi cittadini, con ricadute positive sia sui tempi di spostamento sia sul numero di passeggeri che potranno usufruire del servizio”.
Il raddoppio della linea tra Finale ed Andora prevede 32 km di tracciato di cui 25 in galleria, a cui seguiranno la dismissione della vecchia linea e di 14 passaggi a livello, oltre che a interventi di adeguamento della viabilità. Verrà inoltre realizzata la nuova stazione di Albenga e le fermate di Alassio (in galleria), Borghetto – Ceriale – Loano, Pietra Ligure. Verranno dismesse le attuali stazioni di Laigueglia, Alassio, Albenga, Ceriale, Borghetto Santo Spirito, Pietra Ligure e Borgio Verezzi.
“Massima attenzione è stata data dal Commissario di Governo alle esigenze dei territori attraversati dall’opera, sia dal punto di vista ambientale che viabilistico. Infatti, nella riunione di oggi – conclude Giampedrone – abbiamo già fissato una serie di incontri e appuntamenti per il prossimo futuro tra Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), struttura commissariale, singoli comuni e struttura tecnica regionale per una valutazione tecnica puntuale di tutti gli aspetti dell’opera, già in parte affrontati nella riunione di oggi, in funzione della conclusione della progettazione definitiva”.

 

 

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