Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Storia Patria ringrazia Magda Tassinari e Stefania Salvadori. Studiose benemerite

Un’opera d’arte molto particolare e il suo percorso fino a noi: non sfuggono a risvolti romanzeschi le vicende di un’icona, conservata nella chiesa parrocchiale savonese di Sant’Andrea.

Uno studio completo di essa è merito di Magda Tassinari e sarà inserito nel nostro prossimo volume di «Atti e Memorie». Al collegamento che segue ne riportiamo una fotografia, di cui ringraziamo la Diocesi di Savona-Noli, e l’incipit dell’articolo:

Magda Tassinari

L’icona bizantina di San Nicola di Myra, un’opera d’arte e un’amicizia, Magda Tassinari.Come spesso capita, un’opera d’arte acquista un impensabile valore aggiunto dai suoi percorsi accidentati fino a noi. Non sfuggono a questi risvolti romanzeschi le vicende di una piccola (cm 23×18) icona medievale che raffigura San Nicola di Myra, oggi conservata nella chiesa parrocchiale savonese di Sant’Andrea, che ringraziamo per averci voluto concedere la riproduzione dell’immagine.

Uno studio completo dell’opera – già pubblicata in altre occasioni ma qui ulteriormente approfondita con numerose notizie inedite – è stato compiuto da Magda Tassinari («Un’icona bizantina a Savona e il giro dei Siri tra Roma e l’Europa d’Oriente») e sarà inserito nel nostro prossimo volume di «Atti e Memorie», in corso di pubblicazione.

Come di consueto ci fa piacere condividere la notizia, riportando l’incipit dell’articolo che prosegue con la storia dei personaggi che consentirono all’icona bizantina di giungere a Savona. Di uno di costoro, Giovanni Stefano Siri, esiste un ritratto conservato a Edimburgo nella National Gallery of Scotland.

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Fra gli oggetti preziosi di uso liturgico custoditi nella chiesa di Sant’Andrea a Savona si conserva un’icona raffigurante San Nicola di Myra, apprezzata per la sua antichità, per i peculiari valori simbolici e taumaturgici attribuiti a quel genere di immagini e per le qualità formali atipiche rispetto al contesto artistico delle opere che arredano e abbelliscono le nostre chiese.

Benché sia da tempo nota agli studi, i dati storici essenziali riportati finora non esauriscono gli interrogativi sul perché e quando l’icona sia pervenuta alla parrocchiale di Sant’Andrea, né soprattutto attraverso quali occasioni e per quali motivi la nobile famiglia savonese dei Siri ne sia entrata in possesso. Il presente contributo costituisce una proposta di lettura nuova e approfondita della piccola preziosa opera e della sua committenza.

Charles Mellin, Giovanni Stefano Siri, Edimburgo, National Gallery of Scotland

L’arrivo dell’icona a Savona, infatti, rappresenta l’ultima tappa di un percorso suggestivo e singolare che, partendo dall’Oriente bizantino ortodosso, passa dalla Roma latina cattolica per concludersi nella città ligure. Seguirne il cammino contribuisce a far luce sulle vicende personali e sull’atteggiamento che informa le committenze artistiche, nei primi decenni del Seicento, dei Siri, importanti personaggi savonesi che, stabilitisi nell’Urbe sulla scia dei Giustiniani e dei Costa, ebbero un ruolo di prestigio nel cuore della Roma dei Barberini, dove il potere religioso, sostenuto da quello economico-finanziario e promosso da un’egemonia culturale aperta verso molteplici campi del sapere, si apriva alle più innovative e spettacolari creazioni del Barocco.

Il santo, con capelli e barba marrone scuro, è presentato a mezza figura in posizione frontale mentre con una mano benedice e con l’altra regge l’Evangeliario chiuso, rilegato in cuoio e colorato di rosso nello spessore delle pagine; indossa il phelónion, veste simile alla nostra casula, ricamato allo scollo e ai polsi, e l’omophorion con l’applicazione di due croci dorate (sorta di ampia stola corrispondente al nostro pallio), simbolo della dignità episcopale, passante trasversalmente sul petto,  ripiegato su una spalla e col lembo appoggiato sull’avambraccio (…)

Magda Tassinari

 

Stefania Salvadori

Nel frattempo Stefania Salvadori ha proseguito il carico nel Sistema Bibliotecario Nazionale delle edizioni antiche presenti nella nostra biblioteca (822 titoli). Indicazioni del suo lavoro, che ha usufruito di contributi ministeriali e di Fondazione De Mari, sono disponibili al collegamento: http://www.storiapatriasavona.it/notizie/edizioni-antiche-caricate-in-sbn-tranche-2021/.

Nei primi due mesi dell’anno 2021 è proseguito il carico di volumi della nostra biblioteca nel Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN). Il lavoro (822 nuovi titoli), effettuato da Stefania Salvadori, ha portato a circa novemila il numero dei volumi della nostra biblioteca presenti in SBN, di cui quasi un migliaio antichi cioè editi in data anteriore al 1830.

Capolettera della Polyanthea, uno tra i primi volumi stampati a Savona (1503)

La tranche appena conclusa, resa possibile grazie a contributi di Mibact e di Fondazione De Mari, ha interessato: edizioni del XVI secolo (1); XVII secolo (10); XVIII secolo (161); XIX secolo ante 1830 (191); altre del XIX secolo (455); XX secolo (4).

I volumi caricati provengono in larghissima parte da due fondi savonesi: quello storico della Biblioteca degli Scolopi, acquisita da Storia Patria nel momento in cui i padri calasanziani lasciarono Savona (1971) e, soprattutto, dal Fondo Francesco Loni, collezione formatasi con acquisti sul mercato antiquario effettuati tra il XX ed il XXI secolo.

 

 

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