Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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I ‘promessi sposi’ traditi e in manette
Alassio, beffa a gang italo-marocchina

E’ stata una alassina a tradire una gang esperta, ma non troppo, in matrimoni illegali per garantirsi residenza e cittadinanza. Il resto va a merito della presenza sul territorio ed attività di intelligence, vecchia maniera, dei carabinieri della Compagnia di Alassio.Utile pure lo zampino  causa pandemia dei primi mesi dell’anno.


Legione Carabinieri Liguria

Compagnia di Alassio

NOZZE FINTE BLOCCATE DA COVID E CARABINIERI

STRONCATO GIRO DI DROGA: IN MANETTE PERSONE

COMUNICATO STAMPA – Nella mattinata del 19 ottobre 2020, i carabinieri della Compagnia Carabinieri di Alassio, con il supporto dei colleghi di Albenga, del 15^ nucleo elicotteri e del nucleo cinofili carabinieri di Villanova d’Albenga, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Savona, su richiesta della locale procura della repubblica, nei confronti di 7 persone, 3 cittadine italiane e 4 cittadini marocchini, dell’età compresa tra i 22 e 46 anni, per i reati di concorso nel favoreggiamento della permanenza illegale nel territorio dello stato, false attestazioni a pubblico ufficiale aggravate riguardando atti dello stato civile, tentata estorsione, reato continuato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Un matrimonio combinato, con tanto di pubblicazioni affisse secondo protocollo, ben organizzato nei particolari canonici dai familiari, che hanno lautamente pagato parzialmente in anticipo la somma pattuita, fra un’ italiana ed un cittadino marocchino, irregolare sul territorio nazionale, costituiscono il prologo di una articolata attività di indagine svolta dalla Stazione Carabinieri di Alassio, denominata “I Promessi Sposi”, in conseguenza della quale i carabinieri hanno scoperto un intenso spaccio di droga gestito da cittadini di origine nordafricana insieme a soggetti italiani, il favoreggiamento dell’immigrazione illegale, tutti reati perpetrati da persone note alle forze dell’ordine.

Gli accordi del finto matrimonio, non in linea con i rituali festeggiamenti e foto, non prevedevano alcun rinfresco, così come nessuna partecipazione di invitati, al di là delle restrizioni vigenti, infatti ognuno uscito dal comune di Alassio sarebbe andato per la propria strada.

Proprio come la trama del romanzo i promessi sposi di Alessandro Manzoni, anche questa vicenda ha conosciuto il suo don “Rodrigo”, contrario alle nozze, in questo caso un intruso incomodo: il “covid-19”, che ha fatto naufragare il falso idillio della storia reale. dapprima la sospensione della celebrazione col rito civile del matrimonio, già fissato con la necessaria presenza delle comparse, anche loro pagate per recitare il ruolo assegnato, i testimoni (per loro la cifra pattuita era di variabile fra 500,00 e 1000,00 euro), poi il sorgere di altre difficoltà organizzative per la fissazione di un’altra data, infine il repentino ripensamento della sposa che, avendo ricevuto altre offerte allettanti e ben più retribuite, ha messo all’asta la sua disponibilità di “sposa” al miglior offerente che necessitava di contrarre matrimonio, allo scopo di regolarizzare la sua posizione giuridica in Italia.

Il suo venir meno all’impegno preso, a fronte di un cospicuo anticipo (2500,00 euro e di un posto di lavoro effettivamente procuratole dai familiari dello sposo), hanno scatenato l’ira furibonda degli organizzatori del matrimonio, che, sentendosi traditi, non hanno esitato a minacciarla di morte, di farle perdere il posto di lavoro, così anche di ostacolare eventuali sue iniziative dirette a contrarre matrimonio con altre persone di origine marocchina, millantando conoscenze all’interno di legazioni consolari site in Italia.

Un fatto inquietante, all’interno di questa triste storia reale, vede sempre protagonista la promessa sposa che nel mese di maggio c.a. e’ stata salvata in extremis, sul greto del fiume Centa di Albenga, da un overdose di oppiacei somministratole da due soggetti nordafricani, poi scoperti e denunciati, il cui movente è ancora al vaglio degli inquirenti, considerato l’atteggiamento reticente della donna.

Questo matrimonio, che in realtà “non si doveva fare”, ha consentito ai Carabinieri della stazione di Alassio di far luce ad uno spaccato criminale connotato dalla presenza di altri personaggi di origine nordafricana dediti ad una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, esercitata nella piana ingauna.

Anche se i soggetti fermati non avevano una stabile organizzazione associativa alla base, e’ stato acclarato che i medesimi riuscivano a gestire la loro attività adottando varie cautele, coma cambiare abitudini, spostandosi con mezzi pubblici, bivaccando dove capitava. L’attuale pandemia, durante le varie fasi dell’indagine, ha reso difficoltosa l’azione di monitoraggio, di ricognizione, di riscontro da parte dei militari di Alassio, i quali hanno dovuto ricorrere a fulminei rimedi nei vari accertamenti per non essere notati, considerata la materiale impossibilita’ di confondersi tra le persone e i mezzi coinvolti, dovuti alle stringenti limitazioni connesse alle misura anti covid.

Una delle persone indagate inizialmente per il finto matrimonio, sottoposta ad isolamento sanitario presso il domicilio, incurante dell’eventuale nocumento che poteva recare a terze persone, non ha esitato ad uscire di casa per andare a rifornirsi di droga, come rilevato in più occasioni dai militari operanti. Al vaglio degli inquirenti sono alcuni fatti riconducibili ad un presunto giro di prostituzione, i cui contorni, ancora nebulosi, sono sotto la lente di ingrandimento per definire eventuali profili di responsabilità.

Fondamentale è stata l’attività di informazione , curata dai rispettivi comandanti di stazione in ogni ambito territoriale di competenza, che ha permesso un costante monitoraggio ed una quotidiana azione ricognitiva dei soggetti arrestati, soliti cambiare abitudini, frequentazioni, luoghi di bivacco e di ritrovo; le loro mosse ….Importante è stato il supporto dei vigili urbani di Albenga che hanno fornito in ogni occasione il loro apporto conoscitivo su alcuni soggetti soliti cambiare residenza, domicilio, dimora, consentendo in tempo reale di avere il quadro informativo aggiornato.

 

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S.Fasano

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