Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Savona e si credono pure benemeriti!
da 33 anni l’incompiuta della città sporca
Ata: il silenzio dei vecchi cronisti non giova


Era febbraio 1986. Sfogliando l’archivio stampa, ingiallito dal tempo (ormai non più di moda per l’avvento delle tecnologie assai meno impegnative ed ingombranti), un titolo che potrebbe benissimo adattarsi ai nostri giorni. Anzi, il tema è più che mai dibattuto. In attesa che qualcuno paghi per le incapacità ed i danni arrecati all’ATA.

Il redattore (poi caposervizio) de La Stampa Liguria Gianpaolo Carlini che scelto di godersi la pensione nella sua Ferrania e disimpegnarsi dal vecchio mestiere, dava conto delle perduranti problematiche dell’Amnu (Azienda municipale di Nettezza Urbana). Ieri, come oggi, sempre a leggere le cronache, riemerge la piana delle siringhe abbandonate in centro, come in periferia. Anche se non si vedono più come in passato aggirarsi nelle strade e piazze giovani automi in preda a crisi di astinenza. E 11 anni fa abbiamo preso, a caso, una fotonotizia del Secolo XIX Savona, quando già operativa l’ATA Spa. Con un intervento del consigliere regionale del Pdl, Matteo Marcenaro.

Si denunciava la disastrosa situazione delle Finanze del Comune di Savona e dell’ATA. Ci vorrà il commercialista, ex sindaco di Laigueglia, Silvano Montaldo per ‘scoperchiare’ la pentola del rischio dissesto delle casse comunali e la cura da cavallo. Eppure sarebbe utile – e forse un giorno lo faremo – rileggersi gli attacchi di cui è stato oggetto, anche sui media, come se godesse a ‘stringere la cinghia’ da non contribuente della Città di Savona, pur sempre il più ricco nella denuncia dei redditi obbligatoria per gli eletti nel parlamentino. Ma si sa, solitamente nessuno va a riprendere ciò che si è scritto e si è dichiarato nel passato. Tempo e memoria cancellano.

Ebbene l’esponente politico savonese Marcenaro, tra gli appartenenti al primo comitato organizzativo ligure di “Noi con l’Italia”, il movimento moderato collocato nel centro destra nazionale, difendeva l’allora presidente della provincia, Marco Bertolotto, primario al Santa Corona, in rotta di collisione con il Pd che aveva contribuito alla sua elezione. Il pomo della discordia la gestione dei rifiuti urbani. Peraltro chi ha la sorte di seguire da oltre mezzo secolo la storia politico amministrativa della provincia, della sua classe politica, o meglio di chi l’ha rappresentata, con alcuni e rari longevi rimasti in sella, può testimoniare (al di là del materiale d’archivio), con quale ritardo, rispetto alla civilissima Europa, centro e nord, Comuni, Provincia, Regione hanno affrontato il tema smaltimento rifiuti urbani. La raccolta differenziata. Si è polemizzato all’infinito, nell’inconcludenza, tra convegni, dibatti, relazioni, studi di fattibilità.

Per i rifiuti speciali negli anni ’70 e ’80 c’era il business pure sfociato in arresti e sequestri, scoperta di discariche di veleni interrati. C’è chi, in modo legale, ha potuto lucrare sull’assenza, ritardi su ritardi, del caos differenziata. Pare incredibile, per un normale cittadino europeo, scoprire che la civilissima  provincia di Savona – non è l’unica – solo da pochi anni si avvicina a tappe forzate verso la ‘civiltà dei rifiuti urbani’.

Il caso Savona resta emblematico dell’incapacità di chi ha ricoperto ruoli e avrebbe dovuto risolvere il problema, come accade in città ben amministrate. I media hanno, a loro volta, una colpa. Non approfondire quasi mai coloro ai quali dire grazie. Nomi e cognomi, date, dichiarazioni stampa a confronto. Nessuno era obbligato a ricoprire ruoli dei quali non era all’altezza, mettendo peraltro in cattiva luce tutta la squadra al governo della città. Mettere in croce gli ultimi arrivati non è certo un atto di giustizia, a meno che non ci siano elementi inconfutabili di incapacità. Chissà se qualcuno ha fatto un elenco dei signori ai quali era stato affidato, nel corso degli anni l’Amnu e poi l’Ata, amministratori, dirigenti, assessori competenti, sindaci. Per una corretta equità ed informazione.

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E FINALMENTE SE QUALCUNO HA SBAGLIATO E DANNEGGIATO LA SOCIETA’ PUBBLICA ATA LA GIUSTIZIA DIRA’ SE DEVE RIFONDERE I DANNI. NON SARA’ UN PERCORSO BREVE, MA IL CONTENZIOSO CIVILE OGGI CORRE PIU’ SPEDITO DEL  PENALE – IL SECOLO SAVONA DEL 7 FEBBRAIO 2019


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