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Liguria e Basso Piemonte

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Aiuto! I ‘diplomifici’ irrompono nelle scuole liguri. La denuncia di Bruzzone (Lega Nord)


Era stato facile profeta chi, all’avvio della riforma Gelmini, aveva profetizzato un esodo di dimensioni bibliche di docenti dal nord al sud. Detto fatto: le cattedre si sono ridotte all’osso, i progetti scolastici, prosciugati di ogni risorsa finanziaria, si sono azzerati, le compresenze in classe sono diventate una chimera, i fondi FIS sono praticamente scomparsi: la conseguenza è che molti docenti hanno perso il posto e alcuni di questi sono stati ricollocati nei posti tradizionalmente destinati ai supplenti, con un effetto a cascata. Così molti insegnanti meridionali (dove, dopo la pletora di immissioni in ruolo del decennio passato, il blocco delle assunzioni è praticamente assoluto) hanno preferito iscriversi nelle liste del nord, con il conseguente terremoto nelle relative graduatorie provinciali.

E’ ciò che sta capitando con le graduatorie ad esaurimento di terza fascia aggiornate per il triennio 2014-2017 (quelle, per intenderci da cui il provveditorato agli studi attinge per i nuovi immessi in ruolo e i supplenti annuali): in molte province il docente che fino all’anno precedente era primo quest’anno si ritrova nono o decimo, o giù di lì.

A Savona la situazione è tragica soprattutto per la scuola primaria: i primi cinque posti degli aspiranti al ruolo sono stati occupati da docenti freschi di trasferimento. Ma di docenti provenienti dal sud ne sono arrivati anche nelle graduatorie degli altri ordini di scuole: qualcuno dorme ancora in qualche pensione con le valigie in mano, sperando fino alla fine di racimolare un posto nelle ultime nomine fatte dal Provveditorato. Il tutto tra i mugugni dei docenti inseriti da anni nelle liste. Di queste lamentele si è fatto interprete Francesco Bruzzone, Consigliere Regionale della Lega Nord Liguria, che ha presentato al Presidente della Regione Claudio Burlando e alla sua Giunta una mozione avente come oggetto la “assegnazione cattedre agli insegnanti liguri in attesa”. “Storicamente, gli insegnanti del nord sono sempre scavalcati da quelli del sud” ha dichiarato Bruzzone il quale “preso atto che, sull’argomento, sono in atto forme di protesta ben visibili e condivisibili da parte di personale da anni in attesa che rischia di essere nuovamente e ingiustamente scavalcato, e ritenuto che tali anomali ‘giochi di graduatoria’ non dovranno interessare le Liguria e gli insegnanti Liguri in attesa ai quali è giusto dare priorità” vuole impegnare l’amministrazione regionale ad assicurare che gli insegnanti liguri in attesa di cattedra non vengano scavalcati da quelli provenienti da altre regioni. In pratica, la regionalizzazione dei concorsi e delle graduatorie.

In realtà anche la Regione sull’argomento può fare ben poco: è un’orribile guerra tra poveri, certo non nuova nella scuola italiana ma che quest’anno ha assunto punte assolute. Qualche anno fa, con Fioroni ministro della Pubblica Istruzione, le graduatorie permanenti erano state dichiarate “a esaurimento” ed erano state bloccate, non consentendo più lo spostamento dei docenti da una provincia all’altra, ma il ministero e il TAR erano stati sommersi da una valanga di ricorsi, molti dei quali vinti, di docenti in partenza. Tre anni fa una nuova svolta: in occasione dell’ultimo aggiornamento delle graduatorie i docenti residenti fuori provincia erano finiti in coda (chi si trasferiva da una provincia all’altra, doveva restare per cinque anni nel nuovo incarico). Altri ricorsi, altre reinserimenti dei docenti protestatari. Così quest’anno si è preferito lasciare una “finestra” per il trasferimento libero, ed è cominciato l’esodo.

Ma perché i docenti meridionali hanno, in media, punteggi più alti di quelli del nord? L’interpretazione “buonista” racconta di graduatorie bloccate da anni al sud, e di precari storici che hanno quindi maturato punteggi molto più alti dei colleghi settentrionali. La versione maliziosa, cui fa riferimento Bruzzone, racconta invece di corsi di specializzazione fantasma organizzati da diplomifici del sud, con svariate tecniche e modalità la cui destinazione finale era però univoca: dare a pagamento qualche punto in più ai partecipanti: punti che diventano oro nel confronto con i docenti del nord. Non è una novità, ma questo non consola chi era in cima alle graduatorie ad esaurimento e si è visto superare sul filo di lana da un collega mai visto prima. Sarà anche vero, come promette Renzi, che i precari verranno stabilizzati e le supplenze sono destinate a sparire: per ora, però la coda fuori dall’ex Provveditorato agli Studi continua ad allungarsi.

Massimo Macciò

 

 


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