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Alassio. Riceviamo: “Nel cantiere in piazza Stalla accade che… allego eloquenti foto.” Ma l’assessore non risponde


Riceviamo – Volevo chiedere a Trucioli.it se un giorno potete scrivere un articolo per informarci sul cantiere che da anni sta in piazza stalla ad Alassio…

Arrivano camion da cava che caricano dei cassoni pieni di terra e pietre, altri grossi camion portano materiali da costruzione.
Continuamente materiale di risulta arriva con i tre trattorini rossi con rimorchio, e una o due ruspe mettono dei cassoni che poi vengono caricati su camion, compattano il materiale di risulta, terra per lo più, c’e’ una gru gommata, due fiat panda, tre trattorini con rimorchio che vanno su nella collina passando dall’arco sotto ferrovia della strada per Solva.
Tempo fa su internet scrissero che erano i lavori a Villa Pergola ma forse non si passa alla strada per Solva per andare li.
Visto il rumore che inizia alle 6:45 farebbe piacere se si trasferissero in collina dove evidentemente stanno lavorando.
Mio nonno Alfonso Lamperti, è stato l’architetto che ad Alassio ha firmato il progetto per l’hotel Diana e mi ha seguito la costruzione essendo un architetto attivo fin dagli anni 30, l’hotel Enrico, il condominio il Mare, un altro condominio che c’è in via Marconi- Dante dopo il Gallo Nero, la villa di Adreani sulla strada per andare al porto, ivi la Villa Avetta che ora non c’è più e che è stata sostituita dal condominio il Mare da lui disegnato, ha restaurato palazzo Brea, disegnato Villa Caravita sulla strada per Santa Croce, ivi un altro palazzo, e tante altre cose.
Ma quando si parla di Alassio non si parla mai di chi ha dato un volto ad Alassio con progetti eleganti e moderni perché le sue case avevano un tocco particolare diversamente da tante altre che si vedono in Riviera.
L’altro mio nonno Giacomo Luigi Scavino, che è nato ad Acquafredda di Millesimo è vissuto a Savona e poi a Roma ed è ricordato ogni anno dei Marinai d’Italia, a Zinola, dove è sepolto, in quanto capitano di corvetta t.o. Ha ricevuto due medaglie d’argento al valore militare dallo stato italiano, per aver salvato 50 marinai in un naufragio, e per aver messo a repentaglio la propria vita ricevendo una scheggia della schiena che poteva renderlo paralizzato essendo vicina ai nervi, per scaricare il carburante durante un bombardamento da una petroliera fortunatamente arrivata in Nordafrica nonostante il blocco navale inglese, due croci tedesche, e in tre anni di prigionia in America ha poi collaborato con gli americani per tre anni collaudando dei ponti che venivano posati da degli appositi carri armati. Tornato in Italia è stato assunto da Mattei e ha contribuito a ricostruire la flotta mercantile petrolifera italiana che era stata annientata dalla guerra. 
Mio padre invece ingegnere, dopo aver lavorato nelle raffinerie della Condor, poi Shell olandese, a Rho e a La Spezia prima Shell  poi Italiana petroli, divenne dirigente in relativamente giovane età e poi nominato capo degli acquisti dell’italiana petroli (I.P. con sede a Genova, Piazza della Vittoria nel palazzo con le conchiglie che era della Shell che poi diventò negli anni settanta IP e poi Agip) fu infatti insignito del titolo di Maestro del Lvoro in quanto fu l’unico non solo onesto, in quanto i colleghi che lo avevano preceduto erano durati non più di due o tre anni perché si facevano dare dei contributi dalle ditte che fornivano, i fusti del petrolio, le autocisterne, le strutture per le stazioni di servizio, mentre mio padre non ha mai preso niente nonostante le offerte che anche io ho sentito una volta se per caso ho incontrato un fornitore essendo in vacanza nella zona dove lui aveva la fabbrica. L’imprenditore fece l’offerta a me chiedendo di intercedere con mio padre per convincerlo e spiegandomi il meccanismo, quindi con le mie orecchie una volta in una ditta dell’entroterra di Savona, mi disse che per ogni fusto in acciaio (che doveva servire per stoccare l’olio lubrificante che veniva prodotto e venduto da l’italiana petroli)  il collega nello stesso posto di mio padre ma della Esso prendeva una parte delle 23.000 lire che all’epoca negli anni ottanta costava un fusto in acciaio e disse indicandomi dei grossi camion Tir che loro stavano caricando 10.000 fusti e che avrebbero fatto a metà, visto che mio padre li comprava 16.000 o 17.000 se lo convincevo a salire di prezzo fino al prezzo che loro vendevano alla Esso, perché mi disse che mio padre era un ostacolo al suo guadagno perché faceva l’interesse della ditta per cui contrattava fino a raggiungere un prezzo più basso possibile per contenere le spese dell’italiana petroli, e quindi è durato al suo posto quindici anni diversamente da tutti quelli che lo avevano preceduto.
Quando nel suo ufficio, nella sede di Genova, arrivava un fornitore lui faceva l’interesse della Italiana petroli e trattava sul prezzo fino portarlo al minimo possibile facendo risparmiare milioni dell’epoca anche per una piccola fornitura, ad esempio delle giacche per i benzinai o i regali che venivano dati per premio a chi faceva molta benzina.
Tutti ora riposano a Zinola dove abbiamo la tomba di famiglia.
Grazie se volete pubblicare. Mario S….
Stamane (ore 07) anche la strada è occupata da oggetti in plastica all’ingresso del posteggio a destra per non fare posteggiare

LA E-MAIL CHE LUCIANO CORRADO, GIORNALISTA PROFESSIONISTA, COORDINATORE DA 15 ANNI DEL BLOG TRUCIOLI.IT, HA INVIA ALL’INDIRIZZO DI POSTA DELL’ASSESSORE FRANCA GIANNOTTA IL 31 OTTOBRE 15.59

Alla c.a. dell’assessore, avv. Franaca Giannotta. Al ns blog è pervenuta questa segnalazione corredata di foto e di video.

“Piazza Stalla, Alassio- Volevo chiedere se un giorno potete scrivere un articolo per informarci sul cantiere che da anni sta in piazza Stalla ad Alassio…  Arrivano camion da cava che caricano dei cassoni pieni di terra e pietre, altri grossi camion portano materiali da costruzione. Continuamente materiale di risulta arriva con i tre trattorini rossi con rimorchio, e una o due ruspe mettono dei cassoni che poi vengono caricati su camion, compattano il materiale di risulta, terra per lo più, c’e’ una gru gommata, due fiat panda, tre trattorini con rimorchio che vanno su nella collina passando dall’arco sotto ferrovia della strada per Solva. Tempo fa su internet scrissero che erano i lavori a Villa Pergola ma forse non si passa alla strada per Solva (1 foto) per andare li. Visto il rumore che inizia alle 6:45 farebbe piacere se si trasferissero in collina dove evidentemente stanno lavorando. Grazie.

Domande di Trucioli.it  che attendono ancora risposta
1) A quanto risale l’autorizzazione dell’occupazione di suolo pubblico e la data di ‘scadenza’.
2) Sono pervenute al Comune, Polizia Urbana, altre segnalazioni di cittadini simili a quanto segnalato dal lettore.
3) L’autorizzazione in quale arco di ore impone degli orari di inizio e fine lavori e utilizzo della piazza
4) A quanto ammonta l’occupazione del suolo pubblico e per quanti metri quadrati.
Certi della collaborazione per un corretta informazione, in fiduciosa attesa, Luciano Corrado giornalista professionista coordinatore di Trucioli.it blog di volontari e senza pubblicità.

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