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Murialdo, dove i boschi sono valorizzati come “aree protette” estese a Piana Crixia. Centinaia di ettari frutto di donazioni a Associazione Italiana Wilderness


Oltre vent’anni fa, a scopo di loro conservazione, alcuni filantropi acquistarono decine di ettari di boschi in varie località del Comune di Murialdo.

di Franco Zunino*

Di essi, mentre alcuni Settori furono poi privatamente designati in “Aree Wilderness”, ovvero dove l’ambiente naturale viene preservato e lasciato al suo libero sviluppo (una pratica in Italia magari ben poco compresa, ma che in altri paesi è la norma per ogni seria “area protetta”), una parte fu lasciata esterna al vincolo in quanto all’epoca di scarso valore naturalistico a causa di interventi di esbosco risalenti ad un decina di anni prima. Oggi, grazie alla sottoscrizione di un nuovo “Contratto di Tutela Spontanea“, sono infine stati anch’essi designati in Area Wilderness “Le Binele” (rii gemelli) e “Zone di Tutela Ambientale“.

In realtà la decisione di designare e tutelare così quel settore di boschi la si deve anche ad una nuova filantropica donazione di un terreno loro confinante, fatta dal cittadino murialdese Giuseppe Rocchia (oggi residente a Genova). Donazione avvenuta con rogito del Notaio Paola Orsero (Loano) lo scorso 18 settembre 2026. Ragion per cui tutta la pur frastagliata area è potuta giungere ad una estensione complessiva di 12 ettari (dei quali 10,5 ettari risalenti al primo acquisto da parte dei cittadini Mariarosa Bonecchi e Riccardo Tucci, di Milano, e 1,5 ettari accorpati in conseguenza della donazione di Giuseppe Rocchia). Grazie al filantropico gesto di quest’ultimo, è stato anche possibile designare in Zona di Tutela Ambientale una fascia boschiva di circa 0,5 ettari ubicata in un’altra località del Comune di Murialdo (“La Truscela”).

La vegetazione boschiva di questa nuova area e delle zone tutelate è formata da cedui in prevalenza di castagno, ma anche con presenza di altre specie arboree spontanee, in questo caso in gran parte d’alto fusto, quali ciliegi selvatici, betulle, faggi, pini silvestri, ontani neri ed aceri montani. Boschi che da molte decine di anni non sono più stati assoggettati al taglio, per cui stanno lentamente invecchiando e rinaturalizzandosi, divenendo vere e proprie oasi di biodiversità; particolarmente invecchiati sono i boschi della recente donazione, i quali da ben oltre il mezzo secolo non sono più stati interessati da tagli.

Un’iniziativa, questa, che ancora più arricchisce di pregi naturalistici il Comune di Murialdo, la cui amministrazione, ed anche non pochi cittadini, è particolarmente sensibile alla bellezza e al valore dei propri boschi. Le nuove “aree protette” non impediranno né la raccolta dei funghi né l’attività venatoria, essendo il loro primario scopo quello di lasciare l’ambiente all’evoluzione spontanea e di preservare lo stato urbanistico dei luoghi in cui si trovano. Va infatti precisato che la nuova Area Wilderness si è resa oggi possibile proprio per il perdurante stato di abbandono della zona, peraltro a grave rischio franoso, per cui l’unica strada agreste di accesso è da anni stata interrotta proprio per la particolare pedo-morfologia del luogo, soggetto a tali fenomeni per la presenza di numerosi rii e sorgenti.

Una politica di conservazione che poi, soprattutto oggi in un mondo sempre più sviluppato e urbanizzato, è il vero valore da difendere, e, proprio per questo, scopo primario delle “Aree Wilderness” ovunque nel mondo; ma anche scopo primario dell’Associazione Italiana per la Wilderness che infatti porta avanti una politica protezionistica di spirito liberale non impositiva verso i diritti delle collettività locali, per una tutela anche molto severa, ma che sia basata sulla cosa pubblica; ovvero, su territori e terreni che siano acquisti alla pubblica proprietà (sia governativa sia mediante ONG ambientaliste).

Da notare come i due primi filantropi di quest”ultima iniziativa (Mariarosa Bonecchi e Riccardo Tucci) abbiano già contribuito alla tutela di diversi altri settori di Aree Wilderness in Comune di Murialdo (Bric Fariàn, Brizzulera, L’Ursera e Rio P’egalante) e in Comune di Piana Crixia (Burrone di Lodisio e Langhe di Piana Crixia), per un totale di 116 ettari.

In Toscana, invece, sono state designate due piccole Zone di Tutela Ambientale (“Bozzonero”) per un totale di 0,5 ettari in Comune di Pescia (Pistoia); anche queste, grazie ad una donazione di terreni da parte della già citata Mariarosa Bonecchi e del fratello Carlo Bonecchi. Pur nella loro modesta estensione le due Zone oggi tutelano tratti boschivi che possono definirsi di “foresta vetusta”, con vecchi castagni e secolari Pini marittimo, uno dei quali giunge a ben circa 2,50 metri di circonferenza ed un’altezza di circa 30 metri.

Franco Zunino

(Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness)                                


Indicate dalle macchie in rosso, la posizione dell’Area Wilderness “Le Binele” e le altre Zone di Tutela Ambientale designate a Murialdo (Liguria). A destra, sempre in rosso, quella delle Zone di Tutela Ambientale “Bozzonero”, in Comune di Pescia (Toscana).

    Paesaggistico primaverile della nuova Area Wilderness “Le Binele” (comprendente gran parte della dorsale collinosa al centro, tra le due vallette; a sinistra, il rio oltre il quale è ubicata il bosco della donazione Rocchia).



A sinistra, scorcio ambientale della Zona di Tutela Ambientala “La Truscela” (Murialdo). A destra, un tratto del bosco della Zona di Tutela Ambientale “Bozzonero” (Pescia), con uno dei centenari pini marittimi.


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