Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Boissano e il Consiglio di Stato. Se l’antenna della discordia non la rimuovo? L’interpellanza che mancava


Ha titolato Il Secolo XIX nelle pagine di  savonesi: “Antenna Boissano, scattano le diffide “Sia subito rimossa. Dopo il giudizio del Consiglio di Stato”. In altri tempi il primo quotidiano ligure valorizzava le notizie locali quando rappresentavano casi limite e piuttosto unici. La cartina di tornasole dell’amministrazione civica e dei suoi criteri nei confronti dell’interesse pubblico.

Il ‘bubbone Boissano’- non ricordiamo una vicenda simile in Liguria per la presenza di un vice sindaco chiamato in causa, per la resistenza del sindaco e giunta nel difenderlo, nel confermargli piena fiducia.

Ebbene meritava e merita un ‘inviato speciale’ del Secolo XIX (e non  solo) che, all’epoca, erano i giornalisti di punta e di prestigio del giornale.

Se mettiamo a confronto gli articoli che sono apparsi sui due giornali cartacei  con cronaca ligure e provinciale, il quotidiano on line più letto ed apprezzato dai politici savonesi e dalle loro corti,   di altri web con cronaca locale, Trucioli.it  è stato il più presente sulla notizie e sugli strascichi e siparietti. Soffriamo di altra scuola del giornalismo?

A Boissano il consigliere di opposizione Davide Mattiauda, del Gruppo Misto, ha depositato un’interrogazione e rilasciato una  dichiarazione  stampa sul ‘buco nero‘ (quasi da raffigurare da ‘Grande Fratello’) del ripetitore telefonico installato “malamente” sul terreno della famiglia del vicesindaco Ramona Siri, professione avvocato in uno studio legale di Loano. L’amministrazione comunale che governa (o sgoverna?) il paese ha scelto di schierarsi, ma perdente, con l’operatore telefonico, anzichè dalla parte dei cittadini. Va riconosciuto un atto di coraggio e di sfida alla legalità non comune.
Quel “malamente” non è un giudizio bensì la sintesi giornalistica di quanto è emerso da ben due sentenze del Consiglio di Stato che hanno censurato l’operato del Comune. Un dato di cronaca, non un’opinione.
A un mese dalla seconda sentenza, che  ‘ri-certifica‘ quel “malamente“,  si è mossa anche l’opposizione, non accusata di essere ‘rossa’.
Si è democraticamente portati a credere che le opposizioni, sempre e comunque, ovunque, svolgano il proprio ruolo di controllo nell’interesse della collettività, indipendentemente dal fatto che esista o meno una stampa (ormai sempre meno libera). Vedi l’esempio di quella che è sempre stata la stampa libera nella prima democrazia parlamentare al mondo. Stati Uniti ora alle prese con il dispotico miliardario e guerrafondaio che intimidisce, perseguita, editori e giornalisti che osano…
A Boissano Trucioli.it ha portato avanti un’informazione stimolo che induca a riflettere. Stimolo che favorisca la presa di coscienza del ruolo di ciascuno: amministratori, funzionari pubblici, opposizioni, cittadini ed elettori. Perché il voto non è un atto che si esaurisce nel giorno delle elezioni, ma un rapporto di fiducia che dura cinque anni e che richiede una cittadinanza informata, attenta e partecipe.
C’è chi prefigura scenari orwelliani nelle quali l’informazione finisce per limitarsi a ipnotizzare l’elettorato attraverso una sequenza infinita di articoli su cuccioli e bambini, santi ed eroi, ribotte e giochi, inaugurazioni e tagli di nastro, adunate e circoli, manifestazioni e passerelle istituzionali, miss e cerimonie. I nomi degli amministratori e le loro fotografie compaiono sistematicamente al centro di una narrazione apparentemente ricca ma, in realtà, incapace di aiutare il lettore a comprendere ciò che accade davvero.
Una narrazione nella quale tutto appare sempre positivo, tutto viene raccontato come successo, ogni scelta sembra inevitabilmente giusta, ogni decisione condivisibile, ogni amministratore efficiente, ogni inaugurazione un traguardo storico. Una rappresentazione rassicurante che, però, rischia di lasciare nell’ombra proprio ciò che dovrebbe interessare una comunità: le criticità, gli errori, i ritardi, le responsabilità, i conflitti d’interesse se sollevati, le sentenze, gli atti amministrativi, le interrogazioni delle minoranze, le osservazioni dei cittadini, le domande senza risposta.
Senza dimenticare che non ci sia quasi nulla di positivo nell’operato di chi è al comando e decide, pochi possono credere alla presenza di un  ‘podestà’ del fascismo. a Boissano siamo però alla mercé del ‘comando illuminato’.
Non è una questione di simpatia o antipatia verso un’amministrazione. Né di appartenenza politica. È una questione di democrazia e rispetto delle regole, del buon senso che deve sempre prevalere.
Questo articolo non nasce isolato, si inserisce nel dialogo che Trucioliit sta cercando di sviluppare da tempo con i propri lettori. Ricordando che preferiamo le critiche costruttive agli elogi. Boissano come buon esempio di impegno e dibattito civico che non si riscontra in altre realtà. Con questa prospettiva la riflessione precede la notizia senza sostituirla, ma contribuendo a contestualizzarla.
Ecco, quindi, le dichiarazioni del consigliere, che si rivolge al sindaco e, di fatto, a tutti i consiglieri della maggioranza, invitandoli a rispondere del proprio operato e delle proprie scelte. La vicenda antenna che, per la sua rilevanza giudiziaria e istituzionale, rappresenta oggi uno dei casi più significativi.
Siamo profondamente stufi di una storia che si trascina ormai da quattro anni sulla pelle dei cittadini di Boissano”.
Per quattro lunghi anni la Giunta ha scelto la strada dell’ostinazione, difendendo atti che si sono rivelati contrari agli stessi regolamenti comunali. Una strategia fallimentare che ha costretto le famiglie  a sostenere spese di tasca propria per difendere il territorio e che oggi rischia di pesare anche sulle casse comunali, sottraendo risorse ai servizi destinati ai cittadini”.
I cittadini hanno espresso una volontà chiara attraverso una petizione sottoscritta da 1.200 persone, oggi rafforzata dalla pronuncia del Consiglio di Stato. La democrazia e il rispetto della legge non possono essere sacrificati per quattro anni in nome dell’orgoglio politico. L’amministrazione esegua la sentenza senza perdere altro tempo: il ripetitore deve essere rimosso da via Zurmagli prima della fine del mandato”.
Il consigliere comunale di opposizione Davide Mattiauda

Il consigliere Mattiauda ha reso noto di aver presentato un’interrogazione consiliare, corredata da una richiesta di accesso agli atti, per acquisire la documentazione relativa agli incarichi professionali affidati, alle fatture emesse dai legali incaricati e ai mandati di pagamento predisposti dal settore finanziario del Comune. L’iniziativa punta a fare piena luce sulla gestione amministrativa ed economica del contenzioso legato alla Stazione Radio Base.

Nell’atto viene richiesta una ricostruzione dettagliata delle spese sostenute dall’ente durante la vicenda, comprese le parcelle dei professionisti, i contributi unificati e gli eventuali risarcimenti liquidati. Viene inoltre sollecitato un chiarimento su chi dovrà farsi carico dei costi per lo smantellamento dell’impianto e il ripristino dell’area, con l’intento di evitare che tali oneri gravino sulle casse comunali.
L’interrogazione richiama infine l’attenzione sulle tempistiche dell’intervento, chiedendo la definizione di un cronoprogramma che consenta di completare la rimozione e la delocalizzazione del ripetitore entro la scadenza dell’attuale mandato amministrativo, prevista nel 2027. Contestualmente, l’amministrazione viene invitata a scongiurare ulteriori ritardi procedurali che potrebbero rinviare la conclusione della vicenda alla prossima giunta.
Una cronaca, quella del ripetitore dei Zurmagli, iniziata con un segreto professionale che ha impedito alla stessa maggioranza di essere informata per tempo, a causa del segreto professionale che il vicesindaco, nel ruolo di rappresentante della madre, ha voluto tutelare. Così è stato dichiarato. Anche se, come pubblicato da Trucioli.it, almeno un cittadino, ha affermato di aver  personalmente informato tempestivamente il sindaco pochi giorni dopo il suo insediamento in concomitanza col deposito di una pratica relativa all’installazione.
Una vicenda che ha visto il formarsi di un silenzio-assenso su una pratica “non considerata”, quando, a saperlo, si sarebbe avuta la possibilità, se non l’obbligo, di sospendere i lavori in autotutela per leggere gli atti, capire e prevenire. Anche alla luce di un Piano antenne che non avrebbe dovuto andare perso e che doveva essere reso pubblico senza la necessità dell’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione. Una situazione che si sarebbe dovuta, o potuta, gestire bene fin dall’inizio, senza contrapporsi, insieme all’operatore, tenacemente a un intero paese.
Una maggioranza consiliare, quella costituita da Paola Devincenzi, Ramona Siri, Laura Majellaro, Angelisa Marengo, Guido Carieri, Daniele Cabrini, Fabrizio Garrone e Stefano Corona che, per voce del sindaco, deve quindi dare al consigliere Davide Mattiauda le risposte che pone a nome e per conto di tutti i cittadini di Boissano di cui, nel suo ruolo, è rappresentante.
Va sempre ricordato che non si arriva a ricoprire un ruolo per ricevere lustro da esso, ma ci si assume la responsabilità di un ruolo per dargli lustro. La vera ricaduta personale nel ricoprire ruoli visibili è quella di farsi conoscere e ricordare da tutti, nel bene e nel male.

Avatar

Trucioli

Torna in alto