Lettera aperta ai Leader del “Campo Largo”.
di Franco Zunino*

Potremo mai salvare quel poco che resta del paesaggio italiano (un dovere secondo l’Art. 9 della Costituzione!) se tanti nomi illustri si sono uniti in una “Lettera aperta ai Leader del Campo Largo” per chiedere che si impegnino esattamente nell’opposto? Perché indirettamente è questo che dicono senza dirlo, nel momento che esortano i politici di una fazione a non “riproporre una visione ideologica che demonizza gli operatori dell’energia pulita”. Come se la loro posizione non fosse ideologica!
Purtroppo per loro, la difesa del paesaggio non può essere definita “ideologica” nel momento che lo prevede la nostra “santa” e intoccabile Costituzione; mentre questa non prevede che i Governi debbano occuparsi dei cambiamenti climatici.
Perché è proprio per combattere il cambiamento climatico che essi hanno scritto la lettera aperta.
Gli operatori dell’energia pulita non saranno certamente degli “speculatori”, ma forse sensibili al gran movimento di danari che sta dietro alla politica per la “transizione ecologica” certamente sì. Se salvare il pianeta come essi credono, ci costa la distruzione di tutti i nostri paesaggi più belli, forse è segno che qualcosa non quadra; forse è segno che la soluzione deve essere diversa. Anche e soprattutto perché, la pretesa delle loro scelte sono passaggi irreversibili. E allora è bene che tutti i nostri governanti attuali e potenziali, riflettano a lungo prima di prendere delle posizioni che se sono certamente valide per il profitto dei suddetti operatori, molti dubbi esistono sulla necessità di sfasciare il paesaggio per raggiungere un obiettivo che magari un domani si scoprirà essere stato esagerato o almeno non così tanto urgente, se non necessario. E che forse di quel poco che ne resterà sarà magari poi salvato dal tanto vituperato Nucleare!

NASCITA DI LUPI. Il Parco Nazionale d’Abruzzo si è premurato di far sapere la bella notizia della nascita di quatto cuccioli di lupo, partoriti da una femmina dell’ex di acclimatazione per cervi e caprioli e poi trasformatosi in Centro per i lupo, di Civitella Alfedena. Certamente una bella notizia, ma una domanda sorge spontanea, anzi più di una: sono almeno tre decenni che in quel recinto vive un branco di lupi: è la prima volta che vi si riproducono? Se sì, la cosa è quanto meno strana. Se no, quante altre volte, in quei lunghi decenni, si sono verificate nascite? E se vi sono state, che fine hanno fatto gli esemplari nati in precedenza?
LUPO: SCRIVERE PER NON DIRE NULLA. Ecco, è questo il pensiero che viene in mente nel leggere un pezzo di Mauro Fattor (giornalista e zoologo italiano che risiede in Francia) apparso in un blog di Alessandro Gogna dal titolo “Lupo e retorica”, in polemica con Michele Serra sulla questione dei lupi e del suo canne da essi predato. Peccato che leggendolo alla fine non si capisce se sia a favore del lupo o contro il lupo, se sia per una intervento riduttivo dello stesso da parte dell’uomo o meno. Se il problema esiste o meno. E se esiste, come sembrerebbe anche a leggere Michele Serra, allora come risolverlo. Ma forse Fattor voleva solo polemizzare con Serra e/o, come ha titolato il suo pezzo, fare solo della retorica senza sbilanciarsi in una presa di posizione che, come tutte le prese di posizione, non sempre fanno comodo nel mondo del giornalismo (a meno che non siano politico-partitiche!).
Franco Zunino*
Segretario generale di AIW
