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Reportage / Albenga, che meraviglie! Nel Parco del Centa sostano oltre 150 specie di uccelli migratori. Ma il Difensore civico della Regione scrive…


Il Parco del Centa (ufficialmente Area Protetta Provinciale Fiume Centa e Zona Speciale di Conservazione) oasi naturalistica di 60 ettari situata ad Albenga. Rappresenta una delle zone umide più importanti del Ponente ligure per la sosta di oltre 150 specie di uccelli migratoriti.

di Sandro Grimaldi

In questo primo, piccolo, ‘viaggio’ alla scoperta di splendi ‘volatili’ che si possono ‘scoprire’, fotografare solo con un potente teleobiettivo, spesso dopo giorni e ore di attesa. Muniti di pazienza e fiduciosi. Ripeto ancora quanto ho già scritto il 7 maggio 2027 – 2.127 visualizzazioni- l’oasi meriterebbe ben altra cura, attenzione che significherebbe valorizzazione ambientale per la sue caratteristiche ed unicità in Liguria. Non è possibile dover rivolgersi al Difensore Civico della Regione per sollecitare agli organi competenti, Provincia e soprattutto Comune, Carabinieri forestali, il loro doveroso intervento. Tra l’altro mi sono reso conto di essere considerato alla stregua di una scocciatore di un talebano dell’ambiente. Amore e cultura per madre natura si, fino in fondo con coerenza, talebano estremista no. Sono un cittadino semplice che lavora e trascorre i suoi giorni liberi accanto all’Area Protetta del fiume più corto d’Italia, il Centa appunto.

Con questa prima narrazione, per i lettori di Trucioli.it, che apprezzo per essere un blog di soli volontari, come credo di essere io, presento gli ospiti dell’Oasi che ho avuto modo di fotografare e conservare come reliquie le immagini. Martin pescatore (Alcedo Atthis), Airone rosso (Ardea purpurea), Cavalieri d’Italia (Himantopus Himantopus), Avocetta (Recurvirostra avosetta).

Il Martin pescatore è strettamente legato ai corsi d’acqua a flusso lento o moderato, con sponde naturali in terra dove scava il nido (gallerie di 60–90 cm). I torrenti Arroscia e Centa, con le loro sponde sabbiose e i tratti meandriformi, sono habitat tipico. La specie è estremamente sensibile a: • alterazione delle sponde (cementificazione, sbancamenti) • inquinamento delle acque (riduce la fauna ittica di cui si nutre) • disturbo antropico in periodo riproduttivo (aprile–luglio) • incendi della vegetazione ripariale.
Airone rosso

L’airone rosso (Ardea purpurea) è specie di interesse comunitario inclusa nell’Allegato I della Direttiva Uccelli: misure speciali di conservazione dell’habitat. Non figura tra le specie particolarmente protette dell’art. 2 della L. 157/1992 (lo è invece l’avocetta), ma la tutela europea è piena. In Italia è considerata in stato di conservazione delicato: nidifica quasi esclusivamente nei canneti delle zone umide planiziali (Pianura Padana, deltizi, lagune costiere) e la popolazione è in calo per la riduzione e il degrado dei canneti. Migratrice transahariana, sverna in Africa subsahariana — il che la rende particolarmente sensibile al disturbo nei siti di sosta lungo le rotte migratorie mediterranee, inclusa la foce del Centa.

Cavaliere d’Italia
Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) doppiamente protetto — come l’avocetta. Direttiva 2009/147/CE — Il cavaliere d’Italia è specie di interesse comunitario inclusa: misure speciali di conservazione dell’habitat, designazione di ZPS, divieto di uccisione, cattura, distruzione di nidi e uova, e divieto di disturbo significativo soprattutto in periodo riproduttivo. 🇮🇹 L. 157/1992, art. 2 — specie “particolarmente protetta” Espressamente elencato tra le specie particolarmente protette anche sotto il profilo sanzionatorio, insieme ad avocetta, fenicottero, spatola, gru, otarda, cicogne, ecc. 🌍 Convenzione di Berna, Allegato II: rigorosamente protetto.
Il cavaliere d’Italia nidifica nelle zone umide costiere e nelle aree salmastre con acque basse, su isolotti, banchi sabbiosi e canneti — ambienti tipici delle foci. La popolazione italiana si è espansa negli ultimi decenni ma resta vulnerabilissima al disturbo nei siti riproduttivi (i nidi sono a terra, facilmente calpestabili) e alla trasformazione degli habitat. È specie spesso osservata in sosta migratoria lungo le coste liguri tra marzo e maggio, periodo in cui le attività di disturbo alla foce (kite, mezzi a motore, cani liberi) hanno l’impatto massimo. Insieme ad avocetta, fratino e occhione, costituisce il “nucleo duro” delle specie particolarmente protette legate alle spiagge e alle foci della costa tirrenica — l’esposto per la foce del Centa può fondarsi solidamente proprio su questo gruppo di specie.
Avocette affrontando il fortissimo libeccio del 14 maggio 2026
Avocetta (Recurvirostra avosetta) doppiamente protetta dalla Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” — Legge 157/1992, art. 2 — specie “particolarmente protetta”. La legge italiana sulla fauna selvatica la elenca espressamente tra le specie particolarmente protette, anche sotto il profilo sanzionatorio (insieme a fenicottero, spatola, cavaliere d’Italia, gru, ecc.). Perché conta per la foce del Centa: La ZSC IT1324909 non è formalmente una ZPS, ma le misure di conservazione di Natura 2000 e gli obblighi della Direttiva Uccelli si applicano comunque al disturbo di specie dell’Allegato I che frequentano regolarmente il sito. L’art. 4 della Direttiva impone agli Stati membri di adottare misure idonee per evitare “perturbazioni che abbiano conseguenze significative” per le specie tutelate — e l’invasione del kite surf in alveo, in giornata di libeccio, mentre la coppia è costretta a fuggire in mare in tempesta, è esattamente questo tipo di perturbazione. Per l’esposto, oltre all’ordinanza della Capitaneria, puoi quindi richiamare: • Direttiva 2009/147/CE, Allegato I e art. 4 • L. 157/1992, art. 2 (specie particolarmente protetta) • DPR 357/1997 (regolamento di attuazione Natura 2000) — art. 5 sulla valutazione di incidenza e divieto di attività che compromettono lo stato di conservazione delle specie tutelate.
Vorrei aggiungere che molte delle immagini sono esposte  all’Hotel Caravelle di San Bartolomeo al Mare (IM).
Tra le mie ‘catture” fotografiche c’è pure  un piccolo limicolo, il ‘Corriere grosso’, dotato di anello metallico di identificazione. Probabilmente catturato in Finlandi, inanellato e rilasciato. L’ho ripreso mentre si alimentava sulla riva il 13 maggio 2025 proprio alla foce del Centa. Doverosamente l’ha segnalato all’Ispra e attendo aggiornamenti.
Allego la letta che il Difensore Civico della Regione Liguria  ha inviato ai responsabili competenti di settore della Provincia di Savona,  al Comune di Albenga. alla Capitaneria di Porto, al Gruppo  Comando Carabinieri Forestali di Savona. Come oggetto: ” Istanza a firma di  Sandro Grimaldi, residente ad Alassio, per asserite disfunzioni, omissioni e ritardi in relazione  all’adozione di adeguate misure di tutela  della Zona Speciale di Conservazione Torrenti Arroscia e Centa.  Firmato Francesco Cozzi. (Vedi……) 
Sandro Grimaldi

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