Il 20 marzo scorso Trucioli.it ha titolato: “Albenga exploit: 16 poliambulatori privati-centro sanitario”. In precedenza, più volte, avevamo descritto il boom in provincia di Savona della ‘medicina privata’ (284 specialisti ambulatoriali provenienti anche da fuori provincia e regione). Il ‘caso pronto soccorso ospedale di Albenga’, come avevamo documentato, ha una genesi di cui si racconta poco o nulla.

GINO RAPA (Sei di Albenga se-Facebook)- A chi sostiene che all’Ospedale di Albenga NON SI PUO’ avere il Pronto Soccorso perché mancano i reparti per supportarlo (ortopedia, cardiologia, chirurgia…) ricordo che tali reparti C’ERANO e SONO STATI OPERATIVI per decenni finché non sono stati deliberatamente chiusi (o fatti chiudere) e scientificamente MAI RIAPERTI dai politici al comando della Regione Liguria. Ricordo l’amara confessione di un dottore all’interno di un reparto efficientissimo che chiedendo ai superiori aiuti per un miglioramento dell’operatività verso i numerosi pazienti si sentì rispondere: “Il nostro compito non è quello di far funzionare il reparto, ma di portarlo alla chiusura!“. E’ tutto.
Commento di Carmine Morabito (ex dipendente Comune di Alassio)- Verità sacrosanta. L’ospedale più nuovo della Liguria condannato a morte dal furore ideologico di chi vuole portare avanti la sanità privata, a discapito della sanità pubblica per tutti i cittadini, con il continuo e progressivo indebolimento di tutto ciò che è servizio pubblico per poi concludere che ………non c’è altra strada che quella di affidarsi al privato. Mal gliene incolga. Senza Ospedale Santa Maria di Misericordia si muore.
Stefano Benedetti- Il nuovo ospedale, e parliamo di quasi 20 anni fa, purtroppo partì male e continuò peggio. La predazione dei reparti iniziò subito, se non ricordo male ostetricia che non partì nemmeno. Una certa parte politica fece pressioni assurde (lo “scandalo” del nuovo ospedale andò addirittura su L’Espresso, vedi stralcio di “Trucioli.it”) e riuscì nell’intento di sabotare il nosocomio- semplicemente perché non erano riusciti a BLOCCARE la nuova costruzione- dopodiché subentrò un’altra parte politica che dette il colpo di grazia.Il tutto con noi tapini in mezzo: chiunque diriga l’orchestra, la musica non cambia. E, purtroppo, non è solamente una storia ligure.
Sergio Rossello-L’ospedale di Albenga e una questione politica però noi di Albenga abbiamo fatto poco per tenerlo quando era ancora operativo e adesso non penso lo avremo mai più andrà in mano ai privati oppure residenza anziani.
Renata Facta- Era un bellissimo ospedale, fu ricoverato mio suocero nel 2011 ca. per una polmonite, lui aveva anche l’Alzhaimer, abbiamo trovato, tanto aiuto ed umanita’. Persone meravigliose. Funzionava benissimo. E’ lampante che sia stato chiuso per “tagli” e volonta’ politica. E’ inaudito che da Laigueglia ci si debba rivolgere al PS di Pietra Ligure.
2/COMMENTI DI TRUCIOLI.IT- La carenza di medici ospedalieri e infermieri professionali ospedalieri è una gravissima realtà che dimostra l’incapacità della nostra classe politica, non da oggi. In Regione, anche con presidenti e assessori, maggioranze di centro sinistra, la sanità pubblica era ‘terra di conquista clientelare’. L’assessore alla Sanità – se si esclude il prof. ing. Pino Josi, socialista lombardiano e origine pietrese – era il ‘domino assoluto’ che conviveva, anche nolente, con un secondo potere occulto, quello massonico, soprattutto nella scelta dei primari.
L’ultimo assessore alla Sanità in Regione Liguria, espressione del Partito Democratico, è stato Claudio Montaldo. Ha ricoperto l’incarico di Assessore alla Salute e alle Politiche di Sicurezza durante le due legislature guidate dall’ex presidente Claudio Burlando, dal 2005 al 2015. Montaldo è stato rieletto sindaco di Ceranesi (GE).
Con l’avvento del centro destra in Regione Liguria, dopo il 2015, gli assessori alla Sanità in Liguria sono stati nell’ordine: Sonia Viale (2015-2020 Lega), Giovanni Toti (con delega ad interim dal 2020 al 2022), Angelo Gratarola (2022-2024 tecnico indipendente con il presidente Bucci), e infine l’attuale assessore Massimo Nicolò (non iscritto, area Fratelli d’Italia), in carica da novembre 2024.
Ad un certo punto neppure la pratica raccomandati&clientele tra ‘baroni’ e camici bianchi ha dato i suoi frutti. E’ iniziata, sia col il centro sinistra di Claudio Burlando (ex ministro) ed è proseguita con centro destra (Bucci ex sindaco di Genova, sotto l’influenza del potentato elettorale di Claudio Scajola), la fuga di medici specialisti (diciamo i migliori) verso strutture ospedaliere private convenzionate con il Servizio pubblico – per il quale tutti i contribuenti versano un contributo in base alla dichiarazione dei redditi, per l’80% sostenuta da chi è a reddito fisso e pensionati- . Le Regioni di destinazione Lombardia e Piemonte.
A danno – e qui veniamo al caso specifico – soprattutto dell’ospedale di Albenga. Come ci è stato confermato da molti camici bianchi, nel ruoli ‘apicali’ degli ospedali, c’è già una carenza nelle stesse strutture pubbliche. Stesso discorso per gli infermieri. I navigatori che anche in questo caso leggiamo a commento di quanto scrive il prof. Gino Rapa, non citano gli “anestesisti rianimatori”. Una testimonianza da cronisti. I cardiologi che operano negli studi o ambulatori privati hanno notevoli difficoltà a ‘fissare le date prove da sforzo‘, in tempi brevi, proprio perchè i medici anestesisti sono pochi. E stessa Asl 2 si ricorre a chi ha accettato, dopo il pensionamento, il ruolo di ‘consulente’ o ‘ gettonista’. Un caso, per fare un esempio. Il dr. Alfredo Azzarello, con due specializzazioni: Anestesia e Tisiologia e Malattie dell’Apparato, già direttore Direttore di Anestesia e Rianimazione S.C., compreso l’ospedale di Albenga.
Ci sono medici specialisti ospedalieri che vanno in pensione a 65 anni, in particolare Direttore di Struttura Complessa o Dirigente di secondo livello, rinunciando aprorogare il loro rapporto di lavoro fino al compimento dei 72 anni di età. Si tratta di una misura su base volontaria introdotta per far fronte alla carenza di personale, in vigore fino al 31 dicembre 2026. Citiamo un altro caso di cui nessuno ha dato notizia. Il dott. Massimo Conio, 70 anni, ex primario Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva. Un gastroenterologo di fama internazionale, noto soprattutto per il suo lavoro pionieristico nell’endoscopia digestiva e per aver ideato il “Metodo Conio” per l’asportazione avanzata di polipi al colon, con pazienti pendolari anche da altre regioni d’Italia. Quando abbiamo saputo che a fine aprile ha scelto la pensione è stato vano il tentativo di riportare una sua dichiarazione.
In reparto correva voce che “non lo hanno mai agevolato”. L’unico suo commento: “Mi sostituisce come Direttore S.C.: Lorenzo Del Nero che stimo”. Per ora da quanto si è letto il dr. Conio visita nel Poliambulatorio in Cairo Montenotte – Casa della Salute (appartiene al gruppo Italmobiliare, una delle principali holding di investimento italiane, famiglia Pesenti). Cosa riporta il sito web: “Oggi presentiamo il Dott Massimo CONIO specialista in Gastroenterologia , visiterà presso il nostro centro a partire dal 15 Maggio. Per anni ha diretto le strutture complesse di Pietra ligure e di Sanremo. Professionista di fama internazionale, ha collaborato con numerosi centri in Francia. Ideatore di strumentazioni e protesi che portano il suo nome”.
Le ‘bocche cucite’ tra gli stessi sanitari, la reticenza de (L.Cor.).
3/ACCADE AD ALBENGA di leggere su “Sei di Albenga se”.Buongiorno un caxxo…stamattina mi sono accorta che mi hanno rubato dal terrazzo quasi tutta la roba
