Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Savona 1946 e la sua identità. La Repubblica ebbe 33.387 voti (75,67%), la Monarchia 10.737 (24,33%) / 2/Archivio partigiano. Astengo: “Vorrei ristabilire una importante verità storica”


Dopo aver subito un numero infinito di bombardamenti, fin dal giugno 1940, che avevano distrutto interi quartieri e ucciso cittadine e cittadini in circostanze drammatiche.2/Il trasferimento digitale dell’archivio partigiano conservato presso l’ISREC e di conseguenza la sua completa fruibilità per ricercatori e studiosi.

di Franco Astengo

Savona celebrazione della Festa della Repubblica in Piazza Sisto IV
La commemorazione di Alessandra Lazzari  Viceprefetto Vicario e Coordinatore della Prefettura di Savona; al lavoro per TGR Liguria, Angelo Gallo, storico reporter savonese sempre prossimo alla pensione ma la passione vince

Dopo aver visto deportati operai delle sue fabbriche dopo lo sciopero del 1 marzo 1944 e in altre occasioni. Dopo aver pianto martiri trucidati dai nazi-fascisti nel Natale di Sangue del 1943, al Priamar, a Valloria e da altre parti aver visto sui figli sparire nelle sabbie del deserto o nelle nevi della Russia chiamati a partecipare a una guerra tragica e ingiusta scatenata dai regimi fascista e nazista, Savona aveva dato un grande contributo alla Resistenza con i partigiani sulle montagne, in città con le GAP e le SAP, da parte di tutti donne e uomini nel sostegno quotidiano alla lotta.

Tutto questo è avvenuto in quegli anni di ferro e di fuoco e si tradusse in una grande volontà collettiva di girare definitivamente pagina per aprire una stagione di pace e di lavoro. Questa volontà si tradusse immediatamente nel voto del 2 giugno di 80 anni fa: un voto massiccio, quasi unanime a favore della Repubblica.

Votarono 45.631 savonesi maschi e femmine (per le donne era la seconda volta dopo le elezioni comunali che si erano svolte il 13 marzo avanti) il 92,77% degli aventi diritto (mancavano ancora molti reduci dalla prigionia che non erano ancora rientrati).

La Repubblica ebbe 33,387 voti pari al 75,67%, la Monarchia si fermò a 10.737 voti pari al 24,33%, le schede bianche furono 1,298, quelle nulle 209.

Nella stessa giornata si votò per l’Assemblea Costituente: i voti validi furono 44.450, il PCI ebbe 18,583 voti ( 41,81%), la DC 12.057 (27,12%), il Partito Socialista 9.169 (20,93%) il PRI 1.801 (4,5%) Unione Democratica Nazionale (Liberali, 1.128 2,54%), Uomo Qualunque 1.087 2,45%, Blocco della Libertà 259 0,58%, Partito d’Azione 221 (0,50%), Unione Sinistrati di Guerra 114 (0,26%) Partito dei Contadini 31 (0,07).

E’ stato ricordato molte volte ma non possiamo ometterlo in questa occasione segnalando che nelle file del PCI fu eletta una donna Angiola Minella ((Torino, 3 febbraio 1920 – Genova, 12 marzo 1988) una delle 21 madri costituenti che fecero parte dell’Assemblea che scrisse la Costituzione.

Era il voto di una Città che esprimeva la realtà sociale, politica, culturale delle sue grandi fabbriche, di una classe operaia cui il fascismo aveva già impedito con la violenza di esercitare il suo mandato di governo che fin dalle elezioni del 1920 gli era stato assegnato.

La classe operaia, l’antifascismo, la Resistenza, il voto alla Repubblica: quella era l’identità della Savona di allora da non dimenticare, magari annacquando il ricordo in generiche ricostruzioni come ci capita spesso di leggere o ascoltare.

Franco Astengo

2/Apprendo con viva soddisfazione il completamento del trasferimento digitale dell’archivio partigiano conservato presso l’ISREC e di conseguenza la sua completa fruibilità per ricercatori e studiosi.

Purtuttavia la lacunosità della presentazione giornalistica dell’evento costringe ad alcune precisazioni nel tentativo di contribuire al ristabilimento di una importate verità storica:

1) Il ” Comandante” Ernesto (così dovrebbe essere appellato essendo stato una delle più importanti figure della Resistenza nella nostra zona ricoprendo fondamentali responsabilità militari rispondeva al secolo al nome di Gino De Marco: un tecnico della “Petrolea” di Legino che durante il fascismo fu condannato al confino. Conclusa la Resistenza De Marco “Ernesto” fu eletto consigliere comunale del PCI nella prima tornata amministrativa 1946-1951. Morì giovane improvvisamente nel 1967. Nel frattempo l’ANPI provinciale gli aveva affidato l’archivio in tempi difficili: al momento cioè dei “fatti Tambroni” del 1960, quando la democrazia appariva in pericolo come poi fu dimostrato dai diversi tentativi di colpo di stato (Piano Solo, Rosa dei Venti e quant’altro) e nella lunga fase del terrorismo di cui Savona come sappiamo fu vittima e testimone.

Il mitico Salvatore Gallo, in compagnia di Nanni Basso, Marco Caruzzo, Nino Cavassa (nel frattempo passato ad altra vita), Luciano Lazzari, Nanni De Marco (anche lui ci ha lasciato), Angelo Verrando, Sergio Del Santo, Luciano Corrado in una foto d’archivio del dicembre 1985. In quella occasione la redazione di Savona aveva festeggiato il collega Cavassa, andato in pensione, figlio di un indimenticabile direttore del Secolo XIX

Il figlio del Comandante Ernesto era Nanni De Marco personalità (anche dirompente) che Savona dovrebbe ricordare in maniera più consona a quello che è stato il suo grande contributo alla vita politica, culturale, sportiva della Città.

Non mi dilungo su Nanni attorno alla cui figura ci sarebbe da scrivere parecchio: organizzatore sportivo, giornalista con Riviera Notte, Il Secolo XIX, La Stampa. Scrittore facondo sopratutto sulle vicende della Resistenza ma non solo, animatore del famoso premio dello “Sportivo dell’Anno”.

Nanni conservò con grande tenacia l’Archivio Partigiano: quando fu fondato l’ISREC (1989, vado a memoria: primo presidente l’indimenticabile avv. Carlo Trivelloni partigiano “Dik” e sindaco della Città Bruno Marengo, si avviò un complesso iter per l’acquisizione dell’archivio stesso.

2) L’archivio fu acquisito dall’ISREC nel periodo della presidenza del senatore Umberto Scardaoni, Senatore della Repubblica nel 1987 con il PCI, in carica fino al 1992, già a lungo Sindaco,  in collaborazione decisiva con l’allora presidente della Fondazione De Mari avv. Roberto Romani e del presidente dell’ANPI il già citato Bruno Marengo (sul versante dell’ANPI non può però essere dimenticato il ruolo sostenuto in precedenza nel corso di questa vicenda da “FurettoPietro Morachioli, sindaco di Vado Ligure).

Scardaoni fece modificare anche alcuni aspetti interni della sede dell’ISREC (in quel momento era direttore scientifico dell’Istituto il prof. Mario Lorenzo Paggi, presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno di Noli) per poter ospitare al meglio l’archivio.

Si tratta di figure, quelle citate, che non possono essere dimenticate per il loro grande contributo alla vita democratica della nostra Città e per la parte decisiva che ebbero nel conservare e recuperare questa importantissima documentazione

Franco Astengo


Avatar

F.Astengo

Torna in alto