Il 63° festival internazionale di musica da camera all’insegna del “dialogo” fra linguaggi diversi. L’ex repubblica marinara premia il grande violoncellista Mario Brunello.
di Angelo Magnano
Archiviata la stagione estiva del teatro dell’Opera Giocosa sul Priamar, con un Nabucco molto apprezzato e un finale all’insegna del jazz, ed elaborato il “lutto” per l’assenza del Festival del balletto nei parchi di Genova Nervi, l’estate musicale rivierasca entra nel vivo con rassegne che mirano, grazie alla contaminazione di diversi generi musicali, ad allargare la platea dei potenziali fruitori.
Non si sottrae a questa logica la rassegna più prestigiosa per anzianità, il Festival internazionale di musica da camera di Cervo, che, per la sua 63° edizione, offre un ventaglio di quindici serate, fino al 28 agosto in tre luoghi di grande suggestione: oltre alla scenografica piazza dei Corallini, storica sede del Festival, si aggiungono l’oratorio di santa Caterina, edificio romanico nel cuore del borgo, e il parco del Ciapà, immerso nella macchia mediterranea.
Dopo l’esordio del 10 luglio con Paolo Fresu e Pierpaolo Vacca impegnati in una rilettura tra jazz ed elettronica del repertorio popolare sardo, il prossimo appuntamento, venerdì 17 luglio, torna alla classica con il concerto, alle ore 21,30 in piazza dei Corallini, del violinista cinese Aozhe Zhang e della pianista Valentina Messa impegnati in un interessante programma che spazierà dalla sonata K 305 in la maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart, alla celebre sonata n. 9 in la maggiore op. 47 “a Kreutzer” di Ludwig van Beethoven, dalla sonata op. 94 bis in re maggiore di Sergej Prokof’ev all’introduzione e variazioni sull’aria rossiniana “Di tanti palpiti” (dal Tancredi) di Niccolò Paganini.
Non è la prima volta che il Festival di Cervo 63°, “tradendo” in parte la sua vocazione cameristica, mescola i generi musicali. La novità di questa 63° edizione sta piuttosto nel fatto che il programma si articola attorno a un tema unitario, il dialogo, “per valorizzare l’eredità umana e artistica di Sándor Végh, fondatore del Festival, il quale pensava alla musica come a una pratica profondamente umana: una forma d’arte in cui ascolto, rispetto e responsabilità collettiva diventano parte integrante dell’atto interpretativo”, spiegano gli organizzatori.
Il programma del 63° Festival di Cervo si articola perciò lungo due assi tematici connessi tra loro: anzitutto l’arte del dialogo, ossia undici spettacoli che esplorano il dialogo tra generazioni, linguaggi (classica, jazz, world music, canzone d’autore, narrazione), culture, emozioni, tra antico e contemporaneo, tra musica e parola. In secondo luogo le Risonanze – Végh e il violino del nostro tempo, vale a dire quattro concerti dedicati alla memoria del fondatore con nuove opere commissionate a giovani compositori under 35 e un percorso che unisce tradizione e contemporaneità, riaffermando Cervo come luogo di ricerca artistica.
“L’edizione 2026 del Festival di Cervo nasce da un’esigenza molto semplice e, allo stesso tempo, profonda: rimettere il dialogo al centro – dichiara il nuovo direttore artistico Michel Balatti – Per la prima volta abbiamo scelto di costruire l’intero programma attorno a un tema unitario, perché sentiamo che oggi la musica può e deve tornare a essere uno spazio di relazione viva, di ascolto, di confronto. Io credo che sia proprio questo il cuore dell’intuizione di Sándor Végh: non solo un festival, ma una comunità temporanea in cui artisti e pubblico condividono tempo e ascolto, dando vita a un’esperienza autentica“.
Tra i “big” attesi nel cartellone di Cervo spiccano il figlio d’arte Paolo Jannacci, con il suo ensemble, nello spettacolo “Jannacci arrenditi! La città ascolta” (24 luglio, piazza dei Corallini); il celebre violoncellista e compositore Giovanni Sollima, che insieme a Carlotta Maestrini al pianoforte, presenterà il 31 luglio in piazza dei Corallini un impaginato che da Beethoven approderà ai Led Zeppelin; il trombettista Fabrizio Bosso, in coppia jazz con il chitarrista Bebo Ferra (4 agosto, piazza dei Corallini); e l’immancabile Aldo Cazzullo, che narrerà il suo “Francesco“, ovviamente d’Assisi, in alternanza agli interventi musicali del Ring Around Quartet (13 agosto, piazza dei Corallini). Da menzionare infine, per le giornate Géza Anda, i concerti pianistici di Filippo Gamba, il 24 luglio in piazza dei Corallini su pagine di Schubert, Brahms e Schumann, e di Dmitry Yudin, il 7 agosto in piazza dei Corallini, su opere di Johann Sebastian Bach, Poulenc, Griffes e Liszt.

Più giovane rispetto a quello di Cervo, il NoliMusicaFestival, ideato dal vulcanico Matteo Peirone nella cittadina rivierasca, si è ormai guadagnato una piazza d’onore nel panorama estivo per la qualità artistica della proposta che ha attirato nomi importanti del concertismo internazionale come Beatrice Rana e Ramin Bahrami, e cantanti del calibro di Francesco Meli.
L’edizione 2026 ha già colto nel segno ospitando, nella serata inaugurale (15 luglio) il grande violoncellista Mario Brunello, insignito del premio “Città di Noli – Una vita per la musica“, e prosegue alla grande con la ripresa dell’opera di Benjamin Britten “L’arca di Noé“, prodotta dal Teatro dell’Opera Giocosa ed interpretata dallo stesso Matteo Peirone, dal soprano Linda Campanella, dall’attore Carlo Deprati e da orchestre e cori di ragazzi (anche solisti) provenienti dalle scuole di tutta la provincia di Savona. L’allestimento, ad ingresso gratuito, andrà in scena nella chiesa concattedrale di Noli sabato 18 luglio alle ore 21. In uno spazio sacro, come voleva Britten, che non l’aveva pensata per il teatro.
Non mancherà l’omaggio al grande soprano savonese Renata Scotto. Il terzo gran Galà vedrà, il 24 luglio alle ore 21 in piazza Chiappella, il coro del teatro Carlo Felice di Genova, il soprano Alessia Panza e il pianista Paolo Spadaro eseguire pagine di Donizetti, Verdi, Bellini, Puccini e Cilea. Non solo: dal 22 al 25 luglio, nella sala consiliare del palazzo comunale di Noli, sarà visitabile la mostra di costumi indossati dalla grande diva al Metropolitan Opera House di New York.
Il programma proseguirà poi il 6 agosto alle ore 21 in piazza Chiappella con il gruppo barese Radicanto nello spettacolo Trapunto di stelle, il 10 agosto, alle ore 21 in piazza Stettini, con il Trio Hérmes, tutto al femminile, che esplorerà il repertorio di Fanny Mendelssohn, sorella di Felix, e si concluderà il 18 e 19 agosto alle ore 20,45 nel castello di Monte Ursino, con l’omaggio alle musiche dei film disneyani “I sogni son desideri”.

Vale infine la pena menzionare un festival dell’entroterra savonese, la Stagione musicale di Sassello, ideata dal medico e pianista Filippo Falchero e giunta alla sua XIV edizione. Una rassegna che ha fatto arrivare nel paese degli amaretti musicisti di assoluto valore come i pianisti Pietro De Maria ed Alexander Romanovsky ed il Quartetto di Cremona e che anche quest’anno offrirà sei concerti di qualità, a cominciare da quello inaugurale (1° agosto, alle ore 20,45 nell’oratorio dei Disciplinanti) con il sestetto d’archi “Piermarini“, composto da professori dell’orchestra del Teatro alla Scala, che eseguirà pagine di Mozart e Brahms. Occhio anche alla serata del 13 agosto, sempre alle ore 20,45 nell’oratorio dei Disciplinanti: la vincitrice del concorso internazionale “Jeune Chopin“, Martina Meola, darà prova del suo precoce talento omaggiando Chopin e Liszt.
Angelo Magnano
