Savona: un ricordo di Fiorenzo Toso, mostra e conferenza di Giorgio Marrapodi. 4 giugno 2026, alle ore 17.00, ai giardini Serenella. Società Savonese di Storia Patria, in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso.
Ricordo di Fiorenzo Toso Maestro ideale per le nuove … (Trucioli 16 febbraio 2023 di Gian Luigi Bruzzone) con 1800 visualizzazioni. Trucioli.it il 26 ottobre 2023: Varazze, convegno internazionale unico in Italia: Il patrimonio linguistico della Liguria. Attualità e futuro. In ricordo del prof. Fiorenzo Toso.

Il prossimo 4 giugno 2026, alle ore 17.00, la Società Savonese di Storia Patria, in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso delle Fornaci, organizzerà presso i giardini Serenella una mostra e una conferenza in ricordo dell’insigne studioso Fiorenzo Toso (1962-2022), a quattro anni dalla scomparsa.
In quella sede, grazie alla preziosa collaborazione di Lorenzo Carlini, che l’ha gelosamente conservata, verrà proposta nuovamente la mostra Inautra Zena ghe fan, che il linguista aveva ideato su trenta pannelli per presentare la diffusione della parlata genovese nel Mediterraneo.

Contemporaneamente, Giorgio Marrapodi, ricercatore del Lessico Etimologico Italiano (LEI) presso l’Università di Saarbrucken, traccerà un ricordo delle esperienze scientifiche di Fiorenzo Toso, che per anni illuminò la ricerca linguistica e letteraria sulle diverse parlate liguri.
A seguire si terrà una cena a tema di ricette della tradizione ligure (info e prenotazioni direttamente a Bella Recco, tel.+393668768380).
DA L’opera (26 pagine) e il pensiero di Fiorenzo Toso (1962-2022): una sintesi del contributo dello studioso alla linguistica genovese e ligure di Stefano Lusito (vedi 26 pagine)
……Già negli anni adolescenziali il giovane «cacciatore di parole su Argomenti di linguistica ligure; fra queste Giulia Petracco Sicardi (1922-2015), allora professoressa di glottologia presso l’ateneo genovese e coordinatrice scentifica dello stesso VPL.
Proprio questa studiosa – cui il futuro linguista avrebbe sempre guardato come «esempio costante di rigore scentifico e passione per la ricerca- sarebbe divenuta maestra e relatrice di Toso durante gli studi universitari, portati a compimento nel 1988 con una tesi sull’apporto lessicale dello spagnolo nei dialetti
della Liguria.
…….Lo spirito di denuncia- Il profondo carattere «civile» che come si è visto costituì una costante dell’impegno di ricerca di Fiorenzo Toso, portò lo studioso a esprimersi a più riprese in merito ai pesanti limiti relativi alla legge nazionale italiana 482/99 in materia di minoranze linguistiche, le cui inadeguatezze hanno provocato controversie attinenti anche all’ambito linguistico ligure.
Da un lato, la possibilità garantita ai singoli enti territoriali, previe talune condizioni, di rivendicare l’appartenenza a una delle comunità linguistiche effettivamente riconosciute dalla legge (permettendo così a questi di accedere ai relativi finanziamenti) si è concretizzata nell’auto dichiarazione da parte del Comune di Olivetta San Michele e Triora (solo per le frazioni di Realdo e Verdeggia), quali aree di «lingua occitana», a fronte del carattere ligure alpino di quei dialetti unanimemente riconosciuti come tali nell’ambito scientifico. Il caso ha fomentato una polemica particolarmente accesa fra i maggiori specialisti dell’area e
taluni enti e cultori locali, questi ultimi interessati, per una ragione o per l’altra, a supportare una mozione ad apparente carattere surrettizio e comunque deleteria per l’identità linguistica e culturale di quelle zone.
Purtroppo le reiterate osservazione della comunità Accademica sono rimaste finora prive di riscontri sicchè in Liguria continuano a figurare a livello ufficiale aree di idioma «occitano» del tutto assenti in sede sia storica, sia attuale.
Il secondo caso riguarda invece le comunità genovesofone di Carloforte e Calasetta in Sardegna, il cui idioma è riconosciuto a livello
regionale (secondo la legge 26/1997, che annovera il tabarchino fra le altre eteroglossie presenti nell’isola, estendendo a questa varietà i benefici previsti in favore del sardo) la quale – nelle parole di Toso – «esclude deliberatamente situazioni tipiche della minoranza linguistica delle quali la consistenza demografica, la vitalità culturale e il livello di autocoscienza comunitaria sono palesi», insistendo invece, fra l’altro, sull’omologazione del concetto di «minoranza linguistica» con quella di «minoranza nazionale» (soprattutto se legata a entità statali o amministrative estranee a quelle italiane) ed incorrendo così in una larga serie di equivoci che difficilmente (anche alla luce degli esiti cui si è assistito in questi ultimi venticinque anni) possono contribuire alla tutela e al rilancio dei molti idiomi tradizionalmente praticati sul suolo della penisola.
Si scriverà probabilmente ancora molto sugli aspetti legati al contributo di Fiorenzo Toso, così come al suo impegno in qualità di sostenitore dei diritti relativi alle minoranze linguistiche storiche del nostro paese. Appare tuttavia fuor di dubbio come la cultura italiana, ma in particolare quella ligure, rimangano legate a questa figura da un profondo debito di riconoscenza, che potrà essere saldato solo assicurando solo opportuna continuità al suo lascito scientifico e umano.
