Secondo la tradizione, Santa Caterina, di ritorno da Avignone dove convinse papa Gregorio XII a riportare la sede papale a Roma, dal 3 al 5 ottobre 1376 si fermò a Varazze per rendere omaggio al beato Jacopo da Varagine, autore della rinomatissima Legenda Aurea. Qui trovò l’intera comunità colpita dalla peste.
di Tiziano Franzi

Dopo essere caduta in estasi nella chiesa di Sant’Ambrogio, in colloquio mistico con Gesù, chiese e ottenne la grazia di liberare la popolazione per sempre dal morbo. Il contagio cessò improvvisamente. In segno di riconoscenza, i varazzini fecero voto di costruire un luogo sacro, che già l’anno successivo venne realizzato: una cappella dedicata alla Santissima Trinità, oggi Santuario di Santa Caterina, affacciato sul mare.
Varazze, il santuario dedicato a Santa Caterina da Siena
In ricordo del voto espresso in quell’occasione, ogni anno il 30 aprile si celebra a Varazze la festa religiosa e popolare più importante della città.
Questa’anno la ricorrenza coincide esattamente con il 650°anniversario dell’evento.
La giornata è scandita da due momenti:
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al mattino, la cassa processionale della Santa viene portata dalla Collegiata di Sant’Ambrogio al Santuario;
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al pomeriggio, la processione ripercorre il cammino in senso inverso, rinnovando simbolicamente il voto fatto dalla città nel 1376.
Questa doppia processione crea una cerimonia intensa, che intreccia spiritualità, tradizione e
coinvolgimento popolare.La cassa processionale è costituita da una splendida statua lignea della Santa, realizzata tra il 1711 e il 1720 e attribuita ad Anton Maria Maragliano, tra i massimi scultori barocchi liguri.
La scultura la ritrae in estasi, sollevata su una nube tra angeli. La forza espressiva, la ricchezza delle forme e la vivacità del gruppo scultoreo fanno di quest’opera uno dei capolavori d’arte sacra più rappresentativi della città.

La cassa processionale dedicata a Santa Caterina da Siena
Protagoniste del corteo sono le storiche confraternite varazzine, che sfilano in abiti tradizionali portando con sé i loro “cristi”: grandi crocifissi processionali in legno scolpito, decorato e dorato, alti fino a tre metri e pesanti oltre quaranta chili. Ogni crocifisso è un’opera d’arte unica, simbolo di penitenza e fede tramandata nei secoli. Accanto ai confratelli, sfilano stendardi, rappresentanze religiose, civili e militari. Al momento dell’arrivo della cassa in piazza, la banda intona il tradizionale inno “Oggi facciam”, accolto da canti, applausi e grande emozione collettiva.

La processione si snoda lungo le vie del centro storico della città Ogni confraternita ( 9 sono quelle cittadine) porta in processione la propria rappresentazione monumentale della crocefissione , retto in bilico da un “cristante” .

Confraternite e “cristanti” durante la processione Confraternite e “cristanti” durante la processione
Il ritorno pomeridiano della processione è uno dei momenti più toccanti e caro al cuore di ogni varazzino. Quando giunge sulla soglia della collegiata di sant’Ambrogio, la cassa processionale viene rivolta verso la folla festante e il suo ingresso viene ripetuto tre volte, tra gli applausi e i canti dei presenti che riempiono completamente la piazza del sagrato.

L’ingresso della statua processionale in sant’Ambrogio 
La folla accoglie e abbraccia la cassa processionale al momento del suo ingresso pomeridiano La celebrazione di Santa Caterina non è solo un evento religioso: è un rituale identitario che attraversa il tempo e le generazioni. Partecipare alla processione del 30 aprile significa immergersi nella memoria viva di Varazze, tra fede, storia e comunità.
Tiziano Franzi
