È partito il bando per le spiagge che sarà attaccabile fa tutte le parti. Tra dati non veri e millantati. Verso una stagione balneare “incognita”, che potrebbe scontentare utenti di spiagge libere e balneari.
di Mario Carrara*
E il bando per le spiagge di Pietra Ligure “è partito“.
È stato approvato “PRIMA” di tutto quello che avrebbe
dovuto, invece, PRECEDERE il bando stesso! Che cosa vogliamo dire?
Che il bando è stato pubblicato:
“PRIMA” DELL’APPROVAZIONE DEL PUD O PUA (Piano di utilizzo del demanio o degli arenili).
E questa non è una cosa da poco. Infatti, tanto per fare un esempio, i piani regolatori dovrebbero precedere le attività di edificazione, come i singoli progetti dovrebbero precedere la costruzione di un edificio. Non il contrario. Ciò, tenendo conto che Pietra Ligure è “in difetto” per quanto riguarda il rispetto della superficie minima di spiagge libere che la Regione Liguria ha imposto nel 40% del totale dell’intero arenile.
Questa percentuale non esiste. Paradossalmente, viene data “quasi” per raggiunta, ma ne è ben lontana.
Infatti, sono circa due mesi che certi organi di stampa continuano a dare risalto e credito ad una reiterata dichiarazione dell’assessore alle spiagge, Amandola, secondo cui la percentuale sarebbe già al 38,5%, quindi, in prossimità di un suo facile completamento al 40% di legge.
Tuttavia, questo dato non è vero! È solo millantato. E millantato con spavalderia ed insistenza, forse pensando che, a forza di ripeterlo, diventi vero o la gente creda che sia vero.
Ma queste NON VERITÀ e millanterie sono in crescendo. Perché il 21 Gennaio scorso, Sindaco De Vincenzi ed Assessore sui quotidiani e su Facebook comunicavano il dato delle spiagge libere al 38% per poi, il 19 Marzo scorso, farlo salire ancora al 38,5%. Quando, invece, nel frattempo, proprio loro hanno redatto la versione definitiva di proposta del PUD, che è un atto ufficiale, dove, invece, le spiagge libere le hanno fatte diminuire, sia come numero che come estensione, trasformandone alcune in spiagge attrezzate. E sono loro stessi ad attestarlo: perché hanno scritto che le spiagge, tra libere e libere attrezzate, passerebbero dall’attuale 35,43% al progettato 37,62% che, entrambi i dati, NON SONO né il 38, né il 38,5% che, invece, dichiarano loro stessi. Non solo: le spiagge veramente libere passano dal 27,77% attuale al 21,86% progettato!
Non solo ancora, ma la tabella regionale che i quotidiani riportavano ad inizio Febbraio, parlava invece che le spiagge, tra libere ed attrezzate, a Pietra erano al 32,56%!
Quindi, un altro dato che è in contraddizione e smentisce quello millantato del 38,5% complessivo! Perché, allora, continuare a sbandierare con impudenza questi dati “non veri“?
Probabilmente, perché “millantando” un dato (il 38,5%) che si avvicina alla soglia di legge del 40%, pensando che nessuno controlli o prenda per buono tutto quello che dicono loro, sarebbe giustificato l’aver pubblicato il bando PRIMA dell’approvazione in Consiglio comunale del PUD. Che bisogno, infatti, ci sarebbe di approvare un nuovo PUD, preordinato a reperire i metri mancanti per le spiagge libere, se questi ultimi sono sostanzialmente già presenti? Ma, abbiamo visto, e dimostrato con dati ufficiali, che la percentuale di spiagge libere richiesta dalla legge NON c’è!
Quindi, fare i bandi per assegnare le spiagge in concessione e poi assegnarle effettivamente anche per vent’anni, significherà
impedire di fatto
che la percentuale richiesta dalla Regione Liguria (e da tanti utenti), sia mai raggiunta.
Questo potrà costituire motivo valido per l’impugnazione del bando emanato.
“PRIMA” DELL’EMANAZIONE DEL BANDO “TIPO” NAZIONALE REDATTO DAL MINISTERO.
Abbiamo saputo che il Ministero pubblicherà il Bando
“tipo” nazionale, valido per tutta Italia, il prossimo 12 Aprile. A questo stesso bando dovrebbero conformarsi ed uniformarsi tutti i Comuni italiani in modo che non ci siano requisiti richiesti, differenziati e stridenti tra loro, da Comune a Comune, tali da divenire fonte di contestazioni ed impugnazioni.
Lo stesso Presidente nazionale del SIB, il sindacato dei balneari, diffidando i singoli Comuni dall’agire autonomamente l’uno dall’altro, li invitava ad attendere l’emanazione dello stesso bando ministeriale in modo da avere una linea comportamentale omogenea ed uniforme per tutti, pventando, addirittura, come “Illegittimi i bandi prima del modello del Governo“.
Il bando di Pietra Ligure, invece, va per conto suo…
Contiene requisiti che vengono definiti come moderni ed innovativi, ad esempio, un progetto che preveda l’utilizzo per le strutture balneari di materiali ecologici o ecocompatibili, particolari e maggiori attenzioni alla disabilità, orari prolungati di apertura dei servizi, collegamenti con l’enogastronomia e servizi di bar o ristoro particolarmente qualificati, ecc. Tutti elementi richiesti che secondo l’Amministrazione comunale, innovativi e qualificanti, sarebbero premiati con significativi punteggi.
Mentre, da come ci è dato capire, l’essere stati gestori e concessionari in precedenza di stabilimenti balneari, non sarebbe premiato in modo altrettanto significativo.
Il problema è che, con questo tipo di bando, viste le “ambizioni” e gli “elevati” standard di requisiti richiesti, c’è da pensare che i progetti da presentare per “sperare” di avere o RI-avere una spiaggia in concessione, comporteranno degli impegni finanziari e degli investimenti economici ben rilevanti, ai quali non tutti potranno far fronte per poter ambire di gestire o RI-gestire una spiaggia.
È chiaro, ora più che mai, che questo potrà diventare un terreno di conquista per chi potrà disporre di una notevole forza finanziaria. In particolare, proprio quelle potenti società d’investimento finanziario che, vedendo nel mondo balneare un sicuro business, si sono già aggiudicate le concessioni in altri Comuni che hanno attivato le procedure concorsuali ben prima di Pietra Ligure. E quali spiagge si sono aggiudicati? Normalmente: le più belle e le più grandi.
Questo bando sembra fatto apposta proprio per loro.
Com’è la situazione a Pietra Ligure?
Ci sono: 4 Spiagge superiori ai 60 metri; 5 Spiagge tra i 50 e 60 metri; 7 tra i 40 ed i 50 metri; 7 tra i 30 ed i 40 metri; 13 tra i 20 ed i 30 metri; 5 tra i 10 ed i 20 metri e 3 spiagge sotto i 10 metri.
C’è da pensare che le spiagge più grosse e belle tenteranno di accaparrarsele proprio le società di investimento finanziario. Il loro destino sembra segnato.
Tuttavia, in questo “caos” tra “millanterie” e ipotetici contrasti con i requisiti del bando “tipo” nazionale di prossima uscita, le impugnazioni potranno essere all’ordine del giorno. “I secondi” arrivati in graduatoria (ed anche tutti gli altri) avranno buoni elementi per impugnare i risultati dell’asta. Ce l’avranno specialmente se già titolari della precedente concessione, ma sconfitti e perdenti.
Ci convinciamo sempre più che era, sarebbe stato, È MEGLIO
quanto avevamo ipotizzato e proposto. Cioè: fare una gara, la più semplice e meno dispendiosa possibile, mirata ad un solo anno, esplicitamente per garantire la gestione dell’imminente e della prossima Estate 2027, con un’attenzione verso i concessionari uscenti che, appunto perché in grado di assicurare la gestione delle spiagge, avrebbero dovuto essere premiati con punteggi di favore, e, in quest’anno, con termine nel 30 Settembre 2027, istituire una commissione consiliare che dovrebbe “ridisegnare” e riorganizzare tutte le spiagge di Pietra Ligure, reperendo gli spazi delle spiagge libere necessarie secondo la percentuale di legge del 40%. Poi, indire un bando, di durata consistente nel tempo, per il quale le concessioni avrebbero potuto avere una prospettiva lunga e sicura.
L’Amministrazione De Vincenzi è partita con anni di ritardo, ha dato illusioni e rassicurazioni, ha perso al TAR, ed ora, sul limite del tempo massimo, organizza un bando che sarà attaccabile da tutte le parti; non solo: riduce le spiagge libere e, probabilmente, potrà vedere dei concessionari uscenti perdere la vecchia concessione.
Questa è la realtà.
Mario Carrara, consigliere comunale del “Gruppo Indipendente per Pietra”

