Chissà quanti avranno letto un ormai datato articolo de La Stampa Savona e che riproponiamo. Trucioli.it ha affidato a Belfagor, gran signore dell’inferno, con villa favolosa sulla collina di Alassio, di sfatare la cortina di ferro su quanto è accaduto in passato e le conseguenze dei nostri giorni in un’area del porticciolo che faceva faville grazie a ittiturismo-1 sulle banchine.
Chi mi segue da tanti anni sa che Belfagor va diretto alla fonte ed affronta amici e nemici. Sapevo che l’unica persona, un collega professionista, di cui mi posso fidare, è stato un habitué negli anni di ‘qui comandiamo noi, siamo protetti dall’alto’. Leggendo quanto scritto sulla Stampa, dall’oggi al domani, un indiavolato ha fatto crollare la ‘fortezza’ dove ci si sentiva protetti e al riparo. C’era, per 5 anni, chi sorvegliava indossando la divisa, chi andava effettivamente a pescare, chi doveva assicurare ai clienti pesce fresco (e non surgelato), chi vendeva direttamente dalla barca, chi (leggi gli uffici competenti comunali) ha sempre risparmiato, evitando doverosi controlli.
Chi ha fatto delle segnalazioni alla Procura della Repubblica (assegnate peraltro al controllore che non controllava?), barche senza licenza di pesca’, un’associazione che segnalava e negli uffici competenti chi ‘non vedeva’, nessuno si è accorto che mancava pure il ‘WC’. Belfagor sta cercando disperatamente un verbale dell’8 agosto 2024.
Un bel giorno Belfagor si rese conto che nel paradisiaco ittiturismo/i alassino si erano presentati per un’ispezione funzionari della Regione, il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) di Genova, ispettori Asl da Savona. Risultati? Sequestri? Denunce? Sanzioni pecuniarie? Ordinanza di chiusura? La benevolenza dell’amministrazione comunale aveva, manco a pensar male, un solo obiettivo: creare lavoro, incentivare un turismo di nicchia, ecco dehor, tavolini, per compensare i 19 posti barca dei ‘lavoratori del mare’. Qualcuno vero, qualcun altro ‘finto’. Belfagor vi racconterà per filo e per segno cosa non è stato svelato, chi sono stati i protagonisti, perchè alla giornalista della Stampa hanno detto e non detto? Perché non dare merito, come meriterebbe, a chi, nel suo ruolo in divisa, non si è adeguato. Ha rotto il bicchiere pieno. E quali sono state le conseguenze.
Ecco uno dei pescherecci della Cooperativa l’Isola, da 5 anni si presenta con una veste dismessa che più di così non si può. Ma il Comune, con i suoi uffici, ha scelto il letargo?


