La sorte degli stabilimenti balneari, delle spiagge di Spotorno, il rispetto della norma regionale che prevede il 40 per cento di arenile libero, l’introduzione della Bolkestei che risale al 2006 (l’Italia l’ha ignorata per 20 anni). Quali ‘segreti’ della potenza della lobby Bagni Marini, quali redditi denunciati a fronte degli incassi e spese, a quali prezzi (milionari con le lire) venivano venduti gli Stabilimenti Balneari (spiaggia, ristorante, bar ) fino a quattro, cinque fa. E gli acquirenti arrivavano soprattutto da fuori regione.
Non parliamo poi del secolo scorso. Gli anni ’60-70 quando le concessioni si rinnovavano attraverso la Capitaneria di Porto. Le mazzette non erano un’eccezione. C’era il comandante che poteva comprarsi una villa in Riviera, chi trasferito in altra regione del Sud è finito in manette per concussione o corruzione (in provincia di Savona un sola caso).
I titolari di Bagni che a fine stagione potevano investire i risparmi nell’acquisto di un paio di alloggi. Ogni città balneare, chi ha l’età per ricordare, ha vissuto gli ‘anni d’oro’ dei Bagni Marini. E nessuno ha mai fatto i conti di quanti abbiano venduto (in provincia di Savona possiamo stimare al 65 per cento), di quanti siano rimasti in famiglia. Se la memoria non tradisce in due soli casi c’è stato un fallimento delle Srl titolari. Tra gli acquirenti non mancano personaggi titolari di farmacie, di studi dentistici, di liberi professionisti o figli di facoltosi imprenditori con la passione del mare, una trentina di albergatori (per la loro attività nulla da obiettare).
Investitori che non avevano previsto gli eventi post Bolkestein. La rivoluzione dei nostri giorni. La resa di quei partiti che non hanno mai nascosto di essere protettori. C’è chi ricorda che nel 2003 lungo l’intero litorale savonese erano in vendita solo tre ‘Spiagge‘, per quella meno costosa bastavano 1,2 milioni di €. (carta canta). E qualche testimone di quel momento è ancora in vita e può confermare. Era la categoria ‘esente’ dallo scontrino fiscale per ogni sdraio, ombrellone, cabina. Si denunciava il minimo come emergeva dalla dichiarazione dei redditi. Per la storia balneare, sempre savonese, quattro gli stabilimenti balneari che sono stati danneggiati da incendi dolosi (allora c’è chi pagava il pizzo o doveva accettare il ‘guardianaggio’ notturno’).
Spotorno sta quasi facendo storia a se. Il suo sindaco di sinistra ma nel quasi silenzio imbarazzato del Pd provinciale, ha portato avanti una strategia irremovibile. In Liguria, la posizione del Partito Democratico (PD) sulla legge regionale in materia di spiagge e concessioni balneari (che prevede l’obbligo di almeno il 40% di arenile libero) si concentra sulla ricerca di un equilibrio tra la tutela del diritto alla libera fruizione del mare e il sostegno alle imprese balneari esistenti, con un forte richiamo al rispetto delle normative europee.
La Bolkestein è stata approvata ed emanata nel 2006 dal Parlamento e dal Consiglio europeo. Proposta nel 2004, mira a liberalizzare il mercato dei servizi nell’UE, imponendo gare pubbliche per la concessione di beni pubblici come le spiagge. In Italia è stata recepita con il decreto legislativo n. 59/2010 e in fase di attuazione solo nel 2026.
La stagione balneare è appena iniziata ma gli effetti della rivoluzione in corso a Spotorno si stanno già facendo notare. Tra il Primo maggio e la giornata di sabato il sole ha affollato le spiagge ma l’effetto degli 8 stabilimenti balneari chiusi e per ora “sgomberati” dal Comune (a quelli che non avevano firmato la proroga della concessione demaniale il Comune ha impedito la riapertura) ha già trasformato atmosfera, clima e utenza dell’arenile spotornese in modo radicale.
Nota di Trucioli – L’articolo riportato sulla pagina facebook del Secolo XIX su 61 commenti pubblicati, 46 sono a favore della decisione presa dal sindaco, dalla giunta e dai consiglieri di maggioranza. Molti ignorano che il sindaco non ha i poteri di un podestà. Contraria la minoranza che rappresenta la destra.

IL CASO- Spotorno, la prima estate con le spiagge libere al posto dei Bagni marini. “C’è già un’invasione di bagnanti”
L’inedito clima dell’arenile di Spotorno dove dal 1° maggio alcuni Bagni non hanno riaperto e le loro spiagge sono diventate libere. Sono gli effetti della campagna del sindaco Fiorini contro l’arenile “privato”
di Dario Freccero-
Spotorno – La stagione balneare è appena iniziata ma gli effetti della rivoluzione in corso a Spotorno si stanno già facendo notare. Tra il Primo maggio e la giornata di sabato il sole ha affollato le spiagge ma l’effetto degli 8 stabilimenti balneari chiusi e per ora “sgomberati” dal Comune (a quelli che non avevano firmato la proroga della concessione demaniale il Comune ha impedito la riapertura: ecco quali sono) ha già trasformato atmosfera, clima e utenza dell’arenile spotornese in modo radicale.
Infatti dove per decenni ci sono stati ombrelloni, sdraio, bagnini e gestione dei concessionari privati, in queste ore ci sono tratti di arenile completamente liberi con comitive, tavolini, borse frigo e ombrelloni fai da te. Nulla di male, sia chiaro, ma è un cambio netto che ha provocato notevoli differenze anche in paese: la via Aurelia è per esempio invasa da camper posteggiati quasi sul mare e nel centro storico diversi commercianti si stanno lamentando per l’incuria di sottopassi, i cestini dei rifiuti stracolmi e l’arredo urbano così così. Non che i camper sull’Aurelia siano una novità ma in un numero così elevato come in questo ponte non capita spesso di vederli.
L’aumento della quota delle spiagge libere come noto è la prerogativa del sindaco di centrosinistra Mattia Fiorini, che da mesi ha iniziato una campagna divenuta simbolo nazionale del “mare aperto a tutti”, ma è al tempo stesso una minaccia per parte degli spotornesi, attività economiche in primis, che temono l’arrivo di orde di turisti giornalieri attirati dalla facilità con cui troveranno spazi gratuiti sul fronte mare che prima non trovavano. Spazi autogestiti, quindi con il rischio di calca nei fine settimana con tutto ciò che comporta per la vivibilità di un borgo piccolino e colmo di seconde case, quindi di turisti fissi stagionali e spesso avanti con gli anni.
Oggi aumentare le spiagge libere significa attirare anche le attivissime compagnie di tour operator che organizzano pullman giornalieri dal nord Italia, in genere dall’hinterland delle grandi città, per portare i bagnanti mordi e fuggi, dal mattino alla sera, nelle località di mare più “accessibili” senza costi. Spotorno, nella sua storia, ha sempre puntato su un target di visitatori medio alti per quello che riguarda le sue spiagge e per questo la rivoluzione in atto rischia di mandare in tilt il Dna del paese. Come Alassio, come Varigotti e Noli. Senza nulla togliere ad altre località, Spotorno è sempre stata una piccola perla. La paura di chi contesta da mesi il piano del sindaco Fiorini, anzitutto la categoria dei balneari, è che questa perla sia schiacciata dai decibel delle casse acustiche sparate sul bagnasciuga.
Da quest’anno, infatti, per volontà dell’amministrazione comunale, il target e lo standard turistico rischiano di capovolgersi. Il sindaco Fiorini ha annunciato di voler “rispettare” la norma regionale che prevede il 40% di spiagge libere e di volerlo fare con due strade. Anzitutto con una modifica radicale del Pud (il piano urbano demaniale, delle spiagge) già in corso, riducendo di una decina di unità il numero totale dei Bagni marini presenti.
Ma in attesa del nuovo Pud, approfittando di un corto circuito diciamo tecnico-burocratico, ha già impedito a questi 8 Bagni marini di riaprire il primo di maggio puntando su una mancanza, o meglio una leggerezza, dei concessionari uscenti che mesi fa non hanno firmato la proroga annuale delle proprie concessioni e così facendo l’hanno fatta decadere. Questo errore ha fatto sì che il Comune avesse pieno titolo nel negargli la possibilità di aprire, anzi gli ha presentato un’ordinanza di sgombero delle proprie strutture, e così queste spiagge sono già di fatto “libere”, almeno in attesa di dirimere il braccio di ferro con i concessionari stessi. Braccio di ferro che – sperano i concessionari coinvolti – potrebbe risolversi anche nei prossimi giorni, salvando almeno in parte questa stagione. Coinvolti che – va detto perché nel grande caso politico cittadino c’è anche questo tema – non vorrebbero assolutamente comparire sui media e sui social in queste ore proprio per non indispettire ulteriromente il Comune. “Se compariamo rischiamo di appesantire la nostra posizione, mentre noi col Comune stiamo dialogando costruttivamente” è la dichiarazione ufficiale. Cosa partorirà questo dialogo si vedrà, al momento gli 8 bagni sono chiusi mentre intorno hanno gli altri dove l’attività consueta, tra bagnini, sdraio, boe e Spritz, brulica come sempre.
Insomma, in queste ore a Spotorno sono le prove generali di ciò che succederà in futuro appena il piano del sindaco Fiorini sarà realizzato e il 40% di tutto l’arenile sarà libero o libero attrezzato. Un piano che come noto divide moltissimo sia gli spotornesi, sia la politica. Finora la linea Fiorini, forte della legge e di un consenso diffuso (soprattutto fuori Spotorno, a livello nazionale è osannato molto più che localmente), sta vincendo la sua sfida pro mare aperto a tutti.
COMMENTI SOCIAL – Silvano Barone- Il racconto del XIX è imbarazzante
Marco Coppo- In meglio alla faccia del Secolo XIX
Luca Dello Preite- Perché cancellate i messaggi scomodi ???
Alessandro Folco– Le spiagge sono di tutti, non di chi se ne è impossessato pagando delle concessioni ridicole
Matteo Manzini- Finalmente, spiagge libere attrezzate come nel resto d Europa !!!
Marina Cavallo- Le spiagge e il mare, tornano a essere di tutti
Lorenzo Panza- Un Sindaco coraggioso che sta combattendo una battaglia per la tutela dell’interesse pubblico a scapito di quello privato di una piccola categoria che ha sfruttato all’inverosimile un bene di tutti per fini economici propri. Merita tanta solidarietà e solo applausi.
Walter Romano- Trovasse anche una soluzione per tutti gli ex lavoratori
Lorenzo Panza a Walter Romano -. C’è una enorme richiesta di lavoratori nel settore. Mi auguro non avranno difficoltà a trovare delle alternative più che soddisfacenti.
Claudio Rosso- Già un Miracolo che non portano la macchina in spiaggia e solamente l’inizio il peggio deve ancora arrivare povera Liguria
Remo Vassallo a Claudio Rosso finalmente è finito un diritto feudale.
Graziella Cinghia- Vediamo quanto durano le spiagge pulite e in ordine
Andrea Jones a Graziella Cinghia – E che vuol dire? Che dobbiamo privatizzare tutto perché la gente non è educata? Certo che no
Piero Gasco- Se non siamo animali è una bella cosa. Si potrebbe imparare dalla vicina Francia con servizi a pagamento e docce x spiagge libere.
Walter Raia- Se nessuno controlla le spiagge, via libera a sporcizia, maleducazione e fattori esterni di disturbo. Sono favorevole agli stabilimenti balneari ma ovviamente assolutamente contrario alla speculazione. Spiagge attrezzate ma prezzi calmierati.
Patrizia Pucci Crivelli- Il sindaco è storico, ha ragione, ma c’è un ma…. Il prossimo passo è regolare la pulizia giornaliera ed assicurare una vigilanza a 360°, sia in mare (bagnini) che a terra(vigili dell’ordine o simili).come il resto d’Europa
LeoDi Simona- Le spiagge non sono di nessuno: sono suolo pubblico, non privato! Quindi ben venga. La gente ha il diritto di andare al mare senza pagare 30 euro per un ombrellone e una sdraio!
Carla Carbone- Per evitare tutti i problemi basterebbe fare spiagge libere attrezzate con servizi e docce con ingresso a 5 euro. La spiaggia è di tutti e con i soldi dell’ ingresso si rientra delle spese per mantenerla pulita
2/ARTICOLO DEL SECOLO XIX DEL 29 APRILE 2026- A FIRMA DI FRANCO MANZITTI
“IL REGIME DELLE SPIAGGE SEMBRA DECISO DA ARLECCHINO”

3/ARTICOLO DEL SECOLO XIX A FIRMA DI SERGIO PAGLIERI.

