Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco, ex sindaco ha sporto denuncia: “Ero titolare di ‘Noi dell’Entroterra e d’intorni’ se ne sono appropriati a mia insaputa”


Pieve di Teco. Scrive l’ex sindaco Renzo Brunengo, già presidente negli anni gloriosi della Comunità Montana:

“Questo gruppo era denominato Noi dell’Entroterra e d’intorni di cui ero fondatore e amministratore. In modo illecito se ne appropriati cambiando nome ed ho sporto denuncia. È stato trasformato in qualcosa di inutile e insensato”.

Un caso, una storia davvero singolare e curiosa almeno in Valle Arroscia. Frequente in altre realtà. Una notizia che corre veloce nel variegato pianeta dei social. Un protagonista nei panni di ‘derubato’. Un risvolto che colpisce, per chi l’ha seguito, condividendo o meno, una ‘voce libera’, nei commenti e nella pubblicazione di post, di notizie riprese dagli organi di informazione locali e nazionali. A chi dava fastidio il social “Noi dell’Enetroterra e dintorni?”

Brunengo a Trucioli.it: “Mi hanno hackerato, si tratta di nomi stranieri che non conosco i cui fini è difficile comprendere. Il sito Noi dell’Entroterra risale a circa una decina di anni fa. Ora utilizzo il secondo mio sito “Comunità Valle Arroscia”.

Chi ha  hackerato Renzo Brunengo

UNA NOTIZIA MENO SPIGOLOSA: CULINARIA.

Si legge: “Il Circolo 28 si trova in Via Torino 4/C nella frazione di Acquetico, a Pieve di Teco. È un ristorante senza pretese che offre cucina tradizionale ligure e casalinga, posizionato lungo la strada statale 28. Vi aspettiamo per un pranzo genuino, come una volta, con sapori della tradizione e atmosfera di casa “.

Qualche dubbio a proposito della “cucina tradizionale‘. Siamo proprio sicuri che, per giovedì 5 marzo, si possa gustare la ‘cucina tradizionale’? Cosa c’è di ‘tradizionale’ nella nostra valle nei ‘crostini di gorgonzola‘? O la ‘salciccia al Barbera’? Oppure la ‘torta di cioccolato al caffè’?. I Gnocchi? Fatti a mano e senza facola, speriamo e sarebbe saggio indicarlo. Altrettanto utile indicare quale vini proporre.

A Pieve di Teco, purtroppo, un esercizio pubblico molto frequentato ha eliminato dagli scaffali e dal banco i vini prodotti nell’imperiese e in Liguria. C’è un locale in Valle Arroscia dove al tavolo del ristorante si può scegliere un ‘rosè’ del territorio al costo di 36 €. Non è eccessivo? E ancora ci sono produttori del territorio ingauno- valle Arroscia che sono presenti sugli scaffali dei supermercati. Rossese

Difendiamo la  cucina della Valle Arroscia e dell’Alta Valle (Cucina bianca). Incoraggiamo ristoranti, trattorie, agriturismo che non utilizzano a tavola, per i clienti, i nomi di ‘piatti’ nostrani ma che in realtà provengono da una produzione quasi industriale. Che va pure rispettata anche con il nome ‘artigianale’, ma non è serio mischiare la genuina ‘casalinga’ con altri metodi di produzione. Solo così si potrà valorizzare la cucina delle nostre origini. Che tanto successo ha avuto negli anni ’60-’90. Con l’esplosione del turismo di Monesi e a cascata della valle.

Il ‘Circolo 28‘ tenga ben issata la bandiera proponendo ‘ menù a km 0‘. Ormai sempre più una rarità nonostante in troppi se ne approprino per promozionare la loro attività di ristorazione. Torniamo alle sane origini, orgogliosi delle nostre tradizioni culinarie e diffidiamoci delle imitazioni. Trucioli.it unico blog montanaro della Liguria, opera di soli volontari, non si lascerà contaminare dalle imitazioni in cucina e dagli esperti che ci propongono vecchie ricette ignorando che spesso non abbiamo più la materia prima.


IL VINO DEL TERRITORIO AL SUPERMERCATO – E AL RISTORANTE RADDOPPIA

 


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