Nei giorni scorsi abbiamo letto ha colpito la scontro tra il direttore del Secolo XIX, il presidente della Regione Liguria Bucci, il suo capo della comunicazione. Mai come ora il quotidiano dei liguri può contare su un editore che non ha bisogno della benevolenza del potere politico e dei poteri forti,sia a livello regionale che nazionale.

Ci siamo chiesti, da testimoni con 33 anni di operosa esperienza al Decimonono, con i direttori Piero Ottone (1968-1973), Alessandro Perrone (1973-1978), Michele Tito (1978-1981),Tommaso Giglio (1981-1987), Carlo Rognoni (1987-1992), Mario Sconcerti (1992-1994), Gaetano Rizzuto (1995-2000), Antonio Di Rosa (2000-2004)- gli ultimi 4 sono ancora tra noi- quali considerazioni, per i lettori, leggere “Scandalo dei dossieraggi del Secolo XIX”.
Da ShipMag- Aponte, campagna acquisti senza fine: con Sinokor diventa leader mondiale delle petroliere.
di Teodoro Chiarelli

Msc acquisirà il 50% del gruppo coreano, affiancando l’armatore Ga-Hyun Chung. Secondo indiscrezioni a finanziare la corsa all’acquisto delle grandi navi Vlcc (3,3 miliardi di dollari per almeno 60 unità) sarebbe stato il Comandante, grazie agli enormi profitti realizzati negli ultimi anni
Genova – Arrivano le prime conferme all’ingresso del gruppo Msc di Gianluigi Aponte nel settore delle grandi navi petroliere Vlcc (tipologie di petroliere la cui portata lorda è compresa tra le 150.000 e le 320.000 tonnellate). Una vera e propria svolta per il primo armatore mondiale nel settore delle portacontainer, numero tre nel comparto delle crociere e leader nella logistica integrata. L’ingresso di un grande player globale come Msc, che vuole essere il numero uno anche nel tanker, è destinato a sconvolgere gli equilibri del mercato. Tanto da attirare l’attenzione di un media internazionale come Forbes che al gruppo italo-svizzero con sede a Ginevra ha dedicato un’ampia e informata inchiesta. Ma andiamo con ordine.
Negli ultimi mesi il mercato delle petroliere è stato al centro di un’intensa attività di acquisizioni, attirando l’attenzione di operatori e analisti. A dicembre, la compagnia di navigazione sudcoreana Sinokor Merchant Marine ha iniziato in sordina ad acquistare superpetroliere. Si è trattato di un cambiamento significativo per l’azienda, fondata 36 anni fa, che fino ad allora si era concentrata principalmente sul trasporto container. A gennaio, poi, è trapelata la notizia che Sinokor stava acquistando tutte le petroliere di grandi dimensioni – note come very large crude carriers – Vlcc) – su cui riusciva a mettere le mani. Alla fine di gennaio, la società di gestione del trasporto marittimo, Veson Nautical, ha stimato che Sinokor avesse speso più di 2,5 miliardi di dollari per l’acquisto di 35 petroliere. A marzo, la cifra era salita a 3,3 miliardi di dollari per almeno 60 navi.
Dietro a Sinokor, però, ecco spuntare Aponte, il “Comandante”. Le autorità antitrust di Grecia e Cipro hanno confermato che Mediterranean Shipping Company acquisirà il controllo congiunto della sudcoreana Sinokor Maritime. L’accordo prevede che la controllata lussemburghese Sas del gruppo Msc rileverà una partecipazione del 50% in Sinokor, mentre l’armatore coreano Ga-Hyun Chung manterrà la restante quota. Le due parti eserciteranno quindi un controllo congiunto sulla società. Ma Sinokor non ha agito da sola. Dietro, o accanto, secondo Forbes c’era la Msc di Gianluigi Aponte (patrimonio netto di 43,8 miliardi di dollari), il magnate della navigazione più ricco del mondo. I due gruppi avevano già intrattenuto rapporti commerciali. La Mediterranean Shipping Company era in trattative alla fine del 2025 per acquistare 30 navi portacontainer dalla Sinokor per oltre 2,5 miliardi di dollari e, secondo quanto riferito, ne avrebbe acquistate almeno undici.
La ragnatela di Aponte- Nel tentativo di chiarire la vera proprietà delle petroliere, Forbes ha controllato i registri delle petroliere di Sinokor nel database marittimo Equasis e poi ha scavato nei registri societari di Panama, dove sono registrate molte delle società proprietarie delle navi. È emerso che i legami di Aponte con le ingenti spese di Sinokor per le petroliere sono molto più profondi di quanto si sapesse in precedenza. Secondo Equasis, 31 delle navi non sono in ultima analisi di proprietà di Sinokor, ma di società che condividono tutte il nome “Haut Brion”, seguito da un numero. (Haut Brion è il nome di un famoso terroir vinicolo nella regione francese di Bordeaux). Di queste 31, undici sono registrate a Panama, dove i registri societari mostrano che le società sono tutte guidate da Mario Aponte, cugino di Gianluigi, che nel corso degli anni ha ricoperto vari ruoli presso Msc. Tra il 24 e il 26 dicembre dello scorso anno, sono state costituite a Panama 18 società con nomi che vanno da Haut Brion 1 a Haut Brion 18. Mario Aponte è il presidente di tutte e 18 le società; l’indirizzo da lui indicato a Cipro coincide con quello della Msc Shipmanagement Limited, la divisione di Msc che si occupa della gestione navale. Gli altri dirigenti delle società sono tutti avvocati o prestanome, e nessuno sembra avere legami con Sinokor. Undici di queste società sono ora identificate come proprietarie delle petroliere Sinokor che, secondo Veson Nautical, costano complessivamente più di 900 milioni di dollari.
Le altre 20 navi, valutate complessivamente più di 820 milioni di dollari, sono registrate in Liberia, dove i registri societari non sono pubblici, il che significa che Forbes non ha potuto verificare che Msc sia il proprietario finale, nonostante il nome coincida con quello dell’acquirente registrato a Panama delle altre petroliere. Se tutte le entità Haut Brion fossero di proprietà di Msc, ciò significherebbe che Aponte possiede più della metà delle petroliere acquistate da Sinokor dallo scorso dicembre – e potenzialmente anche di più, dato che i dettagli sulla nuova proprietà delle navi rimanenti non sono ancora stati resi pubblici. Nonostante i ripetuti tentativi, i rappresentanti di Msc e Sinokor non hanno però risposto alle richieste di commento di Forbes.
Le restanti 29 petroliere acquistate da Sinokor non sono state ancora registrate per riflettere l’acquisto o l’attuale proprietà di Sinokor, e figurano ancora a nome dei precedenti proprietari, tra cui la Dynacom Tankers di George Prokopiou e la Frontline di John Fredriksen.
Complessivamente, Sinokor e/o Msc controllano ora una flotta di 76 superpetroliere del valore stimato di 6,7 miliardi di dollari, secondo Veson Nautical. Ciò rappresenta l’8% della flotta totale di superpetroliere, rendendo i due i maggiori proprietari di navi al mondo. Alcuni ritengono che tale cifra sia ancora più alta: il concorrente quotato in Borsa, Okeanis Eco Tankers, stima che Sinokor controlli il 17% della flotta totale e il 39% della flotta spot, ovvero le navi disponibili per viaggi immediati e a breve termine. Secondo alcune stime, la flotta Sinokor potrebbe arrivare a quota 118 petroliere.
Da Ginevra una crescita senza fine- La spesa forsennata per le petroliere è solo l’ultima di una serie di acquisti che dura da anni per Aponte, l’ottantacinquenne miliardario italo-svizzero che è cofondatore e comproprietario (insieme alla moglie Rafaela) del gigante del trasporto container Msc. La pandemia di Covid-19 ha fatto schizzare alle stelle le tariffe di trasporto, regalando a Msc decine di miliardi di dollari in contanti, parte dei quali sono stati spesi per costituire la più grande flotta di container al mondo entro l’inizio del 2022. Tra gennaio 2022 e marzo 2025, Forbes stima che Msc abbia speso più di 40 miliardi di dollari per acquistare altre navi portacontainer, porti, ospedali e persino una società ferroviaria ad alta velocità in Italia. Lo scorso marzo, Msc ha anche annunciato un accordo da 23 miliardi di dollari per l’acquisto di 43 porti di proprietà del conglomerato CK Hutchison, con sede a Hong Kong, del miliardario Li Ka-shing, insieme al gestore patrimoniale BlackRock. Ma l’accordo ha incontrato le obiezioni di Pechino ed è in stallo dallo scorso luglio. Ancora una volta Aponte ha fatto una mossa azzeccata puntando sulle superpetroliere proprio al momento giusto, dato che la guerra con l’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno spingendo le tariffe a livelli record. Mercoledì, la petroliera Gabon Prosperity di Sinokor ha stipulato un contratto per il trasporto di petrolio dal Mar Rosso all’India a 356.938 dollari al giorno, secondo Lloyd’s List. Secondo quanto riferito, l’azienda sta guadagnando fino a 500.000 dollari al giorno per nave su diverse petroliere che ha nel Golfo Persico semplicemente per lo stoccaggio di petrolio, in attesa che lo Stretto di Hormuz riapra.
Anche molti altri miliardari del settore delle petroliere hanno realizzato grossi incassi, poiché la corsa agli acquisti di Sinokor e Msc ha riempito le loro tasche. Tra i grandi venditori: la Dynacom Tankers di George Prokopiou (9 navi), la Frontline di John Fredriksen (8 navi), la Zodiac Maritime di Eyal Ofer (3 navi), la Delta Tankers di Diamantis Diamantides (2 navi), la Capital Ship Management di Evangelos Marinakis (2 navi) e la TMS Tankers di George Economou (2 navi). Queste vendite non solo hanno fruttato a questi magnati centinaia di milioni di dollari, ma i prezzi più elevati hanno anche fatto salire il valore delle petroliere esistenti, contribuendo ad aumentare il loro patrimonio complessivo di oltre il 50% nell’ultimo anno, fino a raggiungere i 130 miliardi di dollari.
Teodoro Chiarelli
12 febbraio 2024- ‘Blitz’ genovese per Gianluigi Aponte- Il fondatore e proprietario di MSC nel capoluogo ligure per incontrare a Palazzo San Giorgio l’AdSP, il presidente della Regione Liguria Toti, il sindaco Bucci e il viceministro Rixi. Confermati tutti gli investimenti previsti


