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Liguria e Basso Piemonte

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SUV e moto fuoristrada nei boschi del Piemonte: blitz dei Carabinieri Forestali su richiesta dei sindaci. E la Liguria “zona franca” del business


I Carabinieri Forestali sono guidati da un unico centro direzionale, o ogni reparto regionale e provinciale va per proprio conto?

di Franco Zunino*

Ovvero, le leggi sono applicate ovunque allo stesso modo, o a seconda della bisogna “politica” e dei poteri forti locali, sebbene i testi di legge nazionali che difendono l’ambiente siano unici e non già soggetti ad interpretazione?

Ce lo chiediamo perché si apprende  che anche in alcuni, su richiesta dei Sindaci, siano stati fatti dei blitz per fermare i fenomeni erosivi che l’uso di SUV e moto fuoristrada nei boschi tra Lombardia, Emilia e Piemonte stavano facendo agli habitat forestali scatenando fenomeni erosivi che notoriamente le leggi forestali hanno lo scopo di evitare. Fenomeni che se i mezzi a motore a quattro e due ruote innescano vistosamente (con conseguenti dilavamenti, incisioni ed erosioni di versanti), non è che le mountain bike siano meno perniciose.

Eppure in Liguria su queste forme erosive che violano allo stesso modo le norme di legge che difendono i boschi e le foreste (e che, non per nulla, nei paesi di lingua tedesca vengono severamente fatte rispettare) tutti tacciono di fronte al business che proprio i bikers stranieri (impediti nei loro paesi!) vengono a soddisfare in Liguria, dove la permissività può quasi definirsi divenuta facoltativa (quasi comma di legge, che però nei sacri testi forestali non esiste!).

I Sindaci suddetti riconoscono come “i visitatori portano ricchezza ma devono imparare a rispettare il nostro ambiente. Dobbiamo trovare un modo per conciliare le esigenze turistiche del nostro territorio con il rispetto dell’ambiente. È evidente che quei turisti portano ricchezza”.

Regole e diritti sacrosanti, che invece non vigono in Liguria dove sentieri e tracciati di ogni genere percorsi da migliaia di mountainbiker incidono e rovinano ovunque le pendici delle montagne che dal crinale Alpi-Appenninico scendono verso la riviera marina (con non poco disturbo al turismo appiedato e alla natura tutta, a volte anche in aree percorse dal fuoco!).

È vero, non sono mezzi a motore, ma il danno da usura ambientale che creano è lo stesso! Due pesi e due misure? In pratica il nostro “Meridione”, dove le leggi che vigono al Nord di fatto non vigono al Sud; o sono differentemente applicate in nome del diritto alla crescita economica (che in Liguria significa arricchimento!)

Due mondi, due regole; una a morale stringente, l’altra a morale permissiva, per cui tutto ciò che rende danaro diventa fattibile, autorizzato, legalizzato. Forse è il caso che qualcuno cominci metterci mano, e tiri fuori dal cassetto quella proposta di legge mai presentata, forse perché rispettosa dei diritti dell’ambiente, ma dall’altra lesiva dei diritti a fare soldi in ogni modo o maniera, anche a costo di accantonare la morale, l’etica e i diritti di chi subisce i danni. Eppure basterebbe un poco di equità, quell’equità che sta ancora scritta nel succitato testo legislativo da tutti dimenticato e da qualcuno accantonato, forse per timore “politico” di perdere consenso!

Peccato che in una democrazia liberale la legge si dovrebbe applicare solo in base alla giustizia e non già secondo i desiderata e gli interessi locali di sole alcune frange di cittadini!

*Franco Zunino

(segretario generale AIW)


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