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Albenga, bentornata movida: tra risse, coltelli, denunce e assenze eccellenti nella prevenzione. Il sindaco: Urge presidio serrato del territorio per una buona movida”


Il post di Ciangherotti: Albenga, bentornata movida: tra coltelli e assenze eccellenti. 2/Il sindaco: “Ricordiamo che non tutti i giovani sono così. Chiediamo comunque un presidio serrato del territorio per una buona movida”

di Eraldo Ciangherotti

Dove dormono sbandati e drogato a chi vendono la droga. Chi non provvede a colmare almeno gli organici non i rinforzi. Chi ha taciuto e tace di fronte al trasferimento del commissariato di polizia di Alassio.
Il weekend del 25 aprile 2026 è passato, e la cronaca ci regala l’ennesimo bollettino di guerra sul nostro lungomare. Una rissa, coltelli che spuntano, giovani che si affrontano tra il locale e la strada: la solita, stanca rappresentazione di un territorio che scivola fuori controllo.
Va detto subito, per evitare facili strumentalizzazioni: il problema non è la discoteca. Anzi, la presenza di luoghi di aggregazione per i giovani è un valore aggiunto che va tutelato. Il problema è ilvuoto” che sta loro attorno. Mentre i ragazzi vivono la notte, Palazzo Civico sembra impegnato altrove, decisamente troppo distratto per accorgersi che la sicurezza – e il presidio del territorio – non sono optional, ma il primo dovere di chi amministra.
Siamo ormai rassegnati a un’Albenga che si sveglia il lunedì mattina solo per contare i danni? O forse dovremmo iniziare a chiederci perché la prevenzione sia diventata l’ultima delle priorità nelle stanze del potere, mentre le forze dell’ordine sono lasciate sole a tappare i buchi di una politica cieca e sorda. Se questo è il biglietto da visita con cui ci presentiamo a fine aprile, c’è da rabbrividire al solo pensiero di cosa accadrà tra poche settimane, quando l’esodo turistico estivo renderà la nostra città ancora più affollata e, evidentemente, ancora più indifesa.
Cari amministratori, la sicurezza non si garantisce con le promesse elettorali, ma con una strategia che, al momento, brilla solo per la sua assenza.
Eraldo Ciangherotti

2/Sindaco Riccardo Tomatis: “Chiediamo un presidio serrato del territorio”.“Ricordiamo che non tutti i giovani sono così”COMUNICATO STAMPA – In merito all’episodio verificatosi nei pressi dei locali al confine tra Alassio e Albenga, che ha visto coinvolto un gruppo di giovani, interviene il sindaco Riccardo Tomatis:  “Il tempestivo intervento dei Carabinieri ha consentito di disperdere rapidamente il gruppo di giovani coinvolti nell’episodio avvenuto al di fuori dei locali al confine tra Alassio e Albenga. Due persone sono già state identificate e, grazie anche al supporto delle telecamere di videosorveglianza, proseguiranno gli accertamenti per individuare tutti i soggetti coinvolti e accertare le responsabilità di ciascuno. Questa fase è importante non solo sotto il profilo investigativo, ma anche per far comprendere a questi giovani che certi eccessi non sono né tollerabili né tollerati, perché possono degenerare in situazioni ben più gravi di quella verificatasi. Di fronte al rischio che questi episodi si possano verificare non si può tacere: occorre intervenire, con fermezza e responsabilità.

Ogni anno chiediamo, in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la  Sicurezza pubblica attraverso la Prefettura, alle forze dell’ordine un presidio serrato sul territorio ingauno, in particolare nelle ore notturne e nel periodo estivo, quando la Polizia Locale non è in servizio e risulta ancora più importante garantire una presenza efficace sul territorio. È proprio in quelle fasce orarie che il presidio e il controllo assumono un valore fondamentale in termini di prevenzione e sicurezza.

È però altrettanto importante non lasciarsi ingannare da pochi cattivi esempi. I giovani coinvolti in questo episodio rappresentano un’eccezione rispetto ai tanti ragazzi che ogni giorno si divertono nel rispetto delle regole, che si impegnano nello studio, nel lavoro, nel volontariato e conducono la propria vita con senso di responsabilità. La grande maggioranza dei giovani ha comportamenti rispettosi e positivi, ed è giusto riconoscerlo senza generalizzazioni che rischiano di restituire un’immagine distorta delle nuove generazioni.

Confidiamo nel Governo, che da anni indica come priorità il rafforzamento della sicurezza in tutta Italia, affinché a queste linee di indirizzo corrisponda un concreto miglioramento, anche attraverso un incremento degli organici delle forze dell’ordine, oggi spesso in sofferenza per carenze di personale. Un maggiore supporto in termini di risorse e presidi è fondamentale per garantire risposte efficaci ai territori”.

3/“Movida Sicura”: confronto tra amministrazione, gestori dei locali notturni e residenti per una convivenza sicura e rispettosa

COMUNICATO STAMPA – Si è svolto ieri, mercoledì 28 aprile, l’incontro richiesto alcune settimane fa dal sindaco Riccardo Tomatis in vista dell’approssimarsi della stagione estiva, con l’obiettivo di promuovere una “buona movida” nel rispetto delle regole, dell’ordine pubblico e della quiete dei residenti. All’incontro hanno partecipato l’assessore alla Polizia Urbana, avv. Vannuncci,  i gestori e i responsabili della sicurezza dei locali notturni Le Vele ed Essaouira, una delegazione dei residenti della zona di Vadino, il sindaco, alcuni componenti della Giunta comunale e il comandante della Polizia Locale di Albenga Andrea Spanu. 

Il confronto si è svolto in un clima costruttivo e ha evidenziato una piena disponibilità al dialogo e alla collaborazione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Nel corso dell’incontro, i gestori dei locali hanno illustrato le misure previste per la stagione estiva, tra cui:

  • incremento del personale di sicurezza sia all’interno dei locali sia nelle aree esterne e nei parcheggi;
  • potenziamento del servizio di bus navetta, anche in funzione della sicurezza stradale;
  • aumento dei sistemi di videosorveglianza;
  • ampliamento delle aree di parcheggio.

È stata inoltre ribadita la massima collaborazione con le forze dell’ordine e con la Polizia Locale, attraverso un costante scambio di informazioni e segnalazioni utili a garantire sicurezza e ordine pubblico.

Questo incontro, che ho richiesto tempo fa anche in vista dell’incontro del Comitato Provinciale per l’Ordine e la  Sicurezza Pubblica che si svolge ogni anno in Perfettura, è stato molto importante e sono emersi numerosi spunti significativi – afferma il sindaco Riccardo Tomatis –. Abbiamo apprezzato la collaborazione dimostrata dai gestori dei locali, anche nell’ascolto delle esigenze dei residenti della zona di Vadino. È emersa la volontà condivisa di trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze. Particolare attenzione è stata dedicata ai temi della viabilità, della sicurezza stradale e dei parcheggi. I gestori implementeranno il servizio navetta e l’Amministrazione si attiverà con TPL per valutare la possibilità di prevedere corse di autobus di linea prima delle ore 6 del mattino, al fine di garantire un deflusso più graduale e ordinato dei giovani al termine delle serate. Il tema della sicurezza rappresenta uno dei punti cardine: i gestori si sono impegnati a potenziare la videosorveglianza e la presenza di personale di sicurezza, soprattutto nelle aree esterne. Proseguirà inoltre la piena collaborazione con le forze dell’ordine, anche attraverso segnalazioni utili per eventuali interventi e attività di prevenzione e controllo”. L’incontro rappresenta il primo di una serie di momenti di confronto che proseguiranno nel corso della stagione estiva, con l’obiettivo di garantire una movida sicura e una convivenza serena e rispettosa con i residenti.

4/NOTA DI TRUCIOLI.IT –  Finalmente leggiamo da un ex pubblico amministratore locale e provinciale, per anni bandiera spesso solitaria e controvento con Forza Italia, impegnato in un futuro raggruppamento civico alle elezioni comunali, che: “Chi non provvede a colmare almeno gli organici, non i rinforzi. Chi ha taciuto e tace di fronte al trasferimento del commissariato di polizia di Alassio”.
E’ quanto abbiamo ripetutamente fatto presente nei nostri articoli in merito all’emergenza ordine pubblico ad Albenga che non deve fare i conti, come accadeva nel lontano passato, con intrecci tra malavita organizzata a livello locale e non solo. In altri tempi, vissuti da cronisti sul campo, c’era lo zampino della camorra, della ‘ndrangheta alleata con clan marsigliesi. Anni del racket ai danni di esercizi commerciali, incendi di aziende, di macchinari per l’edilizia, persino camion per import export della frutta e verdura. Estorsioni ad imprenditori edili e di locali notturni, alcune strade della città (vecchia Aurelia a Vadino, Lungocenta, Regione Cavallo, viale dell’Agricoltura, Aurelia dai confini di Ceriale a quelli di Alassio) presidiate da lucciole di diversa nazionalità.
Anni di assalti banditeschi a banche e uffici postali, gioiellerie. Esecuzione in stile mafioso di un boss mentre si trovava sull’auto con la fidanzata nella zona a mare del Centa.
Sette omicidi nell’arco di pochi anni, un cadavere nell’alveo del Centa dopo essere stato giustiziato. Negli anni ’70 erano furti di biciclette, motorini, moto, piccole utilitarie. Furti in alloggi quando c’era ancora chi lasciava la chiave nella toppa. Furti in attività commerciali, nella campagne. Albenga alle prese con immigrati meridionali e tra la maggioranza di lavoratori  perbene si annidava chi aveva lasciato il Sud con il ‘marchio’ di delinquente abituale.
Siamo arrivati agli immigrati del Nord Africa. Quanti siano, nella percentuale delle presenze, con precedenti penali nella loro terra d’origine lo ignoriamo. Idem per quanti abbiano iniziato a delinquere nella terra che li ospita. Ad Albenga c’era un avvocato penalista, diventato un ‘maestro del foro’ per tanti colleghi, che prendeva a cuore il ‘mondo dei diseredati’, molti dei quali attratti dallo spaccio e dal guadagno facile, altri nel tunnel dei furti, dei scippi. L’avv. Nazzareno Siccardi, a sinistra sinistra, candidato sindaco, assolveva il suo ruolo  di tutelare il diritto alla difesa, ma non si estraniava dal contesto sociale dell’immigrato, difendeva gratis. “Non arrivano per delinquere, cercano un futuro migliore che la nostra società capitalista non è in grado di offrire, e quando lo fa siamo allo sfruttamento”.
Quanti sono oggi, mediamente, gli irregolari o con permesso di soggiorno temporaneo che vivono da sbandati ad Albenga? Quanti sono quelli che – gran parte in giovane età- hanno sulle spalle denunce, condanne, libertà provvisorie, decreti di divieto alla dimora, alla firma in caserma o di allontanamento fuori provincia ? Siamo ad alcune decine o a qualche centinaio? Alcuni elementi, in preda all’alcol e oppiacei, danneggiano, sfasciano, deturpano, imbrattano, schiamazzano, urinano dentro o fuori i portoni di palazzi. Drogati, spesso trasformati in ‘cavallini’ dello spaccio, in qualche caso a mediocri ‘boss’ che si riforniscono soprattutto nel milanese. A comprare, i clienti abituali, non sono cittadini stranieri, ma italianissimi, giovani e meno giovani. La ‘coca’ per i benestanti, professionisti o imprenditori, commerciali, scapoli, fidanzati, ammogliati. Una platea numerosa o assai risicata?
Lo scorso anno il capogruppo della minoranza Podio, architetto, candidato sindaco proponeva: “Ronde organizzate con guardie qualificate”. Trucioli.it  ha dato spazio alla notizia, accolta nel generale silenzio, troppo fastidiosa per chi conosce i gangli dello Stato. I comandi locali dei Carabinieri e della Polizia di Stato sono chiamati a ‘chiarire’ ai loro superiori in provincia. Il prefetto chiede, a sua volta, ‘relazione’ al questore che si fa carico di fare la sintesi. Dal prefetto al Ministero dell’Interno Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Ma era pure sfuggito che in un’area del centro storico più ‘difficile’ si era formata una ronda di volontari notturni. Coordinava, si fa per dire, un addetto alla sicurezza che nella stagione estiva lavora in discoteca.
Quanto accaduto all’interno e all’esterno della discoteca Essaouria non dovrebbe meravigliare più di tanto. Non è “a che punti siamo arrivati”, non è molto diverso – se si legge la cronaca di altre province, dove più e dove meno, non esiste zona franca- da altre realtà. Il governo Meloni ha già emanato dieci decreti legge nella vasta gamma – del ‘contrasto’ (?)- del cosiddetto ordine pubblico.
Albenga deve essere in grado di far fronte anche a varie ‘emergenze’ – discoteche, locali pubblici, viale Pontelungo, altre zone ‘calde’- mettendo al primo posto il fronte unito, tra le forze dell’ordine, della prevenzione non saltuaria, non spettacolare, non da titoloni dei media. Albenga assai più di Alassio, arroccata sul ‘commissariato non si tocca’ a difesa del buona nomea turistica, ha bisogno di forze in campo. Più carabinieri sulle strade, più polizia di Stato, coinvolgendo la stessa Guardia di Finanza. La Polizia locale dispone spesso la presenza di pattuglie nelle aree sensibili. Non basta. Quando si allontanano tutto torno come prima.
Forse sarebbe utile farsi anche qualche domanda per avere le idee chiare e non sparare nel mucchio. Le prime avvisaglie all’Essaouria a che ora sono avvenute? E’ stata subito allertata la forza pubblica? Oppure la richiesta è avvenuta a rissa esterna in corso? Quanto tempo è passato dall’arrivo della prima e delle altre pattuglie di carabinieri e polizia? Quante ‘gazzelle’ dell’Arma sono in servizio notturno (da Finale Ligure ad Albenga, con entroterra) nei fine settimana? E quale è l’apporto notturno con pattuglie delle varie stazioni, tutte sotto organico. Del resto se, dati ufficiali, mancano 22 mila poliziotti e carabinieri a livello nazionale, come illudersi che la ‘piccola Albenga’ faccia eccezione? Chi provvede, il sindaco? L’assessore regionale alla Sicurezza? Un senatore o deputato del ponente ligure oppure di Stella? (L.Cor.)

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