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Referendum a Spotorno, scena metaforica: il processo penale con i suoi protagonisti. Ma la politica è rimasta fuori dal dibattito. Cari elettori…


Il 12 marzo 2026 a Spotorno è stato organizzato un incontro con questo titolo. Referendum: le ragioni del SI e del NO.

di Marco Genta

Siamo nel bel mezzo della campagna referendaria, ovunque se ne parla, chiunque ne parla: una volta eravamo tutti “allenatori della nazionale di calcio”, al tempo del covid eravamo tutti “virologi” ed ora siamo tutti “costituzionalisti”. E’ giusto che ci sia informazione, che i cittadini s’informino, l’argomento è importante, ma mi sembra che si stiano oltrepassando i limiti della decenza e del rispetto! 

Vi confesso che mi sono un po’ stancato di vedere in TV teatrini di invitati che urlano, che si “parlano sopra” che, a seconda delle affermazioni degli altri, si mettono a ridere, fanno “faccine”, “versi”,  ecc……. Molti politici, di qualsiasi estrazione politica, poi, in ogni occasione, anche per altri argomenti, parlano con “slogan” preparati, ripetuti ed uno contro l’altro e questo i politici non si limitano a farlo in TV ma anche al Parlamento nell’esercizio delle loro funzioni! Sarà per questi comportamenti che cresce sempre di più l’astensionismo? La gente si è stancata? Tralascio ogni commento su cosa si legge sui social, su TikTok, su YouTube…..li siamo veramente alla frutta (anche i comici, gli storici, gli sportivi, gli artisti, i cantanti, addirittura alcuni preti, sono “costituzionalisti”!!!)

Ultimamente ho ripreso ad ascoltare la radio e nei canali Rai ho riscoperto una dimensione della comunicazione pacata, lineare, senza urla e chiara. Consiglio a tutti quando ci si sveglia e si fa colazione di ascoltare la radio.

Ritorno al titolo del mio intervento: ho assistito all’incontro al Palace a Spotorno  organizzato da Simone Pastorino. Due sostenitori del SI (due avvocati), due sostenitori del NO (un Sostituto Procuratore della Repubblica ed un avvocato) ed un moderatore.  Quest’ultimo, in modo molto chiaro e dimostrando di essere ben preparato sull’argomento, ha letto il quesito ed ha spiegato su quali articoli della Costituzione andrebbe ad incidere la riforma. Un aspetto da subito chiarito sia dal moderatore che da tutti i relatori, e che io ho molto apprezzato, è stato che l’argomento sarebbe stato trattato in modo tecnico e senza alcun riferimento alla politica.

Visto il tipo di argomento trattato (riforma riguardante la giustizia) ed i relatori presenti, descrivo la serata come se avessi assistito ad un processo penale. L’imputato era la Riforma, difesa dal Comitato “Giovani Avvocati per il SI” e l’accusa era sostenuta dal Comitato “Giusto dire NO”, il moderatore era il Giudice imparziale ed i cittadini presenti la Giuria Popolare che il 22-23 marzo dovrà emettere la sentenza.

Il capo di imputazione potrebbe essere considerato come uno rientrante tra gli “attentati contro lo Stato” e pertanto il processo si svolge davanti alla Corte d’Assise (per informazione preciso che, per i veri processi, la Corte d’Assise è formata da 8 giudici, due magistrati e 6 giudici popolari, cioè semplici cittadini che vengono sorteggiati da apposite liste comunali). Il termine “sorteggio”, per quelli contrari alla riforma, è il “male” assoluto, mentre vedete come sia già utilizzato nel nostro ordinamento giudiziario. Un altro caso di sorteggio lo prevede la Costituzione all’art. 90 che stabilisce che a giudicare il Presidente della Repubblica messo in stato di accusa sia la Corte Costituzionale integrata da 16 cittadini sorteggiati da una lista di 45 persone eletta dal Parlamento.

Riassumo quanto emerso durante il “processo” al Palace:

Posizione della difesa- La Difesa chiarisce subito un aspetto molto importante: la Costituzione può essere modificata (in passato è stata modificata, anche dal centrosinstra, più volte, mi sembra 20 volte) e la procedura che viene seguita è pienamente legittima con tutte le tutele costituzionali previste ed anzi la riforma serve per adeguare la Costituzione alle esigenze attuali della giustizia ed all’art. 111 della Costituzione che chiede che il processo si svolga “nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”.

Un sistema con unico centro di potere era previsto già all’epoca del fascismo per meglio controllare la magistratura. Dopo l’approvazione della Costituzione con la previsione di un unico CSM tanti giuristi, magistrati e politici anche di sinistra si sono espressi per la divisione delle carriere (tra i magistrati spicca sicuramente il Dott. Falcone), purtroppo la riforma non è mai stata fatta e così la non divisione ha causato e sta causando dei problemi: il c.d. “caso Palamara” (che riassumerò dopo); la carriera dei magistrati non segue il criterio meritocratico (anche chi subisce provvedimenti disciplinari viene promosso) e non tutti i giudici che sbagliano subiscono sanzioni e/o vengono adeguatamente sanzionati.

Per cercare di risolvere questi problemi la riforma propone: 1) due CSM per separare le carriere tra chi giudica e chi accusa e garantire così più imparzialità; 2) i membri dei due CSM nominati non più per “rappresentanza” ma per sorteggio (questo per far si che i membri del CSM non siano eletti soltanto tra chi si iscrive a correnti – l’ANM – ma per dare la massima trasparenza nelle nomine e negli avanzamenti di carriera) ; 3) istituzione di un Alta Corte che si dovrà pronunciare sugli aspetti disciplinari (Alta Corte formata da 2/3 tra magistrati sorteggiati tra coloro che hanno almeno 20 anni di esercizio ed essere in Cassazione ed 1/3 tra componenti laici scelti dal Presidente della Repubblica e sorteggiati da un elenco parlamentare formato da professori ordinari e avvocati con almeno 20 anni di esercizio). Anche i membri dei due CSM verranno eletti con criteri trasparenti e garantisti con la stessa suddivisione sopra riportata ed il sorteggio avviene tra magistrati, cioè persone che hanno la capacità di giudicare di fare indagini complesse, pertanto, sicuramente capaci anche di svolgere le funzioni di un CSM. Del resto in Europa sono soltanto l’Italia, il Portogallo, la Grecia e la Turchia che hanno la magistratura unitaria, tutti gli altri paesi Europei hanno carriere separate e sono tutti Stati democratici  

Posizione dell’accusa-La giustizia in Italia ha problemi più gravi (carenza di personale amministrativo e nelle Cancellerie, carenza di Giudici togati con la conseguenza di avere processi lenti), la riforma del CSM non è necessaria perché già ora il giudice è imparziale, si ha già una separazione delle carriere in quanto l’attuale normativa prevede già che il passaggio da una funzione all’altra (cioè dalla funzione requirente a quella giudicante e viceversa) possa avvenire soltanto una volta sola entro i primi 10 anni di carriera e questo viene effettuato soltanto dall’1% dei magistrati. Non è vero che in Italia non ci siano provvedimenti disciplinari a carico di magistrati e, viste le statistiche confrontando i dati italiani con quelli della Francia, del Regno Unito e degli Stati Uniti, in Italia ci sono meno errori giudiziari (tutto quanto viene esposto anche con la proiezione di slide).

Un unico CSM, del resto, garantisce una migliore indipendenza della magistratura dalla politica. Giustamente, essendo in ambito giuridico, viene anche fatta una citazione in latino “Divide ed impera” (se vuoi indebolire l’avversario, dividilo). Se i Pubblici Ministeri non saranno più con i giudici si “allontanerebbero dalla cultura della giurisdizione” con il rischio di rappresentare un potere forte con il P.M. che diventerebbe un “super-poliziotto”.  L’accusa sostiene anche che si ha già un “giusto processo” in quanto il 40% dei processi si conclude con l’assoluzione degli imputati. Ed in ultimo il criterio del sorteggio, siccome tutti i magistrati potrebbero essere eletti, si rischierebbe di avere dei membri del CSM non motivati e non all’altezza. Ultimo argomento, ma non meno importante, questa riforma con l’istituzione di due CSM ed un Alta Corte, aumenta i costi della giustizia.

Durante il processo vengono anche sentiti due “testimoni”: infatti intervengono al dibattito due avvocati che hanno fatto delle domande; uno ero io come si vede nella fotografia che si allega (piccola nota di colore: come si vede nella foto l’atmosfera era del tutto cordiale, infatti in quel momento, siccome mi avevano visto durante la serata prendere appunti, in mano ho due fogli scritti, ed erano preoccupati che potessi fare tante domande e, visto che erano già le 20,00, temevano di saltare cena ed io li ho tranquillizzati)

Il processo, come è giusto che sia, si dovrà concludere con una sentenza che verrà essere emessa da tutti i cittadini (la Giuria Popolare) che il 22 e 23 andranno a votare.

Come tutti i processi si potrà concludere con un’assoluzione e pertanto vuol dire che la maggioranza avrà detto, votando SI, che questa riforma non commette alcun reato o con una condanna, vuol dire che la maggioranza, votando NO, avrà detto che le prove raccolte dall’accusa sono state sufficienti per rappresentare una condotta criminosa.

Per decidere come votare cerco, pertanto, di valutare le prove dell’accusa.

Premetto che sono convinto che una riforma si debba fare, il sistema attuale è quello che ha generato il c.d. “Caso Palamara“. L’accusa , in merito a questo caso, asserisce che è stato scoperto ( e pertanto vuol dire che la magistratura funziona già bene) e che, con la legge “Cartabia“, sono stati posti dei limiti ai criteri di elezione e, pertanto, difficilmente si potrà ripetere un tale caso. Intanto è stato scoperto durante un’altra indagine, poi dopo un po di tempo e con tanti danni già fatti. Il problema è che questi limiti non sono sufficienti ad escludere che in futuro si possa ripetere un altro “Caso Palamara” se rimarrà un unico CSM con le nomine per rappresentanza e non per sorteggio.

Il “caso Palamara”, tanto per ricordarlo, è stato uno dei più grandi scandali che ha coinvolto la magistratura italiana negli ultimi anni. Nel 2019, il giudice Palamara viene indagato per corruzione e durante le indagini vengono intercettate le conversazioni tra lo stesso giudice, altri magistrati e politici e da queste intercettazioni emergono: trattative e accordi tra correnti della magistratura, discussioni su chi dovesse ottenere incarichi importanti (soprattutto l’incarico di Capo procuratore) e contatti con esponenti politici per influenzare alcune nomine e promozioni.

Il sistema attuale è anche quello che “obbliga” lo Stato italiano a pagare per ingiusta detenzione e per errori giudiziari tanti milioni (dati ufficiali: nel 2024 lo Stato italiano ha pagato 26,9 milioni di euro di indennizzi nel 2025 – da gennaio ad ottobre – 23,85 milioni). Un sistema, invece, che prevede un maggior controllo per le carriere dei giudici e le loro promozioni e la loro responsabilità in caso di errore, potrà avere anche un costo maggiore (due CSM ed un Alta Corte) ma, sicuramente, farà risparmiare i soldi degli indennizzi per ingiusta detenzione e per errori giudiziari.  

A mio parere alcune argomentazioni dell’accusa sono, per usare un termine forense, “inconferenti” (cioè irrilevanti), altre sono basate su supposizioni e/o su presunzioni.

Un argomento “inconferente”, per me, è quello che “la giustizia ha altri problemi”. Un dato di fatto è che ora la giustizia ha anche questo problema e, pertanto, cerchiamo di risolverlo; non è corretto valutare l’opportunità di una riforma in ragione del costo, se questa riforma servisse a far si che la giustizia sia più imparziale e trasparente o, come detto sopra, a dover pagare meno indennizzi, ben venga un sacrificio economico.

Poi tante argomentazioni sono basate su supposizioni e/o presunzioni; durante la serata ho preso appunti e mi sono annotato anche alcuni termini usati dall’accusa:

– “si ha il timore che dopo questa riforma il governo possa……..”; -questa riforma “è un alibi per poi fare altre modifiche”; -la divisione indebolisce la magistratura e potrebbe essere assoggettata alla politica; – la divisione potrebbe allontanare i pubblici ministeri dalla “cultura della giurisdizione” (in questo caso, addirittura, si porta a “sminuire” la preparazione e la professionalità dei procuratori che, una volta separata la carriera dai giudici, da soli, lavorerebbero peggio!!). Nel mio intervento ho detto al Sostituto Procuratore che sono sicuro che il 24 marzo, se vincesse il SI, lui (magistrato preparato, sempre molto equilibrato e scrupoloso), non diventerebbe un “super-poliziotto” e continuerebbe a svolgere bene il suo operato anche con la separazione delle carriere e con due CSM. Forse, alcuni procuratori, vista la costituzione di un Alta Corte, si potrebbero sentire più responsabilizzati e ci sarebbero meno custodie cautelari ad indagati che poi risultano essere del tutto innocenti.

Tante presunzioni e supposizioni, al massimo indizi ma non prove che possono, “sopra ogni ragionevole dubbio” portare alla condanna della riforma. Ricordo che l’assoluzione può essere di due tipi: perché il fatto non costituisce reato o perché manca, è insufficiente o e contraddittoria la prova che il fatto costituisca reato. Mi sembra che l’accusa abbia impostato un processo “alle intenzioni” che il processo si debba concludere con la vittoria del SI

Devo ringraziare l’organizzatore della serata e ringraziare i relatori che con professionalità hanno portato avanti il dibattito, dimostrando un massimo rispetto tra di loro e senso di civiltà che, purtroppo, in questi giorni non è scontato (viste come degenerano alcune manifestazioni di piazza ormai il senso civico e la moderazione sono cosa rara). Mi scuso con i relatori se, nonostante i miei appunti, posso aver dimenticato qualche loro affermazione o aver riportato alcune loro argomentazioni in modo poco chiaro.

Come detto ho apprezzato molto che la politica sia rimasta fuori dal dibattito. Purtroppo, penso che tanti andranno a votare soltanto per una questione politica ed è sbagliato.

La sinistra in tante occasioni ha detto che la destra, su certi argomenti, come ad esempio quello dell’immigrazione, inventava “emergenze” per creare paure che, invece, non esistevano e, si sa, creando paura si potrebbe “manipolare” l’opinione pubblica. In occasione di questo referendum si sta verificando l’opposto, è la sinistra che sta facendo della propaganda mettendo paura!!!! Ipotizzando scenari futuri catastrofici (un po’ come aveva fatto durante l’ultima campagna elettorale ed invece dopo 4 anni di governo di centro destra siamo ancora una democrazia) e facendo credere che se passasse la riforma si farebbe un “attentato alla Costituzione” assoggettando la magistratura alla politica.

Cari elettori, per decidere come votare, non limitatevi a motivare la vostra decisione al fatto che viene modificata la Costituzione; come già detto all’inizio, questa può essere modificata senza mettere in pregiudizio il nostro futuro e la nostra democrazia!

Avv. Marco Genta


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