Il Secolo XIX, il quotidiano della Liguria e dei liguri (un tempo 500 copie raggiungevano persino l’Ilva di Taranto), ha pubblicato nei giorni scorsi una lettera che tutti i cittadini dovrebbe leggere e farsi un’idea per tenersi informati.

Chi non ha letto comunicati stampa, dichiarazioni di fuoco di sindaci, presidenti di categoria. Gli albergatori: “Caos autostrade in A10. Disagi incalcolabili, economici e di immagine per la Liguria di ponente. Una realtà che dura ormai da anni”.
Hanno rilasciato dichiarazione ai media e alle Tv regionali, a Telenord (Liguria e Piemonte), esponenti della politica locale, regionale, parlamentari liguri e piemontesi. Tutti d’accordo: i serpentoni sull’Autofiori (andata e ritorno) causano gravissimi disagi a tutti i mezzi a quattro ruote, agli utenti del pedaggio. Il grave problema, ormai endemico non solo per lavori indifferibili. Anche quando i cantieri sono chiusi, parliamo di festivi e prefestivi. Un durissimo colpo al turismo (e all’immagine della Liguria di ponente in particolare) primaria fonte economica e di reddito.
Si spendono milioni per la promozione mare ed entroterra, ma con il caos stradale prende ‘a calci nel sedere’, da anni, il turista chi usa la vettura, porta ‘benzina‘ all’economia turistica per la gran parte delle località, non soltanto costiere, con ricettività alberghiera e seconde case. Turismo che la principale se non l’unica fonte di reddito per migliaia di famiglie ed aziende recettive, bar e ristorazione, negozi. Frutta alle casse statali parecchi miliardi, oltre ad essere la principale fonte di lavoro rimasta.
C’è chi urla di più e chi fa parte del ‘popolo silenzioso’. C’è chi legge, nel corso dell’anno, centinaia di articoli sui media che a titoloni denunciano ‘la trappola dell’autostrada Savona-Ventimiglia’. C’è chi leggi i commenti social che “gridano allo scandalo”: per ore e ore ‘prigionieri’ su quattro ruote. Sei, sette, fino a dieci ore, anziché due o tre ore di viaggio. Con la calura estiva si deve ricorrere persino alla distruzione dell’acqua minerale ad autisti, passeggeri, anziani, bambini. E in caso di incidenti difficoltà per le stesse ambulanze e i mezzi di soccorso.
Non tutti possono leggere- chissà se l’ufficio regionale della ‘promozione’ turistica ‘prende nota’- quanto scrivono i giornali del centro e Nord Italia. E testimonianze di vacanzieri stranieri che utilizzano l’autostrada del mare, direzione la Riviera di Ponente. Andata e ritorno. In Germania, ad esempio, le autostrade sono gratis e appartengono allo Stato. In Italia si paga, c’è una proprietà privata che non risponde del caos, dei disagi che sono più un’eccezione, ma regola, anche giornaliera.
Quale rimedio? Soluzione?”. ‘Esperti’ di viabilità e di infrastrutture pubbliche che popolano la Riviera Turistica sono sicuri. Quando sarà ultimato anche il tratto Finale-Andora i treni potranno viaggiare a 200 km all’ora (sic!) o magari a 160-180 rispetto ai 120 di oggi. Da quel momento e non hanno dubbi, i vacanzieri perlomeno italiani, anziché l’auto utilizzeranno i modernissimi e comodi convogli. Sulle autostrade circoleranno soprattutto i Tir. Il progetto trasferimento rotaie da Andora a Finale prevede 6- 7-8 anni di lavori (la storia degli appalti stradali e ferroviari insegna che si va ben oltre i tempi previsti).
Altro interrogativo: occorre dare la priorità all’Autostrada Albenga-Carcare-Predosa o ad una seconda Autofiori? O ancora: procedere ad un’Aurelia Bis, nei tratti dove manca, da Savona a Ventimiglia? Con il trasferimento dei binari e soppressione di stazioni, bisogna iniziare il raddoppio della ferrovia da Savona al Basso Piemonte, direzione Torino? C’è chi pare abbia pochi dubbi. I rappresentanti dei Comuni-consigli comunali, quelli che governano la Regione Liguria, quelli che la rappresentano alla Camera e al Senato marciano quasi tutti in un’unica direzione. Prima delle autostrade e strade occorre dotarsi di una linea ferroviaria moderna. Si eviterà anche l’inferno, sempre più frequente, sull’Aurelia che attraversa i caotici centri abitati.
E’ il momento, dunque, di dare piena fiducia agli eletti? Sarebbe l’unico modo per avvicinare i cittadini alla politica, quella che governa anche se sorretta metà degli aventi diritto al voto? Si decida in fretta quale sia la scelta migliore, suggerita da tecnici di alta competenza e non già dalla politica sempre più mediocre.

