Anche un vignetta satirica del giornalista savonese Mimmo Lombezzi può aiutare, tra il serio e il faceto, a ricordarci di quale sia la forza politica – non è solo questioni di talenti – in cui naviga il ‘Paese Italia’. Se essere fiduciosi nel futuro, in sintonia con l’invito del presidente della Repubblica e del governo, può tramutarsi in pregio, essere coglioni resta la malattia di quella mediocrità che affligge, in crescendo, gran parte della partitocrazia.
Non conta la competenza, non contano i traguardi raggiunti dalla gerontocrazia di gran parte della classe politica che si è data anche la riforma elettorale grazie alla quale i rappresentanti del popolo, si fa per dire, sono scelti dai capi bastone, leggi ‘segretari di partiti’. Ormai sono sempre di più quanti rimpiangono la prima repubblica, quella della rinascita del paese e delle uniche grandi opere che sono state realizzate.
Fa riflettere l’affermazione di Claudio Scajola (vedi intervista al Secolo XIX a fondo pagina) che ancora una volta ripete: “Da quanto non sono più al governo nessun passo avanti sulle infrastrutture nel ponente ligure”. E’ lo stesso personaggio che ha fatto parte, seppure in ruoli di governo locale, della Prima Repubblica e di esponente di primo piano, in Regione, della Democrazia Cristiana. Interrogando l’Intelligenza Artificiale si legge: “Claudio Scajola è un politico italiano di lungo corso, eletto più volte alla Camera dei Deputati (in particolare nelle legislature XIII, XIV, XV, XVI) per Forza Italia, ricoprendo vari ruoli ministeriali come Ministro dell’Interno, delle Attività Produttive e dello Sviluppo Economico, ed è stato anche Sindaco di Imperia e Vicepresidente nazionale dell’UPI. La sua carriera parlamentare è stata intensa, spesso legata ai governi di centro-destra guidati da Silvio Berlusconi, prima di concentrarsi sull’amministrazione locale. Nella Democrazia Cristiana (DC) ha militando nel Movimento Giovanile e arrivando alla Direzione Nazionale”. Il suo curriculum…..

ARTICOLO DEL SECOLO XIX DEL 29 DICEMBRE 2024

INTERVISTA A CLAUDIO SCAJOLA DEL 31 DICEMBRE 2025 DEL SECOLO XIX-IMPERIA
Purtroppo c’è solo una persona- un giornalista savonese- ancora in vita che ricorda quando Paolo Emilio Taviani riunì al Grand Hotel Garden Lido di Loano (22 presenti, esponenti di primo piano della Dc provinciale savonese) ed espresse, tra l’altro, due concetti. Il timore di una pericolosa quanto oscura deriva politica con l’avvento del berlusconismo (leggi legami con Marcello Dell’Utri che verra condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa) . L’ amarezza e la delusione verso chi considerava, in Liguria, un suo delfino su cui contare in futuro, Claudio Scajola. “E’ stato un tradimento che non mi sarei mai atteso e mai più avrei immaginato la sua scelta di diventare l’uomo simbolo della Dc che scende in campo con Berlusconi.…Gli chiesi spiegazioni e lui….Grande è stata la mia amarezza…”
Senza andare lontano, in provincia di Savona ci sono due significativi esempi, tra i tanti, che da ‘targati Dc“, già alle prime armi del loro cammino politico amministrativo, sono ‘volati’ nelle truppe scajolane-berlusconiane: Angelo Vaccarezza, politica come professione e unico reddito di vita, e Piero Santi. Entrambi, ora tornati all’ovile scajolano, hanno fatto del primato di consenso (preferenze) elettorale (uno a Savona, l’altro in provincia) il vessillo da esibire e gli immancabili trombettieri social a pontificare. Il primato è di Uomini Liberi (politica savonese) con 11 riferimenti ad honorem per Santi quale ‘mister preferenze‘, insomma un’aureola di competenza e meriti sul campo da andare fieri. Con l’aspirazione a sindaco di Savona (sic!).

DA IL LIBRO ‘OLTRE L’ORIZZONTE’. Dal passato al futuro nell’avventura politica di claudio Scaiola’. Autore Rino Di Stefano, Editore De Ferrari pagine 287. Finito di stampare nel giugno del 2006. Prefazione di Gianni Baget Bozzo


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