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Liguria e Basso Piemonte

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“Io contadino ligure vi accompagno alla scoperta del valore ecologico del paesaggio agricolo terrazzato”


Il valore ecologico dei terrazzamenti nell’agricoltura biologica genovese.

di Marco Loconte

RICEVIAMO – Martedì 10 novembre 2026, al Genova Blue District, racconterò il valore ecologico dei terrazzamenti genovesi e la complessità di un paesaggio agricolo che non può essere compreso osservando soltanto le superfici coltivate.
L’agricoltura ligure si sviluppa su un territorio fatto di montagne, versanti, terrazzamenti, muri a secco, spallette erbose e piccoli appezzamenti di terreno. Un paesaggio costruito nei secoli dal lavoro contadino, che oggi rappresenta non soltanto un patrimonio agricolo e culturale, ma anche un importante ecosistema per la conservazione della biodiversità.
Eppure, il sistema agricolo italiano continua a rappresentare l’agricoltura come se si sviluppasse prevalentemente su superfici pianeggianti, ammettendo al massimo qualche pendenza.
Ma cosa succede quando proviamo a osservare l’agricoltura ligure non soltanto dall’alto, ma anche di lato? È da questa domanda che voglio partire nell’incontro “Il valore ecologico dei terrazzamenti nell’agricoltura biologica genovese”, organizzato da Pro Natura Genova in collaborazione con Genova Blue District, martedì 10 novembre 2026 alle ore 17:00, presso la Sala Conferenze del Genova Blue District,
in via del Molo 65 a Genova.
Attraverso le mie esperienze di contadino genovese e il lavoro portato avanti con il progetto Terre dei Bravin, vorrei accompagnare il pubblico alla scoperta del valore ecologico del paesaggio agricolo terrazzato. Il terrazzamento è un ecosistema tridimensionale.
Quando osserviamo un terrazzamento agricolo, generalmente consideriamo soltanto la superficie destinata alla coltivazione.
Ma un terrazzamento è molto di più.

Marco Loconte contadino genovese

Le spallette erbose, i muri a secco, le scarpate e i bordi costituiscono ambienti differenti, capaci di ospitare una grande varietà di organismi vegetali e animali.
È proprio questa struttura tridimensionale a rendere il paesaggio agricolo terrazzato particolarmente interessante dal punto di vista ecologico.
Una spalletta erbosa, ad esempio, non rappresenta soltanto il dislivello tra due superfici coltivate. Può ospitare numerose specie vegetali spontanee, offrire nutrimento agli insetti impollinatori, rifugio a piccoli animali e contribuire alla presenza di habitat differenti all’interno dello stesso ambiente agricolo.

L’agricoltura, quando rispetta e mantiene questi elementi, non si limita a produrre cibo, ma contribuisce alla conservazione della biodiversità. Una Liguria agricola che non è soltanto superficie.
Negli ultimi mesi, lavorando anche all’aggiornamento del mio fascicolo aziendale, ho avuto modo di confrontarmi con il modo in cui vengono rappresentati i terreni agricoli. Le immagini satellitari e gli strumenti cartografici permettono di osservare il territorio dall’alto, ma non sempre riescono a restituire la complessità dei terrazzamenti.
Le terrazze possono essere attraversate obliquamente dalle delimitazioni grafiche, mentre le ombre degli alberi, la vegetazione e i dislivelli possono rendere difficile distinguere i diversi elementi del paesaggio.
Un terrazzamento non è semplicemente un poligono disegnato su una carta. È una struttura composta da una superficie coltivabile, da elementi di sostegno, da dislivelli e da ambienti che si sviluppano anche verticalmente.
Considerare soltanto la superficie destinata alla coltivazione significa quindi osservare una parte del sistema agricolo, senza coglierne necessariamente l’intero valore ecologico.
In Liguria la terza dimensione non è un’eccezione del paesaggio agricolo: ne è una delle caratteristiche fondamentali.
Il lavoro contadino e la conservazione della biodiversità
I terrazzamenti non sono ambienti statici, ma paesaggi che si sono formati e trasformati attraverso secoli di attività agricola.
La manutenzione delle spallette, la gestione della vegetazione spontanea, la coltivazione dei terreni e la conservazione dei muri a secco contribuiscono a mantenere un mosaico di ambienti differenti.
L’abbandono delle attività agricole può modificarne progressivamente la struttura, favorendo la trasformazione della vegetazione e la scomparsa di alcuni habitat legati agli ambienti aperti.
Il lavoro contadino assume quindi un ruolo che va oltre la produzione agricola, contribuendo al mantenimento di un paesaggio nel quale convivono coltivazioni, flora spontanea e fauna selvatica.
Dalle Terre dei Bravin una diversa lettura del paesaggio agricolo. Attraverso fotografie, osservazioni sul campo e materiale raccolto nell’ambito del progetto Terre dei Bravin, racconterò il terrazzamento come ecosistema tridimensionale, nel quale produzione agricola e biodiversità convivono.
Vorrei che questo incontro fosse un’occasione per conoscere meglio il paesaggio agricolo genovese, e non solo, comprendere il ruolo delle sue diverse componenti e scoprire quanta vita possa essere ospitata anche da una semplice spalletta erbosa.
Un invito a osservare il territorio con occhi diversi, riconoscendo il valore ecologico di quegli elementi che spesso vengono considerati soltanto come confini, dislivelli o superfici non coltivate.

Azienda Agricola Loconte di Marco Loconte


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