Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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La riscoperta dell’ex Ferrovia dei Cipressi tra San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare e Riva Ligure. Ora la ciclabile e più offerta turistica


Due settimane fa ho descritto la mia prima scoperta di Riva Ligure, sulle tracce del poeta Francesco Pastonchi (Trucioli, Anno XIV, Numero 44 del 2 luglio 2026):https://trucioli.it/2026/07/03/giornalista-e-turista-a-riva-ligure-sulle-orme-del-suo-dimenticato-poeta-francesco-pastonchi-il-rapporto-col-paese-la-sua-gente-le-atmosfere-di-un-tempo-e-oggi-neppure-lo-iat/

di Ezio Marinoni

Rimaniamo, quindi, nell’Imperiese, in un nuovo viaggio da turista in cui mi accingo ad affrontare un altro percorso sentimentale (la ex Ferrovia dei Cipressi) su strade poco frequentate ed ex caselli ferroviari, con una nuova digressione a Riva Ligure.

Per chi arriva da lontano, occorre uscire dalla autostrada A10 al casello di Imperia Ovest, poco dopo il capoluogo creato nel 1923 con l’unione dei due borghi di Oneglia e di Porto Maurizio; ciascuno di essi è rimasto orgoglioso di tanta storia, che va ben oltre una questione di autonomia amministrativa comunale. Fra le due località, la caratteristica di Oneglia è di essere stata una fedele alleata di Casa Savoia; al riguardo, cfr. Trucioli del 8 giugno 2023, Anno XI Numero 41: https://trucioli.it/2023/06/08/oneglia-sabauda-civitas-fidelissima-tre-lapidi-ricordano-questo-legame/

San Lorenzo al Mare ex stazione ferroviaria

San Lorenzo al Mare è un pugno di case e un campanile battuto dal vento; la sua stazione ferroviaria dismessa è diventata un parcheggio affacciato sul mare. Il suo territorio misura poco più di un chilometro quadrato. Dalla foce del torrente San Lorenzo, nel 1284, parte una galea con 62 marinai a bordo per appoggiare la Repubblica di Genova contro Pisa, nella decisiva battaglia della Meloria. Suggestiva è la posizione della (ex) stazione ferroviaria di San Lorenzo – Cipressa, affacciata sul mare, ora dismessa e alle cui spalle transita la pista ciclabile che ha sostituito la Ferrovia dei Cipressi, che descriverò in conclusione.

San Lorenzo al Mare, chiesa e abitato visti dalla ex stazione

San Lorenzo al Mare è il Comune più piccolo in Liguria e più alta densità abitativa. Visto dall’alto, l’abitato ricorda la forma di un’ancora, diviso in due dal torrente omonimo. Costarainera deve il suo nome alla famiglia Raineri, che l’ha fondata nel corso del XIII secolo. Affacciata sulla Via Aurelia, sbuca all’improvviso la mole dell’ex Istituto Elioterapico Giuseppe Barellai. Il grande edificio, dopo una complessa cessione immobiliare, dalla locale USL a un gruppo milanese, è stato ristrutturato per ospitare una residenza per anziani. L’edificio originario è stato definito “un significativo esempio di sanatorio antitubercolare della prima metà del XX secolo”.

Giuseppe Barellai (Firenze, 1813 – 1884), benefattore e fondatore di ospizi marittimi, ha umili origini e riesce a laurearsi in medicina. Nel 1856 apre il primo ospizio marino per la cura della tubercolosi, scrofolosi e rachitismo nei bambini. Nel 1870 è promotore della costruzione dell’ospizio marino di Porto Santo Stefano, in Toscana, sul viale che oggi porta il suo nome. Soffre egli stesso di tubercolosi, muore nella sua abitazione fiorentina nel 1884 e viene sepolto al cimitero della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze, il camposanto di Pinti.

Costa Rainera Ex Istituto Elioterapico Barellai

Di fronte al complesso di Costa Rainera una breve stradina asfaltata sale a un parco pubblico, oltre il quale si trova il soprastante ex Ospedale Filippo Giacomo Novaro, che si innalza su quattro piani e una superficie di oltre 14.000 mq.; un centro specializzato per la cura delle malattie polmonari, costruito negli Anni Trenta del Novecento e ormai inattivo da oltre dieci anni, recintato e inaccessibile (lo si intravede attraverso il bosco), di proprietà della Cassa Depositi e Prestiti. Filippo Giacomo Novaro nasce a Diano Serreta di Porto Maurizio nel 1843 e muore a Diamo Marina nel 1934. Nel 1908 è nominato Senatore del Regno d’Italia per speciali meriti scientifici (al Senato, siede nelle fila dell’Unione Democratica Sociale, poi Unione Democratica). Sarà Direttore del Museo Riberi dell’Ospedale San Giovanni di Torino (Molinette), fra il 1868 e il 1869.

Santo Stefano al Mare, prima dello sviluppo degli Anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, aveva una spiaggia simile a una fascia sassosa battuta dalle mareggiate, non esisteva la passeggiata a mare e la strada litoranea si interrompeva sotto la torre; le strutture ricettive erano costituite da un albergo e pochi ristoranti. Oggi una curiosa torre ennagonale (a nove lati) è sede del Comune. In antichità era chiamato Villaregia. Nel 1049 la Contessa Adelaide di Susa dona il borgo, che in seguito diventa il Principato Monastico di Villaregia , ai monaci benedettini dell’Abbazia di Santo Stefano di Genova, dipendente dall’Abbazia di Bobbio; S. Stefano lega, così, il suo nome a questa località. La generosa donazione di Adelaide, in un sistema amministrativo e politico oggi a noi indecifrabile, nella lotta fra Papato e Impero, comprendeva anche i feudi di Cipressa, Civezza, Costarainera, Pietraburna, Pompeiana, Riva Ligure, San Lorenzo al Mare, Terzorio, Taggia e una parte di Castellaro.

Ex casello di Riva Ligure

L’ultima tappa di questo mio viaggio è Riva Ligure. Qui l’Oratorio di San Giovanni, nel carrugio principale, ospita affreschi restaurati come sinopie e la copia del quadro con l’antica parrocchiale di San Maurizio e l’antica abbazia benedettina di Santo Stefano (sul monte). Questo luogo di spiritualità appare per la prima volta in un documento del 1029 e poi nella donazione della Contessa Adelaide di Susa nel 1049. Quando l’abbazia estende i suoi domini da Santo Stefano al Mare a Riva Ligure, in questo secondo paese, nel 1217, l’Abate promulga la prima Carta Statutaria della Liguria Occidentale. Nel corso del XIII secolo passa ai monaci di Lérins (come avviene, più a nord, al monastero sull’isola di Bergeggi). Cinque incursioni di pirati, fra il 1551 e il 1562, portano al rapimento di gran parte della popolazione locale; la contemporanea distruzione di molte abitazioni suggerisce di edificare una fortezza difensiva sul mare (ora abitazione privata).

A Palazzo Lombardi, nel 1714, viene ospitata Elisabetta Farnese, promessa sposa al Re Filippo IV di Spagna. Nel suo viaggio tocca molte località italiane: proveniente da Borgotaro, in Emilia, scavalca il Passo Cento Croci e giunge a Varese Ligure, poi si ferma a Sestri Levante (nel palazzo del nobile Giovan Carlo Brignole, oggi Hotel Villa Balbi) e prosegue lungo tutta la costa ligure, fino a giungere in Francia. Siccome i mezzi di trasporto utilizzati dalle classi sociali più elevate erano i cavalli e le carrozze, mi vien da pensare a un codazzo di persone e animali che si sposta fra paesi e paesi, fra città e capoluoghi, guardato con curiosità dai popolani intenti a svolgere i loro lavori usuali.

Riva Ligure. Qui è sepolto Francesco-Pastonchi

In quel periodo, pur nelle sue ristrettezze, la vita a Riva Ligure è un perfetto equilibrio tra mare e campagna, si pesca e si coltiva per vivere. Su un lato del palazzo una lapide molto sbiadita ricorda il poeta Francesco Pastonchi (Riva Ligure, 31 dicembre 1874 – Torino, 29 dicembre 1953), che in questo paese ha iniziato la sua vita e vi è tornato, in un sepolcro monumentale, dopo aver vissuto e insegnato a Torino.

Che cos’era la cosiddetta Ferrovia dei Cipressi, che collegava tutte queste località rivierasche? Questo soprannome nasce dal fatto che il binario, in gran parte unico, era costeggiato da lunghe file di cipressi; il nome della pianta è rimasto a una località rivierasca resa famosa dalla corso ciclistica Milano – Sanremo.

L’antica ferrovia Genova – Ventimiglia che percorre lungo questo tratto della Liguria di Ponente, completata nel 1872, ha sofferto fin dagli inizi i problemi di traffico merci e passeggeri dovuti alla gestione di una tratta a binario unico. Nel corso dei decenni è stata faticosamente ampliata con alcuni raddoppi di binario, deviando o spostando il percorso originario. In origine, la ferrovia attraversa orti e paesi, e sfrutta spesso la sottile striscia di terra tra il mare e la strada statale Aurelia, che affianca nella maggior parte del suo percorso. Dopo Imperia, le stazioni sulla linea, destinate principalmente al cosiddetto “incrocio dei treni” per sopperire al binario unico, erano: San Lorenzo – Cipressa, Santo Stefano – Riva Ligure, Arma di Taggia, Sanremo, Ospedaletti.

La nuova linea ferroviaria, costruita all’interno, ha portato alla dismissione delle stazioni sulla vecchia litoranea. Lo spostamento a monte della rete ferroviaria ha cambiato la fisionomia della Riviera ligure di Ponente: la realizzazione di una pista ciclabile sull’ex tracciato ferroviario ha contribuito a incrementare l’offerta turistica della zona, ha liberato Sanremo e i piccoli borghi da una linea che spezzava in due i paesi, disseminati di passaggi a livello e angusti sottopassi di difficile percorrenza per auto e pedoni.

I treni antichi e le ferrovie dismesse possono trovare in rete molti ammiratori e appassionati: grazie a loro è possibile rivivere la vecchia Ferrovia dei Cipressi San Lorenzo – Ospedaletti attraverso contributi fotografici, scansioni di cartoline d’epoca e filmati amatoriali riversati da vecchie cassette VHS in cui si può realmente “ripercorrere” tutta la linea, in alcuni casi “vista” dai macchinisti dei locomotori.

Ezio Marinoni

 


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