Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ci hanno lasciato. Alassio Nino Damonte (già famiglia di imprenditori), Albenga, avv. Nicola Durante. Garlenda, l’ex sindaco Giuliano Miele


Tre lutti, tre personaggi, nel ponente savonese. L’alassino Giovanni (Nino) Damonte, l’ingauno Nicola Durante avvocato della quarta generazione di uno studio fondato nel 1831. Giuliano Miele ex sindaco di Garlenda.

Nino Damonte era stato tra gli anni sessanta e novanta un imprenditore di successo,

Nino Damonte durante la sua testimonianza davanti ai giudici del tribunale di Savona nel maxi processo (1983) Teardo (foto archivio Trucioli.it)

primogenito maschio di una famiglia facoltosa, stimata. Papà Giovanni era al timone, persona schiva, perbene, gran signore. La loro attività comprendeva l’edilizia privata e appalti pubblici, lavori nelle strade e ponti (si pensi a quelle che unisce Piaggia (Briga Alta) a Monesi di Triora e che fu al centro di un’inchiesta giudiziaria. Nino, dopo la morte del capostipite, ha preso le redini con il fratello Bruno. Sono seguiti anni difficili in cui non sono state tutte rose e fiori. La storia dei Damonte impresa meriterebbe ben altro spazio. In pratica tra primi importanti precursori, con la famiglia dei banchieri ed imprenditori immobiliari Galleani, dello sviluppo edilizio alassino, ma soprattutto importante punto di riferimento (con i fratelli Ghigliazza di Finale Ligure) nei lavori pubblici della nostra provincia.

Avevamo incontrato Nino, l’ultima volta da cronisti, nei primi anni duemila, al ristorante La Palma di Alassio. Abbiamo rivissuto i ricordi, in gioventù, di Alassio by night, le indimenticabili serate, spesso fino all’alba, al Tabù del compianto Mario Marchesini.

Nino era considerato un golden boy, latin lover di successo, ammirato e invidiato. Con la sua Porsche decapotabile, le sue bellissime conquiste tra le vichinghe che a quei tempi arrivano, a flotte, per vacanze e la spiaggia dorata. La stagione al ‘Tabù’ e non solo iniziava a Pasqua e si protraeva a fine ottobre. Alassio capitale in Riviera del divertimento notturno, con il suo prestigioso Roof Garden Caffè Roma, il caffè concerto Balzola, il suo primo disco Whisky a Gogo. Un turismo di stranieri e di una certa élite. Non mancavano facoltosi imprenditori della Baviera in compagnia di stupende ‘fanciulle’. Ma anche nomi di spicco dell’industria italiana. E Nino Damonte che non gli mancava certamente l’agiatezza poteva competere, si trovava a suo agio.

Si è saputo della morte di Nino dai manifesti funebri, una decina di giorni dopo il decesso. Le ultime notizie, da conoscenti, è che viveva in un antico ‘mulino’ ristrutturato a Cisano sul Neva e spesso per pranzo raggiungeva un bar-trattoria di Bastia d’Albenga, sulla statale, ai confini con Leca d’Albenga. Indietro negli anni aveva avuto seri problemi al cuore e si parlava di un delicato intervento a cui si era sottoposto a Londra. Difficile dimenticare quel giovane biondo e aiutante che animava, con la sua presenza, il suo garbo, mai fuori le righe, le notti alassine nei locali del divertimento.

Un’ultima nota. Da cronisti di giudiziaria avevamo seguito dall’A alla Z, dall’inchiesta, agli avvisi di garanzia, agli arresti, il clamoroso e dirompente per la politica ligure, ‘caso Teardo’ (poco meno di 20 miliardi di lire di tangenti per l’accusa). Dalla prima sentenza in tribunale a Savona, alla Corte d’Appello, alla Cassazione. Tra imputati, parti lese (molte parti civili), testimoni. Eravamo presenti quando deposero Nino e il fratello Bruno. Soprattutto per Nino fu un interrogatorio ‘spinoso’ c’erano in ballo ‘tangenti’ ma anche l’attentato dinamitardo ai danni di un caterpillar nel cantiere che realizzava un ponte sul Letimbro a Savona, in prossimità del Palazzo della Provincia.

Conclusione giudiziaria. Gli imputati Teardo, Capello, Abrate, Sangalli, Dossetti e Siccardi chiamati a risarcire spese per 3 milioni e 600 mila (danni a parte da liquidarsi in sede civile) a Bruno e Giovanni (Nino) Damonte. Ignoriamo tuttavia quale si stata la sorte definitiva del risarcimento, ovvero quanto sia stato versato.

Gli avvocati Cosimo Costa e Nicola Durante (di profilo)

2/LA SCOMPARSA DELL’AVV. NICOLA DURANTE –  Papà Santino era personalità assai conosciuta nel ponente ligure. E’ stato per un breve peridio ‘podestà’ ad Alassio, negli anni ’60-70 consigliere comunale e capogruppo di minoranza (PLI) ad Albenga, candidato alle provinciali. Professionista colto, sapiente e gran oratore, aveva tra i suoi clienti molte famiglie facoltose della zona. Curava gli interessi di alcuni possidenti genevesi con proprietà terriere nella piana ingauna, a Ceriale e Peagna. Nello studio ha mosso i primi passi della vita professionale il figlio Nicola (un secondo figlio aveva preso un’altra strada e viveva fuori Liguria). Nicola che si era poi ritrovato ad ereditare l’attività dell’avviato studio legale. E’ stato un professionista serio, molto apprezzato per la sua proverbiale correttezza con i clienti e con i colleghi. Stimato dai giudici del tribunale civile, occupandosi in particolare di contenzioso civile.

Nicola, orgoglioso degli eredi (una figlia giornalista, un figlio medico specialista, un altro figlio avvocato a Torino), ci aveva invitato ad una solenne serata nei locali del ristorante-bar di Marina di Loano.

Il suo buen ritiro, per una serena e meritata vecchia, sempre assistito dai famigliari, nella villa con parco di Salea d’Albenga. Durante gli anni della professione era stato ripetutamente eletto nel consiglio dell’Ordine degli Avvocati della provincia di Savona.

3/Garlenda lutto per l’addio all’ex sindaco –

Giuliano Miele già sindaco di Garlenda per due mandati elettorali

Stroncato da un malore improvviso mentre si trovava nella sua abitazione è morto Giuliano Miele, 79 anni, ex sindaco di Garlenda. Sono dovuti intervenire i pompieri per aprire la porta dell’abitazione. Miele viveva con la moglie anziana ed inferma. La notizia della scomparsa che ha profondamente colpito tutta la comunità del paese dell’entroterra  albenganese. Miele era stato sindaco per due mandati a Garlenda. Legato a Forza Italia, aveva iniziato la carriera amministrativa a Savona, poi nel 2004 era stato candidato dal gruppo civico Collaborazione e Porogresso Garlenda’.

L’attuale sindaco avv. Silvia Pittoli era stata sua vice per dieci anni e Alessandro Navone lo aveva affiancato dal 2009 come assessore. “Pur non essendo di Garlenda, e avendo una carattere “particolare”, a modo suo, ha voluto bene a Garlenda e ha fatto tanto in quei 10 anni”, lo ricordano in paese. Miele teneva molto all’Associazione Antiche Vie del Sale di cui Navone è presidente. Ne è stato fondatore e grande promotore, ancora oggi rivestiva il ruolo di Direttore Generale.
Miele era stato uno dei promotori della prima vittoria del centrodestra a Savona dopo molto tempo negli anni 90/2000. Aveva inoltre rivestito diversi ruoli nel direttivo ANCI e in Comunità montana. Tra le sue caratteristiche quella di replicare, se veniva chiamato in causa con critiche che potevano ledere la sua onorabilità, con rettifiche ai sensi della legge sulla stampa. Insomma molto rigore nella difesa del suo onore di pubblico amministratore e politico.
RICEVIAMO dal capogruppo in Regione Angelo Vaccarezza della lista ‘Cambiamo con Toti’-

CIAO GIULIANO, ancora una volta, sono costretto a salutare un amico.

Se penso a Giuliano Miele, la prima parola che mi viene in mente è positività. Non c’è mai stata una volta, negli anni in cui ho avuto la fortuna di collaborare con lui quando era Sindaco di Garlenda e io Presidente della Provincia, in cui non venissi accolto da un sorriso.
Il percorso fatto insieme, dal lavoro per la nascita di Forza Italia agli anni in Comune, mi ha permesso di conoscere un uomo perbene, rispettoso del prossimo, poco incline alla politica urlata, molto attento alle necessità del territorio.
Ciao Giuliano, possa la terra esserti lieve.

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