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Savona, Aldo Pastore ‘medico di fabbrica per salute & lavoro’. Una vita spesa per solidarietà e uguaglianza, cultura e altruismo 2/La vocazione per gli altri

La scomparsa di Aldo Pastore colpisce profondamente i militanti della sinistra e del movimento democratico savonese, privandoli di un punto di riferimento essenziale nelle battaglie da condurre in difesa della Costituzione Repubblicana. 2/La vocazione per gli altri….

di Associazione “Il rosso non è il nero”

Aldo Pastore e Francesco Gervasi nella ‘sfida’ a sindaco vinse l’ingegnere del centro destra

Per l’affermazione di quei valori di solidarietà e di uguaglianza per i quali Aldo aveva speso la sua vita fatta di cultura, intelligenza politica, capacità di prodigarsi per gli altri.

Classe 1930, figlio di una delle più fiere famiglie antifasciste della nostra Città, laureatosi in medicina aveva interpretato al meglio il ruolo del “medico di fabbrica” lavorando per primo sul tema del rapporto “salute/lavoro”, fin dal 1962 quando aveva presentato una fondamentale analisi riguardante la nocività delle lavorazioni all’ACNA di Cengio.

Assessore al Comune di Savona dal 1970 era stato letteramente “l’inventore” della nuova rete dei servizi sociali, imperniata sull’assistenza domiciliare agli anziani e sulla costruzione di invidiabili strutture dedicate all’infanzia.

Eletto alla Camera dei Deputati con le elezioni del 3 giugno 1979 aveva contraddistinto la sua attività parlamentare con una serie di iniziative legislative riguardanti i temi della sanità e del sociale di assoluto rilievo sul piano nazionale. Conclusa la sua funzione alla Camera dei Deputati aveva presieduto a lungo le Opere Sociali di NS di Misericordia: nel frattempo le vicende interne del PCI, cui apparteneva dall’inizio degli anni’60, lo avevano portato ad opporsi alla “svolta” che aveva portato alla trasformazione del Partito.

Una opposizione non svolta in nome di una visione arretrata e conservatrice della funzione dei comunisti nel nostro Paese, ma piuttosto vedendo nella proposta di mutamento di natura del Partito un punto di vero e proprio “ritorno all’indietro” rispetto ai prioritari compiti di presidio della solidarietà sociale cui fino a quel momento i comunisti italiani avevano adempiuto.

La sua vocazione unitaria lo aveva portato a candidarsi a Sindaco di Savona con le elezioni del 1994: la sua candidatura pur ottenendo un grande successo popolare (oltre 20.000 voti di preferenza) non era riuscita per ragioni diverse, anche interne allo schieramento che avrebbe dovuto sostenerlo, e che andrebbero ancora indagate.

Pastore aveva comunque continuato le sue battaglie in difesa dei ceti più deboli, della sanità pubblica, dell’ambiente continuando a presiedere la Pubblica Assistenza Croce Bianca e animando capacità di riflessione e di iniziativa delle parti più avanzate della democrazia savonese.

Scrittore di grande capacità comunicativa aveva scritto pagine indimenticabili sia sulla nostra Città con la raccolta dei suoi scritti pubblicati settimanalmente dal “Letimbro”, sia nel campo della sua grande passione musicale (fondamentale il testo sui personaggi femminili nell’opera lirica) e sull’umanizzazione della scienza, tema trattato in “Scienza e Utopia”.

La nostra Associazione era stata onorata di accogliere la sua adesione, grande stimolo per il nostro lavoro, e il suo impegno nell’ultima campagna elettorale per l’elezione del Sindaco di Savona, dove Aldo non aveva lesinato l’impegno per sconfiggere la destra.

Il Coordinamento dell’Associazione “Il Rosso non è il Nero”

LA SO.CREM – Nell’occasione dolorosa della scomparsa di Aldo Pastore il consiglio direttivo della SO.CREM (Società per la Cremazione) di cui l’on.Pastore era socio e a lungo dirigente intende esprimere un pensiero riverente verso la memoria di una grande figura che ha illustrato il nostro territorio con la sua profonda umanità, la sua conoscenza dei problemi sociali, economici, culturali, la sua capacità di rappresentare al meglio la nostra realtà nei massimi consessi repubblicani.
Pastore ha dimostrato doti di preveggente amministratore pubblico con la sua capacità di incontrare i bisogni della popolazione traducendoli in operatività concreta, rappresentando idee nuove come fu nel caso dell’assistenza domiciliare agli anziani e della rete degli asili – nido.Un uomo capace di vedere i problemi della nostra società, affrontarli e risolverli: un porto sicuro cui approdare.
IL CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA SO.CREM di Savona

ALDO PASTORE: LA VOCAZIONE PER GLI ALTRI

di Franco Astengo, Elio Ferraris, Bruno Marengo, Sergio Tortarolo

E’ già stato scritto: la scomparsa di Aldo Pastore ha privato il movimento democratico savonese di uno dei suoi più saldi punti di riferimento nella storia di questi ultimi cinquant’anni. Attraverso il beneficio della memoria sono state percorse le tappe del suo impegno culturale, sociale e politico: da erede della più limpida tradizione antifascista, alla militanza nel PCI, all’aver ricoperto incarichi di grande reponsabilità nell’amministrazione della Città, a livello nazionale e nel presiedere alcune delle istituzioni più care ai savonesi.

Nel cercare di analizzare al meglio possibile la sua opera appare necessario addentrarci meglio in un aspetto che forse potrebbe apparire in un qualche modo marginale.

Aldo Pastore è stato prima di tutto un medico: lo è stato al di là dell’aver sempre mantenuto l’esercizio della professione anche nei momenti di maggior impegno politico e istituzionale nella Camera dei Deputati, quando tornava al venerdì da Roma e continuava a ricevere i suoi pazienti appartenenti,per la gran parte, a quella classe operaia che costituiva ancora il nerbo vitale della “Savona del Lavoro”.

Aldo ha esercitato il mestiere di medico diremmo in una forma di “vocazione per gli altri“: una sorta di ” credo” recitato laicamente nel corso della sua fatica quotidiana che lo portava a far coincidere la salute pubblica con l’idea profonda del miglioramento complessivo delle condizioni di vita dei ceti più umili, nel segno della solidarietà e dell’uguaglianza.

Così è stato in quella sua prima inchiesta sulle condizioni di lavoro all’ACNA di Cengio attraverso la quale si sollevò finalmente il tema del rapporto tra salute in fabbrica e condizione generale del territorio, in tempi nei quali questo livello di analisi era totalmente trascurato anche dalla sociologia più attenta alle condizioni del mondo del lavoro.

Così è stato con la vera e propria “invenzione” dei servizi sociali a Savona nel duplice riferirsi all’infanzia costruendo la rete degli asili nido e agli anziani con l’assistenza domiciliare.

Lavorando in quella direzione Pastore dimostrò anche una peculiarità dei comunisti di allora, ben oltre gli ideologismi e le dispute politologiche: la peculiarità rappresentata dal rivolgersi al “concreto” e alla possibilità di applicazione della scienza alla vita di tutti i giorni, alla condizione materiale di donne e uomini (non ha caso una delle sue opere più importanti ha il titolo “Scienza ed utopia“).

In quel modo Pastore incontrò altri filoni del pensiero solidaristico ed egualitario: da un socialismo con venature “fabiane” ai principi di sussidiarietà di matrice cattolica. Quegli incontri posti furono posti su di elevato piano etico e culturale dando anche spunto a pubblicazioni importanti dedicate sia alla realtà locale sia a una visione globale dello sviluppo e del futuro.

Gli scritti di Aldo Pastore hanno così testimoniato di una ricerca aperta tra descrizioni e riflessioni di un umanesimo intenso e moderno. Savona ha goduto nel corso del tempo della presenza di medici che hanno corrisposto agli ideali pratici cui si è ispirato Aldo Pastore : viene spontaneo così collocare la sua opera in un filone savonese partito da Ambrogio Aonzo, il medico socialista filantropo capace di percorrere le strade della piccola Savona della fine dell’800 per assistere gratis i poveri e nel contempo condurre grandi battaglie in consiglio comunale a favore della sanità pubblica e dell’igiene urbana,

Un itinerario storico attraversato da altre figure delle quali ricordiamo soltanto pochi nomi come quelli di Corrado Perelli, Armando Poggio, Franco Varaldo. Persone da non dimenticare cui accostare la memoria di Aldo Pastore.

DALL’ARCHIVIO DI TRUCIOLI.IT

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