Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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“Le Mie Alpi”, io scrivo ai giovani fotografi…
E saggio esempio di 18 comuni dell’Intemelia


Le Alpi del Mediterraneo sono state candidate dall’Italia, il 30 gennaio scorso, a Patrimonio Mondiale Unesco. Si tratta di una candidatura transnazionale che il nostro paese ha presentato anche per conto della Francia e del Principato di Monaco. Tutto il territorio interessato è all’interno di parchi come  Alpi Marittime, Marguareis, Alpi Liguri, Mercantour.  Al centro della candidatura c’è la storia geologica di un sito, con particolare riferimento al complesso carsico del Marguareis, dove soltanto 70 chilometri separano il ghiacciaio più a sud delle Alpi, l’Argentera, dagli abissi più profondi del Mediterraneo occidentale davanti a Monte Carlo e ai 5000 metri di dislivello tra i 2500 m.slm dell’Argentera e i 2500 m. di profondità a poche miglia al largo di Monte Carlo.

Con piacere ed entusiasmo mi rivolgo ai giovani amanti della fotografia e della montagna per segnalare loro la recente, lodevole iniziativa del Parco naturale regionale delle Alpi Liguri. Trattasi del Concorso Fotografico “Le Mie Alpi”. I  tre temi previsti sono: Geologia e Paesaggi; Flora e Paesaggi; Fauna e Paesaggi. Le ispirazioni nel Parco Alpi Liguri sono infinite; infinite e di pregio, alcune uniche come certi paesaggi. Nelle nostre Alpi Liguri, anche dette Alpi del Mare, la flora è costituita da ben 2500 specie botaniche, molte delle quali crescono rigogliose dal livello del mare fino a oltre 2000 m. di altitudine. Le piante superiori, tra le quali oltre 50 specie spontanee di orchidee, con felci, funghi e licheni raggiungono un primato, in termini numerici di specie, pari a circa un quarto dell’intera flora italiana.

La fauna non è da meno; aquile, falchi, ermellini, camosci, cervi e stambecchi solo per citare alcuni principi delle nostre vette. Il tema Geologia e Paesaggio richiama fatalmente alla mente le bizze della crosta terrestre in quel di Monesi. E al riguardo rivolgo, ai giovani che vorranno partecipare al citato concorso fotografico, la preghiera di sfruttare questa opportunità, facendo parlare le immagini a favore della ricostruzione di Monesi.

Vale la pena di ricordare, ai giovani, com’era Monesi fino agli anni ’80. L’hanno scritto e riscritto centinaia di volte. Eppure Monesi come si ascolta, soprattutto in tivù, locale, regionale e nazionale, non è mai una priorità di crescita, sviluppo, negli interventi dei politici, degli imprenditori, dei sindacati, della maggiori associazioni di categoria, nel mondo della finanza. Non lo merita ? Non lo merita la valle ? Non si rendono conto che si tratta dell’unica stazione sciistica del ponente ligure ? Una stazione sciistica nata con la seggiovia più lunga d’Europa con i suoi 2352 m. e 700 di dislivello; fu inaugurata nel dicembre 1954 preceduta da tre skilift, una pista illuminata per lo sci notturno, ampia tavola calda capace di 500 coperti a pasto, pista per pattinaggio su ghiaccio e piscina riscaldata fruibili tutto l’anno, infermeria per primo soccorso dotata di apparecchiatura in grado verificare le conseguenze delle inevitabili cadute dagli sci, l’ottimo albergo-ristorante Redentore e il night club Piccadilly.

In altre parole, come si leggeva sui quotidiani, una piccola Svizzera, a un’ora d’auto dalla costa. Dalla metà degli anni ‘80 iniziò il declino e da allora i seguenti sei alberghi hanno chiuso i battenti: Redentore a Monesi di Triora, e La Capanna a Monesi e Gran Baita a San Bernardo di Mendatica, Cacciatori e La Campagnola a Mendatica, Mongioie a Nava. Sei alberghi con ristorante occupavano non meno di 30 addetti in un comune che conta circa 185 abitanti dei quali solo una ottantina sono in età lavorativa compresa tra i 20 e i 65 anni. A questi vanno aggiunti alcuni commercianti; hanno chiuso due macellerie a Mendatica, alcuni artigiani ecc.

Tutto ciò è accaduto nell’indifferenza dei due comuni capoluogo: Triora per Monesi di Triora e Mendatica per Monesi di Mendatica. Una divisione anacronistica e dannosa che ha di fatto contribuito tacitamente al declino di Monesi. E’ noto che Triora incassa l’IMU, sulle seconde case di Monesi, ma non ha mai investito in promozione turistica.

Ora facciamo tutti la nostra parte affinché si possa ritornare agli splendori passati, pur adeguandoci ai tempi. Aiutiamo con la nostra presenza, e con le foto, l’eroica resistenza dei gestori del ristorante Vecchia Partenza, Annalisa Lanteri dello storico Bar Vittoria e dell’amico Maestro di sci Walter Gandolfo, titolare di un simbolo, l’Albergo-Ristorante Settimia a San Bernardo di Mendatica; quella è la sola bandiera rimasta sulla strada di Monesi. Dobbiamo impedire che quella bandiera cada sotto i colpi dell’incuria e dell’eccesso di burocrazia. A proposito, Walter riaprirà il primo di aprile, per Pasqua! (non sarà un pesce d’aprile)

E’ bello ricordare che molti turisti tedeschi, francesi e inglesi, al pari o forse più di noi italiani, apprezzano e frequentavano Monesi, Saccarello, le Navette e sono in attesa di ritornare. Chiediamo al Redentore, alla Madonna del Frontè, all’Angelo di Piaggia, maestosi e solitari custodi di questi inverni disumani, e ai giovani fotografi, il miracolo della rinascita di Monesi. Il termine per le iscrizioni al concorso è il 16 del prossimo marzo; le iscrizioni sono riservate a giovani talenti dell’arte fotografica con età inferiore ai trenta anni. Primo premio 500,00€. Parco Alpi Liguri  info@parconaturalealpiliguri.it  +39 0183 75 33 84

Rinaldo Sartore

E L’ALTALENA PROSEGUE SEMPRE A CACCIA DI FINANZIATORI: QUI NON SI FANNO I FUOCHI ARTIFICIALI

DALLA COLLINA AL MARE: 18 COMUNI IN SINERGIA, BASTA DOPPIONI E CONCORRENZA

Ventimiglia il giorno della firma della convenzione tra i 18 comuni del ponente imperiese

I Comuni di Pigna e Rocchetta Nervina in val Nervia, insieme ad altri 16 Comuni dell’estremo Ponente Ligure, da Ospedaletti a Ventimiglia, hanno di recente siglato un nuova convenzione turistica, denominata InRiviera.

Un progetto con finalità di condivisione, sinergia e promozione del territorio e che ha come mission quella di elaborare una politica turistica unica fra la costa e l’entroterra, per un nuovo rilancio (PAROLA SPESSO ABUSATA) della Provincia e degli operatori del settore.

Gli obiettivi principali saranno quelli di creare un marchio comune, realizzare un calendario condiviso di eventi e manifestazioni, attività, iniziative e prodotti pubblicitari per la promozione turistica del territorio e la gestione integrata dell’accoglienza turistica.

I comuni che fanno parte di questo consorzio sono Airole, Apricale, Bordighera, Camporosso, Castelvittorio, Dolceacqua, Isolabona, Olivetta San Michele, Ospedaletti, Perinaldo, Pigna, Rocchetta Nervina, San Biagio della Cima, Seborga, Soldano, Vallebona, Vallecrosia e Ventimiglia.

Tra le tematiche discusse ed ascoltate a Imperia Tv i proventi della ‘Imposta di Soggiorno’ sulle attività ricettive: l’obiettivo è che resti interamente sul territorio, dunque no ad eventuali storni a livello provinciale. Il capo redattore Andrea Pomati (collaboratore de La Stampa ed Il Secolo XIX – Imperia) ha ricordato il “buon esempio del fare che si riunisce , dialoga e vuole guardare al futuro, programmare tutto ciò che ruota attorno al mondo del turismo. Un obiettivo è pure la messa in opera di un Consorzio operante entro il 2019, capace di valorizzare le palestre a cielo aperto, il vantaggio di temperature miti per gran parte dell’anno, e non perdere quell’identità della tradizione, del valore aggiunti nell’enogastronomia. Occorre perseguire soprattutto la sfida della qualità totale. E’ la prima volta, si è fatto notare, che in Liguria tanti comuni spesso al centro di inconcludenti e deleterie lotte di campanile, si uniscono sottoscrivendo accordi e strategie precise. Imperia che del resto ha già dato buoni esempi verso la fusioni di piccoli comuni. Sul solco maestro di quell’Europa dove negli stati del Centro e Nord, le piccole entità non esistono più da decenni. Purtroppo una certa politica ha alimentato per interessi inconfessabili le divisioni. Aver sancito che in futuro si percorre la ‘cultura dell’unità di obiettivi, di intenti, di programmazione’ è un risultato importante. Bisognerà solo fare i ‘cani da guardia’ nei tempi e nel rispetto delle promesse sottoscritte da tutti.


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R. Sartore

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