Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Ivg cambia direttore dopo gli “anni d’oro” con Felix Lammardo

Era il 7 settembre 2017 e il nano trucioli.it annunciava il cambio di direzione a Ivg.it (VEDI….) piccolo colosso editoriale della provincia di Savona, titolando “Attacco muscolare…”. Sono trascorsi quattro lunghi mesi e la ‘profezia’ si è avverata. L’editore puro Matteo Rainisio continua l’ascesa: lettori in continuo aumento, oltre 50 mila quelli dichiarati. ‘Qualità del prodotto’, le inchieste scottanti, giornalismo d’assalto,  approfondimenti esemplari ? Con la regia del professionista  direttore Federico De Rossi che correva a destra e a manca alla stregua del soldatino. Ora il pubblicista Andrea Chiovelli, ricco di doti, e da un anno collaboratore dell’Ansa per la provincia di Savona. E non poteva mancare per Ivg.it, con l’esordio radioso del 2018, la conquista dell’ufficio stampa del Comune di Loano, un contrattino da 36 mila Euro, Iva esclusa. Leggi anche: Il Corriere della Sera apre una redazione a Genova.

Federico De Rossi, giornalista professionista, ex direttore responsabile di Ivg.it

Il buon Federico De Rossi castigato, sacrificato? Non sia mai detto, quando abbiamo annunciato che il cambio di direttori era dietro l’angolo non sapevamo che “devo lasciare la direzione della testata per motivi famigliari e personali, legati in primis alla mia separazione, che mi ha costretto ad un cambio radicale di vita e organizzazione quotidiana. Un riassetto complessivo e doloroso – fa sapere il collega – ma dovuto verso i miei due figli”.  Come non essere solidali e comprensivi.  C’è chi ritiene sia utile non mettere in piazza la vita famigliare con quella del lavoro, ma sono scelte da rispettare.

De Rossi che lo vedevi impegnato da mattino a tarda sera, mai sorridente, sempre serio e teso, quasi burbero, ha tirato il carro senza badare alla qualifica. Dal 2014 sulla plancia di comando e quanto a mole di lavoro poteva essere orgoglioso. E  ora si impegna “a proseguire come redattore, cronista e giornalista, in attesa di altri importanti incarichi editoriali”. Insomma un commiato consensuale e ‘fraterno’ non proprio come accadde, a quanto si dice, con Felix Lammardo, diventato un punto di riferimento su “lidi opposti”, quelli del gruppo di Savonanews-Sanremonews-TargatoCn.

Andrea Chiovelli, giornalista pubblicista, neo direttore di Ivg e Genova 24.it

E cosa si augura il neo direttore dello staff redazionale Andrea Chiovelli? L’esperienza non manca, lui arriva dalla città capoluogo, fa parte della ‘famiglia Ivg’ dal 2014. Quell’editore che Chiovelli descrive  con espressioni carine ( “..è antipatico e sta sul culo a molti nell’ambiente. E ci avete pure ragione, e non lo nascondo mai a nessuno: con gli “avversari” è rognoso, scontroso, competitivo all’eccesso, e per questa cosa ci litigo ogni due giorni…”)  fa a sua volta sapere: “ad Andrea auguro buon lavoro, è il terzo direttore di Ivg.it che quest’anno compirà 12 anni, e di Genova 24.it che esiste da otto, un anno già iniziato alla grande  con il lancio del progetto Ivg/young, portato avanti proprio da Chiovelli, la nostra redazione continuerà a crescere con l’obiettivo di fare informazione locale in tempo reale”.  Lo stesso Chiovelli protagonista di una querelle che ha fatto discutere gli addetti i lavori (leggi qui). Allora… qualità soprattutto, indipendenza dalla manna pubblicitaria dei Comuni, delle Pro Loco, delle Associazioni di Categoria, e dai privati. Le notizie gradite o sgradite si daranno tutte. Non è una notizia, ad esempio, che dopo 30 anni lasci il porto di Loano, il ristorante pizzeria Sestante, né che se ne sia andato un big come Zeffirino. Edinet curava e cura l’ufficio pubbliche relazioni della Marina di Loano. Non c’è conflitto di interessi? Qui siamo in periferia e per poche migliaia di euro. Gli esempi di giornalismo libero potrebbero continuare. Bisogna dire che la politica più nobile ed i lettori più attenti apprezzano e premiano il ‘modello Rainisio’ che c’entra come i cavoli a merenda con l’antipatia.

Ad esempio il mini trucioli che fa informazione da ‘amici degli amici’ è malvisto, bersagliato da continue smentite, quindi non affidabile, incapace di riservatezza e privacy. Ma per i cinque lettori rimasti va bene così.

E per la ‘misera’ cifra di mille euro al mese netti, per tre anni, rinnovabili, Edinet dell’editore Rainisio si è aggiudicata, con pieno titolo, l’appalto dell’ufficio stampa del Comune di Loano. Un bando divulgato in tutte le sale possibili ed immaginabili, ne erano all’oscuro solamente quel Tommy Marinelli, pubblicista, fotorepoter per La Stampa, titolare di un blog (Mediagold), la loanesissima e diligente Mara Cacace (collaboratrice di Savona News) ed altri giovani aspiranti. Chi non ha dubbi che tutti lo potessero sapere è Luca Berto, giovane promessa che Il Secolo XIX non ha saputo valorizzare, e che fa parte dello staff di Ivg per il comprensorio loanese: “Al bando hanno partecipato tre soggetti, si tratta di Edinet e Studiowiki, la commissione ha ritenuto di dare l’incarico a Edinet, la quale ha individuato nel sottoscritto la persona cui affidare la gestione dell’ufficio stampa. So che tutto si è svolto nella regola, con le dovute comunicazioni fatte addirittura il 29 dicembre scorso e all’albo pretorio del Comune ci sono tutti i verbali di gara”. E toccherà proprio a lui occuparsi dei comunicati stampa imparziali. Noticina di colore: da quando trucioli.it ha scritto che ci era arrivato un comunicato spedito da Luca Berto e Lucia Campana che dignitosamente si ritirata, dopo tanti anni, per dedicarsi ad altre sfide: trucioli non ha più ricevuto i comunicati, solo un disguido subito risolto dalla dirigente del settore.

Certo che i distratti alla gara d’appalto non ci fanno una bella figura, ma c’è la scusante delle festività natalizie. Noi di trucioli.it ce ne siamo accorti sul filo di lana. Non dovendo pagare stipendi, né raccogliere pubblicità, abbiamo doverosamente pubblicato, informato, seppure alla vigilia della scadenza per partecipare al bando. Chi aveva presentato domanda come Willy Olivero, pubblicista, laurea in giurisprudenza, 25 anni alla redazione sportiva de La Stampa, dice: “Nessuno mi ha ancora contattato per comunicarmi l’esito dell’appalto e che io sarei stato escluso”.

E’ doveroso concludere con le parole del direttore Chiovelli:Il passo successivo della nostra redazione sarà lavorare duro per aumentare ulteriormente la qualità del giornale conservando i punti di forza ed intervenendo su quelli più deboli, per fornire un’informazione sempre migliore; invito tutti i lettori a scriverci sempre, per correggerci e migliorarci costantemente”. Il dato di fatto è evidente: un giornale che gestisce l’ufficio stampa di un Comune di rilievo, nel territorio, non avrà vita facile a dimostrare indipendenza, equidistanza e serietà nel trattare i temi di quel Comune. L’opinione dei lettori, naturalmente, non tarda a maturare.

IL CORRIERE DELLA SERA APRE UNA REDAZIONE A GENOVA

L’indiscrezione non ha il crisma dell’ufficialità, ma negli ambienti delle redazioni il tam tam va avanti da un mesetto. Dopo la redazione di Torino affidata all’ex direttore del Secolo XIX, Umberto La Rocca, l’editore de La 7 e del Corriere della Sera, della Gazzetta dello Sport, ci accinge ad insediarsi a Genova, più probabile l’esordio con un ufficio di corrispondenza, ma ci potrebbe stare anche una redazione vera e propria. La data indicata un pesce d’aprile, ovvero l’inizio del mese.

Continua dunque la sfida, salutare quando c’è in ballo la concorrenza e vinca il migliore, all’ormai corazzata del gruppo la Repubblica – l’Espresso che ha assorbito La Stampa, Il Secolo XIX e una decina di quotidiani locali. Carlo De Benedetti, a tu per tu nella trasmissione della Gruber, non ha fatto cenno alla competizione, ricordando che il suo primo ed unico amore è con la Repubblica che lo sta deludendo per aver deviato dalla linea guida dei fondatori. Non ha risparmiato neppure il direttore emerito, Eugenio Scalfari, ricordando che ormai ‘non sa più quel che dice, colpa degli anni’ e che dovrebbe essergli eternamente riconoscente visto che “li ho salvati due volte dal fallimento, prima con un dono da 50 milioni di lire e poi versando loro miliardi per acquisire la maggioranza ed uscire dalle secche”.

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