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Liguria e Basso Piemonte

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IVG Young stroncato sul nascere: “Segnalati al sindacato come sfruttatori di minori”
A Loano un nuovo addetto stampa


Appena nato e già travolto da una doccia scozzese: IVG Young, il progetto che la società editrice Edinet, con sede a Pietra Ligure, avrebbe voluto per il pubblico giovanile e confezionato proprio con le energie dei più giovani, finisce al centro di polemiche deontologiche e corre il rischio di arenarsi, dopo appena una manciata di giorni dalla messa online. E’ lo stesso Andrea Chiovelli, giornalista di IVG.it, a consegnare lo sfogo alla piazza pubblica virtuale. Con un post al vetriolo pubblicato su Facebook, che ha lasciato di stucco non pochi colleghi. 

Matteo Rainisio, editore “felpato” di IVG

Dopo SETTE MESI di lavoro, mi trovo con il mio editore che mi chiede di FERMARE il progetto IVG/young tre giorni dopo il lancio. E questo perché qualche COLLEGA di qualche altro giornale, che evidentemente da fuori non ha capito UN BENEAMATISSIMO CAZZO del progetto e degli obiettivi che si pone, ci ha segnalato al sindacato dei giornalisti come “sfruttatori di ragazzini minorenni a cui facciamo fare i giornalisti abusivi”.

Ora, volevo dire a questi colleghi, ai sindacati e all’Ordine che questi veramente NON HANNO CAPITO NULLA. Volevo dire loro che IVG/young è una “oasi” in cui i ragazzi possono scrivere ciò che vogliono, senza alcun limite tematico. Volevo dire loro che non hanno ALCUN OBBLIGO, di NESSUN tipo, né di quantità di pezzi né di cadenza. Possono scrivere quello che vogliono, quando vogliono… parlano di acconciature e serie tv, non fanno cronaca o inchieste giornalistiche.

Andrea Chiovelli, giornalista pubblicista di IVG, coordinatore e commentatore molto social

Così scrive Chiovelli sul social. La mancanza di tatto, però, finisce per centrare (inconsapevolmente?) due risultati in un solo colpo: ne viene fuori l’atteggiamento virulento contro il “collega di qualche altro giornale che non ha capito un beneamatissimo cazzo”, un comportamento contrario al principio di rispetto-cooperazione fra colleghi sancito dai doveri del giornalista, e la rabbia lascia esibire un linguaggio scurrile, che mal si addice a chi si pone l’obiettivo di formare ragazzi tra i 14 e i 25 anni.

 

Nel suo post, il collaboratore di IVG prosegue:

Il post con lo sfogo caustico

A maggiore garanzia, a tutti i colloqui con i dirigenti degli istituti ho spiegato che i ragazzi NON verranno MAI mandati a una conferenza stampa, o a qualche evento di cronaca, o a qualsiasi altra cosa al posto di noi giornalisti, proprio per garantire loro che i ragazzi non saranno MAI sfruttati in alcun modo. In questi mesi ho stressato il mio editore perché mi creasse le infrastrutture tecniche per i ragazzi e la grafica del sito. L’ho spedito a firmare convenzioni a destra e manca, rompendogli non poco le scatole. Mi sono sbattuto a fare incontri di formazione, ho corretto decine e decine di articoli, ho chiesto all’editore di trovarmi insegnanti qualificati da fuori per i prossimi mesi. E ora dai sindacati lo chiamano dicendogli che è uno sfruttatore. E’ incredibile: un progetto che ha raccolto consensi unanimi da provveditorato, licei e università, e poi sono proprio i sindacati della nostra stessa categoria a creare problemi?

Mi rendo conto che Rainisio è antipatico e sta sul culo a molti nell’ambiente. E ci avete pure ragione, e non lo nascondo mai a nessuno: con gli “avversari” è rognoso, scontroso, competitivo all’eccesso, e per questa cosa ci litigo ogni due giorni. Però questa volta, veramente, volevo dire ai colleghi che si sono lamentati che o non hanno capito nulla (NULLA) oppure sono invidiosi. O, peggio, in malafede.

Seguono nei commenti al post le prese di posizione di diversi navigatori, con punti di vista diversi. Qualche sostenitore si spinge sino agli hashtag come #JeSuisIvgYoung o #IoStoConChiovelli. Un utente invoca una raccolta firme e incoraggia alla “lotta dura contro falsa informazione guidata dai vertici alti per tenerci buoni…”, inneggiando: “Ivg siete dei miti, uniamo le forze, eliminiamo il marcio”.

Marcello Zinola, giornalista pensionato, già presidente dell’Associazione Ligure

Ma il “qualche collega di qualche altro giornale”, che non avrebbe capito il senso del progetto, si manifesta con nome e cognome. E’ Marcello Zinola, pensionato del Secolo XIX, lunga gavetta sempre da soldato semplice, che per l’Associazione Ligure dei Giornalisti (Federazione Nazionale della Stampa) cura proprio il settore della formazione professionale. Un cronista che conosce a puntino luci e ombre dell’informazione locale, da anni impegnato a scandagliare le posizioni di precariato e a difendere la dignità del lavoro giornalistico.

“Sono stato io a segnalare come referente della formazione dell’ordine professionale questo e altri casi per affrontarli – commenta Zinola Ho segnalato io il caso, con altri, per affrontarli e laddove possibile risolverli; esprimete legittimamente i vostri giudizi ma prima documentatevi bene su cosa è accaduto, è la regola principe per tutti, non solo i giornalisti e nel progetto in corso presumo dovrebbero averla insegnata, o no?”.

La conversazione si snoda in una catena di repliche e controrepliche. Chiovelli si scusa per i toni e cerca di ridimensionare. Mentre Zinola tiene il punto: “Dispiace e sono convinto che ciascuno saprà assumersi le proprie responsabilità nelle sedi dovute, per il linguaggio e i giudizi, gli apprezzamenti, si fa per dire, espressi nei confronti delle persone e degli organismi di categoria. Caro Chiovelli nessuno strappa tesserini, ma una persona e ancora di più un giornalista, dovrebbe conoscere, documentarsi, verificare prima di scrivere, esprimere giudizi, scatenare commenti anche tra i colleghi che a loro volta, purtroppo (e mi dispiace che tra di loro ci siano persone di grande professionalità e con storie di precariato durate anni) che cliccano mi piace? Mi piace cosa? Che la scuola senza coordinarsi si rivolga a testate, strutture, persone senza un riferimento ordinistico di riferimento, di organizzazione, in cui ciascuno fa cosa vuole? E il livello di responsabilità legale chi lo assume? Chi tutela nel caso i ragazzi, per lo più minorenni, in caso di errori? Purtroppo, al di là del linguaggio e dei toni utilizzati, questa vicenda conferma l’ignoranza (nel senso di ignorare le cose) da parte di chi scrive (talvolta anche giornalista), il populismo di categoria (esiste), il confondere l’art. 21 della Costituzione con la professione. Mi piace, avete cliccato (i giornalisti) su un autostrada che un domani creerà potenziali collaboratori a costo sottozero, non professionalizzati, quelli che giustamente contestiamo a 1,50 euro lordi il pezzo sul web, nei giornali, in testate varie. La fabbrica delle illusioni. Con, pure, un linguaggio che certamente non vi fa e non ci fa onore”.

Matteo Rainisio, editore IVG- Edinet

Interviene anche l’editore di IVG e proprietario della Edinet, Matteo Rainisio, per delucidare: “Non seguiamo il click baiting per fare milioni di visite, ma insegnamo ai ragazzi l’uso di strumenti come un CMS, la scrittura per il web, le regole di SEO, i principi dei social network e le basi per la gestione di pagine pubbliche”. I propositi del progetto Young, tuttavia, erano già stati dichiarati da tempo. Lo scorso 8 gennaio il quotidiano online scriveva: “La grafica la stessa di IVG, ma virata verso un solare arancione. I temi i più disparati: cultura e sport, moda e musica, cinema e scuola, viaggi e tecnologia. Gli autori, tutti ragazzi tra i 14 e i 25 anni. E’ il nuovo giornale che inizia ufficialmente la sua avventura oggi: /young darà voce ai giovani e giovanissimi savonesi, alle loro passioni e alle loro idee. Una redazione composta, ad oggi, da 28 ragazzi”.

Grafica identica al contenitore ospitante, le parole redazione e giornale: difficile pensare a qualcosa di poco strutturato, ancor più se c’è il “cappello” di scuola, università e istituzioni; bypassando l’Ordine dei Giornalisti, però. E infine l’appello “a chiunque voglia candidarsi”. Un’operazione che ha visto nascere la piattaforma dedicata ai ragazzi, perché la popolino di contenuti, già dotata di pubblicità Google AdSense, che poi infarcisce qualsiasi piega del Web e può far comparire slogan come “diventa ricco in pochi giorni investendo in Bitcoin”… pur sempre messaggi poco adatti ad un “prodotto” letto e peraltro elaborato da un quindicenne.

Un momento un po’ imbarazzante per il giornalismo locale (fortunatamente, per ora, confinato al battibecco feisbuchiano), soprattutto per i toni. Ma la perplessità resta soprattutto sull’avvio di un progetto, con il coinvolgimento di minori, avvenuto scavalcando l’Ordine e le rappresentanze sindacali. Ne fanno le spese i più giovani, che ricevono un’immagine menomata della professione, senza punti di riferimento e senza indicazioni per seguire la via maestra della deontologia, del reciproco rispetto e del decoro, in un mestiere alle prese con densissime trasformazioni.

Il nome di Luca Berto nel file del Comune

Sempre in tema giornalistico, è scaduto lo scorso 31 dicembre il bando indetto dal Comune di Loano per la selezione di un addetto stampa. Una gara che, forse per le distrazioni festive, non è stata particolarmente “sentita”.  “Nessuna pubblicità dell’appalto – osserva Willy Olivero: l’ho saputo dal collega Luciano Corrado che aveva cliccato sul sito del Comune per il suo blog.” Il nuovo addetto andrà a sostituire Lucia Campana, storico punto di riferimento nelle relazioni con la stampa, approdata a lidi non troppo lontani – sempre loanesi.

Emerge come insolita la dicitura Luca Berto in un comunicato stampa diramato dal Comune loanese il 10 gennaio (nello specifico, relativo alla tavola rotonda sul nuovo servizio Taxi Rosa). Il giovane e puntuale Luca Berto, infatti, compare come “autore dell’ultimo salvataggio” del comunicato, in formato .doc, come si evince dai dettagli che riportano quale autrice Lucia. Berto dal 2015 è nello staff di IVG.it. In questo momento (11 gennaio) non è ancora noto il risultato della procedura pubblica per il nuovo addetto stampa dell’ente loanese. Si attende con curiosità il nome del vincitore della posizione.


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