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Editoria, a Genova una redazione di Corsera.
Telecity licenzia, nonostante 33 milioni di provvidenze in Liguria per l’emittenza

Una buona notizia, seppure ufficiosa, nel triste panorama ligure dell’editoria di quotidiani ed emittenza televisiva. Il Corriere della Sera, con il neo ‘proprietario’ di maggioranza Urbano Cairo, editore puro, si appresterebbe ad aprire una redazione a Genova. Una scelta significativa in un panorama che vede la Liguria depotenziata (giornalisticamente) prima dalla fusione Il Secolo XIX – La Stampa, redazioni provinciali uniche, tagli a costi e riduzioni di organici, poi dall’operazione acquisizione delle due testate dal Gruppo l’Espresso della famiglia De Benedetti. Di pari passo, nelle edicole liguri, sono in costante discesa ormai da anni le copie vendute, in qualche caso più che dimezzate. 

Urbano Cairo editore del Corriere della Sera

Il Corriere della Sera a Genova aveva avuto per molti anni l’inviato speciale Gianfranco  (Gianni) Migliorino mancato a 75 anni il 28 ottobre 2012. Migliorino aveva lasciato il giornale per un prestigioso incarico all’Alitalia, sostituito da Erika Delle Casa, professionista dal 1977, gavetta da cronista sindacale al Lavoro di Genova, poi al «Globo» di Michele Tito e l’agenzia di stampa Adnkronos, quindi entra nella redazione del principale quotidiano ligure «Il Secolo XIX» dove ricopre gli incarichi di inviato speciale e caporedattore, quindi di vicedirettore. Nel 2005 lascia «Il Decimonono.

In questo contesto anche la Regione Liguria, sotto il governo del presidente Giovanni Toti, si dichiara sensibile e preoccupata per quanto sta accadendo all’editoria ligure. Forse sarebbe il caso di ricordare all’ex direttore del TG4, ex parlamentare europeo fino al 2015, che tra i primi a mettere in atto la cura dimagrante delle redazioni distaccate era stato proprio Il Giornale di Silvio Berlusconi nel silenzio più desolante della politica e dei media. Con la chiusura in diverse regioni delle redazioni e l’affidamento delle edizioni locali a gruppi e uomini d’affari che, a loro volta, si avvalevano e si avvalgono di forme di collaborazione molto particolari, a cominciare dall’autofatturazione e da partite Iva. E spesso, come è accaduto nel ponente ligure, con l’alternarsi di aspiranti giornalisti. Nessuno, insomma, è più alle dipendenze dell’editore miliardario del quotidiano.

COMUNICATO STAMPA DELLA REGIONE LIGURIA – “La crisi dell’editoria in Liguria non smette di colpire: un’altra testata è stata falcidiata, la sede ligure di Telecity chiude e lascia a casa i suoi giornalisti e i tecnici. Come Regione Liguria oltre ad esprimere la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai colleghi che perdono il posto siamo in prima linea nel cercare di incentivare l’occupazione giornalistica”. Lo dichiarano il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Comunicazione, Ilaria Cavo dopo l’avvio della procedura di licenziamento dei giornalisti di Telecity. “Per il capoluogo ligure – dice il Presidente Toti – si tratta dell’ennesima perdita di occupazione nel campo dell’editoria, una deriva che come Regione Liguria ci siamo impegnati a contrastare il più possibile, tenendo conto delle professionalità espresse da questa regione. E’ di pochi giorni fa infatti un accordo siglato con l’Ordine dei Giornalisti, per istituire un elenco pubblico di giornalisti precari e disoccupati, iscritti all’Albo, al quale le Amministrazioni pubbliche potranno attingere in occasione di particolari eventi che richiedano un supporto straordinario e qualificato in relazione all’attività di ufficio stampa”. “L’obiettivo che ci siamo prefissi – continua il Presidente Toti – è quello di tutelare e sostenere tutti quei lavoratori precari o disoccupati che possono garantire un’informazione sempre corretta e capace, per coinvolgerli in tutte le manifestazioni di rilievo che vedano coinvolta a vario titolo la Regione Liguria”.

“Chiude la redazione genovese di Telecity. L’editore, la famiglia Tacchino, ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che riguarderà 69 dipendenti del gruppo, tra giornalisti, tecnici, operatori e impiegati – spiega Alessandra Costante segretaria dell’Associazione Ligure, il sindaco unitario dei giornalisti italiani– Insieme alla sede genovese chiude anche quella di Torino e vengono ridimensionate Alessandria e Assago. Dicono: colpa dei contributi pubblici, che sono sempre meno. E invece no, colpa di editori che non sono stati capaci di fare impresa, che hanno giocato a fare la tivù finché i contributi pubblici li hanno arricchiti, che non hanno saputo potenziarsi. In Liguria negli ultimi 15 anni sono piovuti milioni, circa 33, sotto forma di provvidenze per l’emittenza. Dove sono finiti quei milioni se i giornalisti al lavoro non hanno (quasi) mai avuto la dignità di un vero contratto giornalistico, se per anni hanno sopportato ammortizzatori sociali in percentuali drastiche pur di lavorare?”

La redazione genovese di Telecity è composta al direttore Marco Benvenuto, dai colleghi redattori  Erika Falone, Oriana Mariotti, Cristina Capacci, Roberto Gnecco, Silvano Calcagno.

In precedenza avevano chiuso La Gazzetta del Lunedi ed Il Corriere Mercantile.

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