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Loano: il personaggio che incuriosisce

A Loano, tra aprile e giugno 2016, con la corsa al governo della città, si sono consumate e si sono disputate tante partite taciute dalla libera stampa e libera informazione on line, web. C’era una regia, uno o più registi ? Non proprio, però faceva un po’ sorridere leggere certe cronache, certe dichiarazioni ufficiali, certe indiscrezioni ufficiose e avere la certezza, la prova che le cose non stavano cosi. Il tempo forse permetterà di riscrivere quei giorni, alcuni di quei protagonisti per soddisfare quella che possiamo chiamare ‘verità dei fatti’, il diritto ad essere informati senza cortigianeria, compiacenze.Mentre rinviamo ad altra data la proposta di intervistare l’avvocato Alessandro (Chicco) Garassini, due mandati da presidente della Provincia con una maggioranza di centro sinistra, politico altalenante con la vocazione di pubblico amministratore di altissimo livello. Altrimenti il centro destra ed in particolare la dirigenza della Lega Nord non l’avrebbe suggerito al vertice ATA di Savona. Con Paolo Ripamonti, origini loanesi per via del papà e del nonno ( comandante dei vigili quando la città, anni ’60, poteva contare su un organico di quattro in divisa), alassino nell’attività di agente immobiliare, cittadino laiguegliese. Al punto che nelle riunioni interpartitiche di maggioranza al Comune di Savona è stata pronunciata la fatidica frase: “...Garassini l’uomo giusto che saprà raddrizzare e sanare un carrozzone che fa debiti ed acqua da tutte le parti…” E non solo, tanto da meritare una commissione d’inchiesta consiliare, caso rarissimo in quel di Savona e già al centro di polemiche perchè segretata. E chi più di un uomo di legge, penale e civile, esperienza di consulente ed amministratore di importanti aziende private, può trovarsi a suo agio nel labirinto ATA ?

Garassini si era posto o se volete reso disponibile per la ‘gara’ a sindaco di Loano, poi si è tirato indietro “perchè prima di tutto c’é la famiglia, la moglie, i figli piccoli e lo studio professionale con la sorella …”. Già, viene spontaneo chiedersi, non poteva impegnarsi per la sua città, quella a cui papà Elio tanto ha dato da sindaco e da cittadino, sportivo e musicista, e alla fine si è preso un impegno, una ‘gatta da pelare’ forse più difficile.  Un motivo particolare pure ci sarà. Qualcuno ipotizza che tutto sommato, a Loano, un risultato si è raggiunto. Depotenziare la candidatura di un cittadino scomodo sul fronte della legalità di cui la città ha un gran bisogno. E in effetti l’ostacolo si è rimosso da solo. Ben vengano i chiarimenti delle parti in causa. E che dire della improvvisa comparsa sulla scena, in pieno periodo di elaborazione delle liste, di Loanoi di un super veterano della politica amministrativa locale e provinciale, Piero Pesce, socialista, piediessino, autonomista, dal Comune di Loano di cui è stato vice sindaco, alla Provincia, alle dimissioni dalla giunta di Boissano. Pesce che partecipa ad un paio di riunioni, prende posizione, tifa per Chicco Garassini candidato sindaco. Istruttivo sfogliare la pioggia di dichiarazioni (una quadretto lo merita l’incontro casuale tra cronista e Pesce in cui trapela una possibile alleanza al fianco di Pignocca sindaco subito rimandata al mittente)  comparse su Ivg.it. Finale spettacolare ? Nulla di nulla si è spiegato ai lettori, anzi come nulla fosse accaduto.

Ma il personaggio che incuriosisce e del quale non si è scritto e parlato è Michele Pellegrini, 41 anni, ferroviere. Cittadino loanese, col papà, da un paio d’anni, pare provenienti dalla Lombardia. Dicono sia stato lui tra i promotori della prima ora della Lista civica che ha preso il nome Loanoi: 1.114 voti lista, tre consiglieri eletti, mancato sindaco il commercialista e revisore contabile, Paolo Gervasi, studio a Loano, Savona e Albenga. Un passato vicino alla destra moderata. Pellegrini attivista, pare con frequentazioni e simpatie grilline, che ha fatto da apripista e precursore della lista senza lacci e laccioli con Gervasi e Daniele Oliva.

Pellegrini che convocava le prime riunioni, dettava la scaletta, fungeva da moderatore, persino ideologo dei comunicati stampa. Eppure è un semplice operaio delle Ferrovie dello Stato. Anzi, è stato eletto Rls dai suoi colleghi di lavoro, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Non solo, è segretario regionale del SAPIE ( Sindacato autonomo personale impianti elettrici, affiliato a OR.S.A. Organizzazione  Sindacati Autonomi e di Base che si è spesso distinta per la sua belligeranza con i datori di lavoro (Trasporti, Servizi Pubblici e Sanità).  Incarichi che impegnano e tengono lontano Pellegrini dal posto di lavoro e che durante il tragitto elettorale loanese gli hanno permesso di dedicare ore e giorni alla preparazione della lista, tenere i rapporti, elaborare il programma, sempre dietro le quinte.

Per uno che a Loano era quasi sconosciuto, 63 preferenze, sesto in classifica, non è male. Si potrebbe concludere che è più tagliato all’agone politico, sindacale, amministrativo che non al suo incarico di operaio di impianti. Prima di lui si sono piazzati Patrizia Mel, reduce da altre competizioni, 45 anni, insegnante: 238 preferenze, votato in tutti i 9 seggi, con una prevalenza alla sezione 8 (40 voti). Al secondo posto Daniele Oliva, 47 anni, 165 preferenze. Primo dei non eletti Stefano De Palo, 25 anni, il più giovane del gruppo, laureando  in Cooperazione Internazionale. Una promessa per il futuro e l’amministrazione della città.

Una buona squadra che se non si fosse fatta sfuggire (con l’arma spuntata delle preclusioni) l’accordo col Pd o meglio con ciò che restava forse aveva una chance in più. Questo non significa, alla luce degli incontri con il plenipotenziario regionale Luigi De Vincenzi, piediessino, che il partito di Renzi abbia giocato una partita migliore nella fase preparatoria e post. Di veto in veto. Verrebbe da dire l’incapacità reciproca di guardare le forze in campo dell’avversario si è trasformata in un lapalissiana sconfitta. Per il Pd con l’aggravante di aver già favorito il fallimento (autore l’ineffabile Nino Miceli) nella precedente tornata elettorale, con la prima vittoria di un candidato tutto sommato debole e sotto tutela (di Vaccarezza e C.) quale era Luigi Pignocca. Si è aggiunga che a Loano la catena clientelare, le elargizioni a pioggia ad associazioni ed attività, siano esse sportive o ludiche, il mondo che gravita sui servizi sociali, sono una formidabile macchina di voti e preferenze.

Parla da sola la arci-vittoria di Luca Lettieri. Nonostante la cappa della gogna e quanto in passato era stato divulgato via Facebook che in un’altra realtà avrebbe indotto chiunque sindaco a chiedere un passo indietro, pur trattandosi di sfera personale, ma pur sempre esponente di primo piano del governo della città. Pagato con il denaro dei contribuenti. Non era un cittadino qualunque alle prese con le disgrazie della vita. La messe di voti ha diverse provenienze, meglio non dare credito ai pettegoli.

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