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Capo Noli e la Settimana Enigmistica
Lo Stato è sempre lo Stato. Lo ricordino anche il sindaco Niccoli e Andrea Melis

Lo Stato è sempre lo Stato, ed ogni formazione partitica che prenda, anche per pochissimi voti, il potere in una qualsivoglia Amministrazione pubblica, deve sempre ricordarselo.

Per Stato s’intende ente territoriale sovrano i cui elementi costitutivi sono: POPOLO, TERRITORIO, GOVERNO.

POPOLO è formato solo dai cittadini di quello stato, la popolazione invece comprende anche gli stranieri e tutti coloro che non hanno la cittadinanza.

TERRITORIO: è lo spazio nel quale lo Stato esercita il suo potere sovrano.

GOVERNO: all’interno del proprio territorio uno stato è sovrano, può cioè stabilire le regole e farle rispettare. Perciò si avvale di organi (parlamento, governo, ecc…) che hanno il compito di governare lo stato.

Nella lingua italiana: Lo stato apparato si riferisce agli organi, enti, uffici che compongono lo stato. Lo stato comunità indica l’insieme delle società civili, e quindi (Famiglie, associazioni, partiti, scuole).

Con la legge 17 maggio 1928, n. 1094 venne creata l’ AASS (“Istituzione dell’Azienda autonoma statale della strada”); dal 1933 l’AASS assunse la responsabilità per alcuni tratti autostradali, rilevando le competenze della Società Anonima Autostrade.

La Società Anonima Autostrade era una azienda italiana che operava nel settore della gestione in concessione di tratti autostradali. È stata la prima società autostradale italiana.

Fondata nel 1921 da Piero Puricelli per costruire l’Autostrada dei Laghi, che avrebbe collegato Milano,Varese e Como. Nel 1923 il Ministero dei Lavori Pubblici gli affida la concessione, la costruzione e l’esercizio della futura autostrada. Il tratto Milano-Varese fu aperto nel 1924 e nel 1925 venne aperta la Lainate-Como.

A causa della crisi finanziaria del 1929 e a causa delle errate previsione di transito dei veicoli (si prevedevano 1000 transiti giornalieri, mentre nel 1925 erano 800), nel 1933 l’IRI revoca la concessione alla Società Anonima Autostrade e la affida all’Azienda Autonoma Statale della Strada.

Dopo la seconda guerra mondiale fu soppressa e al suo posto, il 27 giugno 1946 venne istituita l’ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade Statali). è una società per azioni italiana, avente per unico socio il Ministero dell’Economia e delle Finanze . Essa gestisce la rete stradale ed autostradale italiana , sotto la vigilanza tecnica e operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La vignetta è sta presa dalla Rivista di enigmistica: La Settimana Enigmistica n° 4399”, ed è alquanto di attualità che riguarda Capo Noli. Le quattro figure sulla sinistra rappresentano: Anas autostrade – Anas superstrada – Anas extraurbane principali – Anas strade statali, la figura sulla destra rappresenta il Capo dell’Amministrazione attualmente in carica.

Un articolo giornalistico di circa un mese fa, recita: “È stato convocato, per martedì, il Comitato di Via per l’approvazione del finanziamento del progetto di by pass viario che riguarda Capo Noli. Un’opera attesa da almeno vent’anni, finalizzata a risolvere, in maniera definitiva, il problema viabilità e che ha portato, più volte, alla chiusura dell’Aurelia, con pesanti ricadute sull’economia locale, oltre che sulla sicurezza pubblica. Il tratto di strada statale dismesso sarà trasformato in pista ciclo-pedonale, creando un ulteriore attrattiva turistica in una zona di forte impatto paesaggistico. Quaranta milioni di euro è l’investimento previsto per l’opera che verrà finanziato per 30 milioni dall’Anas e per 10 milioni dalla Regione Liguria. Il progetto prevede la realizzazione di un tunnel di 793 metri. Era stata la Regione a ottenere dall’Anas la garanzia che il finanziamento del by pass sarebbe stato inserito tra le priorità infrastrutturali e ora, con il finanziamento dell’opera, si potrà dare una prima risposta a una serie di criticità infrastrutturali che affliggono, ormai da troppo tempo, la Riviera, i suoi abitanti e i molti turisti.

A seguito di ciò, si è scatenata una vera e propria “bagarre” cui riportiamo alcuni passi.

Andrea Melis consigliere regionale M5S

“Avviare un serio e partecipato dibattito pubblico sul tunnel di Noli che tenga conto delle criticità del territorio e del parere dei cittadini coinvolti”. Lo ha chiesto Andrea Melis, portavoce del Movimento 5 Stelle – Liguria, con una lettera indirizzata oggi all’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone.

Nella lettera il portavoce M5S ricorda come, in passato, la precedente Giunta non abbia mai interpellato il territorio, nonostante “ad una prima valutazione dell’opera si delineano alti costi di realizzazione, tempi incerti, durante l’esecuzione dello scavo e gravi disagi per Noli, ma soprattutto il percorso ipotizzato nei progetti ANAS non risolverebbe il problema perché il tratto di via Aurelia più franoso risulta essere dopo lo sbocco della nuova galleria”.

“L’iter si protrae da tempo, ma vi sono state numerose osservazioni e prese di posizione anche dagli stessi sindaci, quale ad esempio il sindaco di Noli – scrive Melis – Prima di scelte così sensibili e impattanti su questo e altri territori, è imprescindibile un più ampio coinvolgimento di tutti gli attori”.

In chiusura, Melis invita l’assessore Giampedrone a “convocare almeno due incontri pubblici, uno nel territorio finale e uno nel nolese, alla presenza di sindaci e cittadini, per un confronto aperto e costruttivo, prima di intraprendere decisioni che potrebbero causare più danni che benefici, oltre che uno sperpero di fondi pubblici, qualora male utilizzati”.

Il sindaco di Noli Pino Niccoli

“Il Dottor Pino Niccoli “evidenzia come la nostra riviera abbia noti drammatici problemi di viabilità e quindi, progetti a maggior respiro strategico per l’alleggerimento del traffico locale, anche in galleria, sarebbero importanti e, se ben pianificati, potrebbero forse avvalersi del riorientamento degli attuali finanziamenti”.

“Suggerimento in linea per l’effettiva risoluzione di tutte le problematiche connesse al caso, ma molto oneroso, per la cui concreta realizzazione occorrerebbe una galleria di circa 6 kilometri, tra Spotorno e Finale, con un costo intorno ai 240 milioni, suscettibile di probabile raddoppio come spesso accade in casi analoghi, senza entrare nel merito di valutazioni di opportunità e priorità di diverso genere.”

Giovanni Maina architetto e candidato sindaco di Noli

Giovanni Maina scrive “Purtroppo però, l’altro ieri a sorpresa rispetto alle aspettative e dopo la presa di posizione del Sindaco di Noli, il Comitato Regionale di Valutazione Ambientale, dopo aver discusso le ulteriori osservazioni dell’Anas, ha deliberato a maggioranza, il benestare al progetto del tunnel proposto, con la sola prescrizione che Anas stipuli una convenzione , con oneri a suo carico, con i Comuni di Noli e Finale per per la messa in sicurezza e manutenzione del tratto stradale del Capo, salvo le possibili successive varianti e/o deroghe.

Così anziché l’attesa archiviazione del progetto, l’iter realizzativo prosegue spedito con una delibera di Giunta regionale entro settembre. Poi seguirà una Conferenza dei Servizi con tutti gli Enti interessati, luogo della definitiva decisione. Nel frattempo sarà comunque, interessantissimo conoscere le osservazioni dell’Anas proposte in extremis, capaci di far approvare un’ opera per ben due volte bocciata dal Comitato di VIA.

Dunque con estremo rammarico constato che si stanno avverando le Pessimistiche Previsioni relative al futuro del Capo già rilevate nei due articoli pubblicati su Trucioli.it, il primo del 25 febbraio 2016 in riferimento alle mutate condizioni normative nazionali e amministrative locali, mentre quelle dell’articolo di giovedì 7 luglio scorso, sono basate sulla valutazione della recentissima e non formale approvazione del finanziamento dell’opera, a carico di Anas e Regione, per me inquietante, poiché costituiva di fatto una dichiarazione delle intenzioni, non soltanto dell’Amministazione Regionale, di realizzare l’opera. Inoltre qualche ulteriore ombra di dubbio incombeva anche in relazione al potere decisionale sulle grandi opere attribuito al Governo dalla legge ‘Sblocca Italia’.

Quindi a meno che non avvenga un ripensamento del Ministro competente, analogo a quello relativo a una galleria della TAV a Torino, riconosciuta inutile in extremis e cancellata dal progetto, per il Sindaco di Noli i suoi abitanti e tutti gli altri cittadini contrari all’opera, si prospetta un futuro incerto e difficile, per tutelare i propri interessi e il proprio territorio, con strumenti democratici che saranno eliminati qualora la riforma Costituzionale fosse definitivamente approvata dal referendum imminente.”

Ordunque, come abbiamo avuto modo di aprire quest’articolo all’inizio: “ Lo Stato è sempre lo Stato, ed ogni formazione partitica che prenda, anche per pochissimi voti, il potere in una qualsivoglia Amministrazione pubblica, deve sempre ricordarselo.”

A Savona la nuova stazione era stata già costruita tra il 1961 e il 1962 su progetto dell’ingegner Pier Luigi Nervi, e fu inaugurata dall’allora Presidente della Repubblica Antonio Segni, rimanendo quindi inutilizzata e senza binari per ben 15 anni. Solo nel 1977, con grande ritardo rispetto ai programmi, fu completata la tratta tra Varazze e Finale Ligure, che comprendeva anche la nuova stazione di Savona Mongrifone. In tale data sono state cancellate le fermate litoranee di Vado Ligure, Bergeggi, Spotorno, Noli, Varigotti e Final Pia.

Le vecchie sedi dismesse furono assorbite dal tessuto urbano, spesso con la loro trasformazione in passeggiata a mare. A Savona l’area della vecchia stazione lungo il torrente Letimbro restò abbandonata a lungo, trasformata prima in scalo di rimessaggio di vagoni e solo dopo altri vent’anni demolita per far posto ad un ampio parcheggio nella zona di Piazza del Popolo.

Il tunnel in questione risolverebbe la provvisorietà del raccordo stradale a suo tempo messo in atto sulle falesie di Capo Noli dopo il Malpasso dove, già negli anni Cinquanta venne realizzata una variante in viadotto per evitare la zona franosa a ridosso della montagna. [Tra Noli e Varigotti, nel 2001, la sede ferroviaria è stata utilizzata per posare la linea di comunicazioni a fibra ottica (altrove la linea venne posata direttamente sotto l'Aurelia)].

Tale zona franosa è da imputarsi alla seconda trasgressione post-tirreniana, comunemente definita “beach rocks”. Esse occupano piattaforme d’abrasione marina, [il raccordo stradale messo in atto a suo tempo è dovuto al dissolversi di tale piattaforma, quindi la frana non è venuta dalla montagna ma dal mare] di genesi recente, dato che sono addossate a falesie in rapida evoluzione, e quindi è più verosimile ritenere che siano ancora in formazione. È probabile che non sia estranea alla genesi recente o in atto l’eccezionale abbondanza di carbonati che possono pervenire sia dalla frazione carbonatica dei sedimenti delle spiagge, sia dalla falesia antistante.

Il percorso ipotizzato nel progetto ANAS dovrebbe risolvere tale problema, dopo lo sbocco della nuova galleria, che oggigiorno le tecniche costruttive sono in grado di risolvere.

Alesben B

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