Elezioni provinciali, Libertà è Democrazia: «La parola torni ai cittadini”-Province, basta accordi tra amministratori: Timori e Pizzorno chiedono il ritorno al voto diretto.
COMUNICATO STAMPA – In vista del prossimo appuntamento elettorale per il rinnovo degli organi della Provincia di Savona, Libertà è Democrazia Liguria torna a sollevare una questione che considera centrale per la qualità della democrazia e per il rapporto tra istituzioni e cittadini: il sistema di elezione indiretta dei vertici provinciali.
Il coordinatore regionale Fiorenzo Timori, insieme al coordinatore provinciale di Savona Roberto Pizzorno, chiarisce che la posizione espressa non riguarda le candidature né le persone che si contenderanno gli incarichi, ma il principio stesso su cui si fonda l’attuale sistema elettorale.
«Non è accettabile che i cittadini vengano esclusi dalla possibilità di scegliere direttamente chi dovrà rappresentarli a livello provinciale. Oggi presidente e consiglieri provinciali vengono individuati attraverso il voto di sindaci e consiglieri comunali, espressione di un corpo elettorale ristretto. Un meccanismo previsto dalla normativa vigente, ma che riteniamo profondamente distante da una piena concezione della rappresentanza democratica».
La riforma introdotta con la legge 56 del 2014, conosciuta come Legge Delrio, ha infatti modificato radicalmente l’assetto delle Province, trasformando il sistema di governo e introducendo l’elezione di secondo livello. Dal 2014, dunque, non sono più i cittadini a recarsi alle urne per scegliere il presidente e i componenti del Consiglio provinciale: la decisione è affidata agli amministratori comunali del territorio.
Una scelta che, secondo Libertà è Democrazia, ha progressivamente allontanato le istituzioni provinciali dalla partecipazione popolare, creando un sistema nel quale il peso politico delle amministrazioni locali prevale sulla volontà direttamente espressa dagli elettori.
A rendere ancora più evidente la necessità di rivedere l’impianto della riforma è anche il tema delle indennità. Con la legge 56/2014, gli incarichi di presidente della Provincia, consigliere provinciale e componente dell’Assemblea dei sindaci erano stati previsti a titolo gratuito. Successivamente, con la legge di bilancio per il 2020, è stata reintrodotta un’indennità per il presidente della Provincia, parametrata a quella del sindaco del Comune capoluogo, senza però modificare il sistema di elezione indiretta.
«Ci troviamo davanti a una situazione paradossale – osservano Timori e Pizzorno –. Si interviene sugli aspetti economici e sulle funzioni degli amministratori, ma non si restituisce ai cittadini il diritto fondamentale di scegliere i propri rappresentanti. Si discute di risorse, incarichi e competenze, mentre rimane irrisolto il problema della legittimazione democratica».
Per Libertà è Democrazia Liguria, la questione non può più essere rimandata. Le Province devono tornare a essere enti pienamente riconoscibili, dotati di competenze chiare, risorse adeguate e una reale autonomia amministrativa e finanziaria. Non semplici organismi intermedi, ma istituzioni capaci di rispondere concretamente alle esigenze dei territori.
In questa direzione si inserisce anche il dibattito sulla necessità di ripristinare l’elezione diretta del presidente provinciale, tema sul quale è intervenuto più volte il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, sostenendo l’esigenza di restituire centralità e dignità istituzionale alle Province.
Una posizione che trova la condivisione di Timori e Pizzorno: «Siamo convinti che il principio di sovranità popolare debba essere il fondamento di ogni livello istituzionale. Non può esistere un autentico federalismo senza il coinvolgimento diretto dei cittadini e senza amministratori che rispondano del proprio operato davanti agli elettori. Ai nostri consiglieri del territorio abbiamo dato la facoltà di votare il candidato Presidente ed i consiglieri secondo coscienza. Per questa tornata elettorale non abbiamo e non faremo accordi con nessuna forza politica”
Da qui l’appello al Governo affinché si passi finalmente dalle dichiarazioni agli interventi concreti, avviando una riforma organica che restituisca agli italiani la possibilità di eleggere direttamente il presidente e il Consiglio provinciale.
Sul tema si sta muovendo anche Patto per il Nord Savona, che sta organizzando un convegno dedicato proprio al futuro delle Province. L’iniziativa intende aprire un confronto sulle possibili modifiche istituzionali, sulle competenze da attribuire agli enti provinciali e sulla necessità di garantire loro un’autonomia fiscale adeguata alle responsabilità assegnate.
Il messaggio politico di Libertà è Democrazia Liguria è chiaro: non si può parlare di riforme, autonomia e federalismo lasciando i cittadini fuori dalle decisioni.
«La Provincia deve tornare a essere un’istituzione dei cittadini, non un organismo deciso attraverso equilibri tra amministratori. La democrazia non è una concessione e il diritto di voto non può essere considerato un elemento secondario. È arrivato il momento di restituire la parola agli elettori».
2/Comunali di Savona, Libertà è Democrazia scuote il centrodestra. Pizzorno: «Basta giochi di palazzo, serve un candidato credibile»

SAVONA. In vista delle prossime elezioni comunali a Savona, il clima politico all’interno della coalizione di centrodestra si fa sempre più teso. A lanciare un chiaro segnale d’allarme è Roberto Pizzorno, coordinatore provinciale di Libertà è Democrazia, movimento che affonda le sue radici nei valori e nei principi della dottrina sociale della Chiesa.
L’intervento di Pizzorno arriva in un momento cruciale di trattative, durante il quale i vertici provinciali delle forze alleate si sono riuniti a più riprese per individuare la figura ideale da candidare. Una gestione del confronto che, tuttavia, non convince la lista centrista.
«Se vogliamo davvero che Savona torni ad essere amministrata dal centrodestra, dobbiamo concentrare ogni sforzo su un candidato autorevole, spendibile e credibile di fronte alla città. Purtroppo, invece, nelle segrete stanze continuiamo ad assistere a tentativi di spartizione di posti e poltrone. Noi a questo gioco non ci stiamo».
Prese le distanze dalle logiche di palazzo, Libertà è Democrazia conferma di essere già al lavoro sul territorio per presentare una proposta alternativa e radicata nel tessuto sociale economico della città. Una lista centrista che punta a coinvolgere direttamente la società civile.
«Continuiamo a lavorare con determinazione alla nostra lista», conclude il coordinatore provinciale. «È un progetto formato da professionisti, studenti, imprenditori e commercianti: donne e uomini pronti a mettere le proprie competenze, la propria passione e il proprio tempo al servizio di Savona, con il solo ed unico obiettivo di fare il bene della nostra comunità».
