La presidente di Fiaip provincia di Savona, Laura Tiloca, nel corso di una conferenza stampa convocata per venerdì 30 ottobre 2026 affronterà il trema ” Fiaip monitora Savona con l’andamento del mercato immobiliare residenziale“.

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Quale è la motivazione delle forte ripresa del mercato immobiliare lungo la nostra Riviera di Ponente, con un ulteriore ‘arricchimento’ di seconde case al mare?
La ripresa del mercato immobiliare sulla nostra Riviera di Ponente nasce da fattori combinati economici e sociali. Anche nei momenti più difficili, il mercato immobiliare della nostra provincia ha dimostrato una certa stabilità. Magari ci sono stati periodi in cui le compravendite rallentavano, ma la nostra Riviera ha sempre mantenuto la sua capacità di attirare persone che desiderano investire qui. Sicuramente lo smart working ha dato una bella spinta. Oggi tante persone, soprattutto provenienti dal Piemonte e dalla
Lombardia, possono lavorare da remoto e scegliere di vivere al mare non solo durante le vacanze, ma per periodi più lunghi, Poi c’è anche un aspetto economico: la casa al mare può essere un investimento che offre la possibilità di generare un reddito attraverso le locazioni brevi. Per molte famiglie, affittare l’immobile nei periodi in cui non lo utilizzano significa avere un’entrata aggiuntiva e riuscire a sostenere più facilmente i costi della proprietà.
Le ‘seconde case’ valorizzano il turismo medio alto o quello di massa, limitato a 4 mesi all’anno, come sta accadendo ormai da oltre 30 anni?
Secondo me, è un po’ singolare parlare di turismo di massa, perché oggi il turismo è molto più variegato: italiani e stranieri scelgono la nostra Riviera in periodi diversi, per le vacanze, per un fine settimana o anche per soggiorni più lunghi. Le seconde case sono una risorsa importante per l’economia locale, ma molto dipende dai servizi che ogni città è in grado di offrire. Ci sono località che hanno già un’offerta molto diversificata e altre che hanno ancora margini di crescita. Savona, per esempio, si sta impegnando molto per rafforzare la propria attrattività, con un calendario di eventi sempre più ricco. La vera sfida è ampliare l’offerta, valorizzare le diverse località e allungare la stagione turistica, creando occasioni di interesse durante tutto l’anno e non soltanto nei tradizionali mesi estivi.
E’ un bene o un male che molte città della Riviera abbiano un Puc scaduto anche da 20 anni? A chi giova e chi penalizza.
Sappiamo quanto sia complesso per molti Comuni, soprattutto quelli più piccoli, affrontare costi, carenza di personale, vincoli ambientali e procedure burocratiche. Tuttavia, quando la pianificazione resta ferma così a lungo, a pagarne le conseguenze possono essere cittadini, imprese, proprietari. L’incertezza può penalizzare gli investimenti, ma anche ostacolare il recupero del patrimonio esistente. A chi giova? In alcuni casi, mantenere le regole attuali può tutelare interessi già consolidati; in altri, blocca opportunità e sviluppo. La vera sfida è trovare un equilibrio tra sviluppo economico, tutela del paesaggio e qualità della vita con un visione di insieme. Comprendere le difficoltà dei Comuni è doveroso, ma altrettanto doveroso è chiedere tempi certi, trasparenza e una visione aggiornata del territorio. Perché la Riviera ha bisogno di essere tutelata, ma anche di poter progettare il proprio futuro.
Sempre in merito al mercato immobiliare si rischia di inflazionare l’offerta, provocando un calo dei prezzi, sia nel ‘nuovo’, sia nel ‘vecchio’, sia nel ristrutturato come era accaduto anni passati in alcune nostre realtà?
Secondo me il rischio di inflazionare l’offerta esiste, come ci insegna anche il passato, ma si può evitare. Tutto dipende da quanto si costruisce rispetto alla domanda reale e dalla qualità degli immobili proposti. Nuovo, usato e ristrutturato possono convivere e valorizzarsi a vicenda, purché ci sia una pianificazione attenta e si risponda alle effettive esigenze del mercato. Sono ottimista: più che temere un eccesso di offerta, dobbiamo puntare su un’offerta intelligente e sostenibile penso sia questa la chiave per evitare la saturazione.
Come vi immaginate le nostre città turistiche tra mezzo secolo? Più qualità di vita, più sensibilità per vacanze nella natura incontaminata, con un trend in crescendo?
Immagino le città turistiche del futuro sempre più orientate alla sostenibilità, alla qualità della vita e alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. I giovani avranno un ruolo fondamentale in questa evoluzione, grazie alla loro capacità di innovare, interpretare nuovi bisogni e promuovere modelli di turismo più responsabili. Investire nelle nuove generazioni significa investire in un futuro in cui sviluppo turistico, tutela dell’ambiente e benessere delle comunità possano convivere in equilibrio, preservando l’autenticità dei territori e il loro valore per le generazioni future.
