Ora siamo al dietro front. Cambia tutto. C’eravamo sbagliati nella valutazione complessiva? Nessuno lo dice. Un chiosco nel cuore della città che aveva impegnato l’esercente ad una spesa rilevante tra struttura ed attrezzature. Dopo 10 anni un nuovo bando di gara. Nuova assegnazione. Entra insegna una cooperativa onlus che dista centinaia di km da Albenga.
Dal sito ufficiale- La Fenice è una cooperativa sociale fondata nel 2019, con sede principale a Brescia e uffici a Cremona e Torino. Nel tempo abbiamo costruito un’organizzazione capace di gestire servizi diversi — formazione professionale, amministrazione condominiale, facility, servizi su commessa — con la stessa attenzione ai dettagli e la stessa cura per i risultati. Non siamo una grande impresa anonima. Siamo un’organizzazione strutturata in cui ogni cliente ha un referente preciso, ogni servizio ha un responsabile, ogni problema trova risposta. Iscritta al RUNTS dal 21/03/2022, n. 18228 · Certificata ISO 9001 (APAVE.
Presidente Lucio Moioli, vice presidente Luca Birolini, amministrazione & segreteria Diana Lambrucchi. RESPONSABILI DI SERVIZIO: Donatella Moioli (Area Disabilità), Emanuela Bertocchi (Area infanzia), Michele Tondi (Area Migranti e Marginalità) Alessandra Pozzi (Diaforà). COORDINATRICI E COORDINATORI: Eleonora Manzoni (area Nidi d’infanzia)
Emanuela Bertocchi e Sara Roberti (CDD Gandino), Marzia Guerini (area Nidi d’infanzia), Giovanna Riboli (CDD Nembro)
ARTICOLO DEL SECOLO XIX SAVONA MESSO IN RETE DA ALASSIO WOOD-
Il contenuto merita di essere letto con attenzione. Non solo perchè dava per scontato che il “chiosco tornerà ad avere piena operatività ed essere un importante punto di servizio e di socialità per il centro cittadino“. E con tanto di prescrizioni, come da bando pubblico di gara del Comune di Albenga, “rimanendo aperto quantomeno dalle 7 alle 20”. E ancora “riprendendo così la sua funzione di importante presidio culturale e turistico della città delle torri”.
Utile rileggere quanto i media locali hanno scritto o non scritto. Non si è dato conto (ascoltando quanto aveva da dire) di chi è stata fino all’ultimo la gerente. Una signora di famiglia albenganese. Avendo appreso casualmente, non molto tempo fa, da fonte parentale, cosa è realmente accaduto sul fronte della trattativa con La Fenice per la cessione e da chi era rappresentata. Gli investimenti che l’esercente aveva fatto quanto ad attrezzature interne e la spesa affrontato per realizzare una struttura che rispettasse anche le indicazioni del Comune e pare della Soprintendenza. Una gestione, a quanto pare, decennale ad opera della stessa titolare della licenza e che chiedeva al subentrante una cifra parrebbe assai modica per rivelare un arredamento non da alienare e attrezzatura (macchinari in ottimo stato e di qualità) interna ed esterna (tavoli e sedie acquistati non all’insegna del minor prezzo). Non si sarebbe trattato neppure di una sorta di ‘svendita’ l’offerta del subentrante era, parrebbe, di 2.500 € a fronte di una richiesta di 10 mila euro. Al che l’ex titolare ha scelto di affrontare un’ulteriore spesa per liberare il chiosco. Si è ‘vendicata’? Il Comunicato del Comune rende noto che: …..”alcuni impianti interni erano stati divelti”.
Sorge una domanda. Come spiegare che un cooperativa di fuori regione abbia scelto di partecipare al bando di gara comunale, con offerto sia in termini monetari, sia di garanzie richieste e poi abbia ‘rinunciato’ per non affrontare spese non previste? Sono subentrate difficoltà insormontabili nei rapporti tra Comune e la cooperativa La Fenice? Non abbiamo letto sui social media quale sia la penale o meno per il ‘fallimento’ del rapporto a causa, pare scontato, di chi sarebbe venuto meno agli obblighi del bando.
Lasciando ai giornalisti di approfondimento e di inchiesta, di recuperare la mancata informazione e mettere in pratica il dovere della trasparenza. Ci voleva l’interpellanza della minoranza? Così anche i loro lettori potranno farsi un’idea di come sia stata condotta, anche a livello di informazione puntuale, la vicenda che non riguarda un rapporto commerciale tra privati. Ma la tutela dell’interesse pubblico. Ora si prepara il terreno annunciando, via comunicato stampa, che “il Comune valuta un presidio della Polizia Locale e un punto servizi TPL”. Una svolta a 360 gradi. Un lungo silenzio. Un bene lasciato in abbandono nella piazza principale della città. Nessuna informazione tempestiva sulla mancata riapertura.

2/COMUNICATO STAMPA – Chiosco di piazza del Popolo, il Comune valuta un presidio della Polizia Locale e un punto servizi TPL – L’Amministrazione comunale di Albenga sta valutando la possibilità di destinare il chiosco di piazza del Popolo a un presidio della Polizia Locale e a un punto di rivendita dei biglietti e di informazione per TPL, con l’obiettivo di contribuire a migliorare la sicurezza, il presidio del territorio e la fruibilità dei servizi nella piazza. La questione è stata affrontata durante il Consiglio comunale di ieri sera, mercoledì 28 ottobre, nel corso del quale è stata ripercorsa la vicenda che ha portato all’attuale situazione del chiosco a seguito di una interrogazione presentata dalla minoranza.
A illustrare la vicenda il Sindaco Riccardo Tomatis: Il bando per la concessione della struttura, della durata di quattro anni e con un canone mensile di 650 euro, era stato pubblicato nel novembre 2025. Alla procedura avevano partecipato quattro soggetti, con la presentazione di offerte tecnico-qualitative contenenti anche proposte migliorative. Progetto Otto, precedenti concessionari non avevano partecipato alla gara.
L’aggiudicazione è andata alla società La Fenice. Il Comune, a seguito di richiesta ha concesso la proroga a Progetto Otto di proseguire l’attività fino a gennaio. Successivamente sono state avviate interlocuzioni tra i privati (Progetto Otto e La Fenice) per la vendita degli arredi presenti nella struttura, con l’intento di agevolare il passaggio di gestione. La trattativa non ha dato esito positivo e il Comune a maggio ha pubblicato la determina di aggiudicazione e concesso a Progetto Otto proroga dei termini per completare lo sgombero dei locali. L’ingresso de La Fenice era quindi previsto per il mese di luglio.
Al momento di prendere possesso del chiosco, tuttavia, la nuova concessionaria ha riscontrato che alcuni impianti interni erano stati divelti, chiedendo pertanto la sospensione della procedura fino alla restituzione della struttura in condizioni di agibilità. Il Comune ha effettuato sopralluoghi per verificare lo stato dei locali e la situazione esistente.
Alla luce di questa situazione e considerato che è stato constatato che senza Chiosco la situazione di sicurezza e decoro di Piazza del Popolo è migliorata, l’Amministrazione ha deciso di valutare una possibile soluzione alternativa.
L’art. 20 del bando di gara per l’assegnazione del Chiosco prevede la possibilità di revoca della concessione e della procedura per motivi di pubblico interesse. Data l’importanza strategica di piazza del Popolo, l’Amministrazione sta valutando una possibile soluzione che consenta di valorizzare la struttura e, al tempo stesso, rispondere alle esigenze della città. In quest’ottica sono stati avviati contatti con TPL per verificare l’interesse a realizzare un punto di rivendita dei biglietti e di informazione sul trasporto pubblico locale, affiancato da un presidio della Polizia Locale. L’obiettivo è individuare una soluzione utile per la collettività, capace di contribuire a una maggiore presenza sul territorio, migliorare la sicurezza e rendere la piazza più funzionale e vissuta.
3/Chiosco di piazza del Popolo, Ciangherotti: «Dieci mesi di stallo e ora si getta la spugna. È il fallimento di un’amministrazione senza visione»
COMUNICATO STAMPA – Eraldo Ciangherotti, già amministratore comunale e provinciale, interviene sulla vicenda del chiosco di piazza del Popolo dopo quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale.
«Quanto accaduto al chiosco di piazza del Popolo è la fotografia più nitida di come viene amministrata oggi Albenga. L’amministrazione Tomatis non è stata capace di gestire neppure il passaggio da un gestore all’altro di una struttura comunale, nel cuore della città, e ora, dopo mesi di chiusura, ventila di trasformarlo in un presidio della Polizia locale con un punto biglietti di TPL Linea. Non è una scelta strategica: è un ripiego per coprire un fallimento».
I fatti- Ciangherotti ripercorre la vicenda, così come ricostruita dagli organi di stampa e dallo stesso sindaco nelle ultime ore in Consiglio comunale:
- Nel novembre 2025 la Giunta approva le linee guida per la nuova concessione quadriennale del chiosco, gestito dal 2013 dalla cooperativa Progetto 8, e proroga la vecchia gestione fino al 31 gennaio 2026.
- Il bando, con canone base di 650 euro al mese, fissava tempi precisi: acquisto delle attrezzature dal gestore uscente entro il 15 gennaio 2026 e riapertura entro il 1° febbraio, al massimo entro il 28.
- All’inizio di marzo il Comune annunciava che l’affidamento definitivo sarebbe arrivato «entro questa settimana».
- La determina di aggiudicazione arriva invece solo a maggio, con ingresso del nuovo gestore previsto a luglio. Al momento di prendere possesso dei locali, la società aggiudicataria chiede la sospensione della procedura.
- Oggi, a fine ottobre, il chiosco è ancora chiuso e il sindaco annuncia di valutare la revoca della concessione invocando l’articolo 20 del bando, «per motivi di pubblico interesse».
«Un bando fatto bene – prosegue Ciangherotti – avrebbe dovuto garantire un passaggio diretto e senza interruzioni da una gestione all’altra, tutelando lo stato della struttura pubblica. Invece la città si è ritrovata per mesi con un chiosco sbarrato nella piazza che è il biglietto da visita del centro storico, quella stessa piazza su cui il Comune ha investito risorse per la riqualificazione e il palco fisso, e che l’assessorato voleva rendere un punto di riferimento per Albenga. È un danno d’immagine evidente».
«Chiudere un’attività non è una politica per la sicurezza»
«Trovo grave il ragionamento esposto dal sindaco in aula: cioè che, chiuso il chiosco, la sicurezza e il decoro della piazza sarebbero migliorati. Significa ammettere che questa amministrazione non sa governare gli spazi pubblici se non svuotandoli. Le piazze si rendono sicure riempiendole di vita, di attività, di commercio e di eventi, non rinunciando a un’attività economica per piazzarci un ufficio. Ben venga una maggiore presenza della Polizia locale, ma non può diventare l’alibi per non aver saputo far funzionare un bando».
Una città che scoraggia chi vuole investire
«Il chiosco è solo l’ultimo esempio di un problema più profondo: a questa amministrazione manca una visione a lungo termine della nostra città. Me lo raccontano gli imprenditori stessi: chi vorrebbe investire su Albenga, quando si informa su come funziona la macchina comunale, troppo spesso si ferma, aspetta o sceglie un’altra città. È l’anomalia più preoccupante che Albenga sta vivendo, e la pagano i cittadini, i commercianti e il futuro della città».
«Chiedo all’amministrazione – conclude Ciangherotti – di chiarire pubblicamente le responsabilità per lo stato in cui è stata trovata la struttura, i costi che questa vicenda ha comportato per il Comune e tempi certi per restituire alla città una piazza del Popolo viva e frequentata. Albenga merita progetti, non ripieghi».
Eraldo Ciangherotti
3/Riparte il PIEDIBUS alla primaria Tomaso Paccini

COMUNICATO STAMPA – È ripartito anche quest’anno il PIEDIBUS, il progetto con cui l’Istituto Comprensivo Albenga Secondo accompagna a piedi, ogni mattina, i bambini della scuola primaria Tomaso Paccini. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Polizia Locale di Albenga e con l’insegnante Laura Vigo.
Due linee, una sola destinazione- Il PIEDIBUS funziona come un vero autobus, ma senza motore: ha un percorso stabilito, le sue fermate e i suoi “autisti”, gli adulti volontari che guidano e chiudono la fila. Quest’anno le linee attive sono due:
- Linea rossa, con partenza da viale Martiri;
- Linea blu, con partenza da via Dalmazia.
Lungo il tragitto i bambini si uniscono al gruppo e arrivano a scuola insieme, in sicurezza.
Un passo dopo l’altro, verso uno stile di vita sano- Andare a scuola a piedi è un piccolo gesto quotidiano che fa bene in molti modi. È movimento all’aria aperta, che aiuta i bambini ad avvicinarsi ai 60 minuti di attività fisica al giorno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda tra i 5 e i 17 anni. È un modo per arrivare in classe già svegli, attivi e di buon umore. È anche meno traffico e meno smog davanti ai cancelli della scuola.
Il PIEDIBUS è poi educazione stradale vissuta sul campo: grazie alla collaborazione con la Polizia Locale, i bambini imparano a riconoscere i segnali, ad attraversare sulle strisce e a muoversi con attenzione in città. Ed è un primo passo verso l’autonomia: conoscere la strada, rispettare le regole del gruppo, prendersi cura dei compagni più piccoli.
Generazioni che camminano insieme- C’è un valore che non si misura in passi. Ogni mattina, accanto ai bambini, camminano adulti che regalano il proprio tempo alla comunità. Lungo la strada si scambiano saluti, racconti, piccole attenzioni: i più giovani imparano dall’esperienza dei più grandi, e i più grandi ritrovano nell’entusiasmo dei bambini una ragione in più per muoversi e sentirsi parte del quartiere. È un’alleanza tra generazioni che rende la città più sicura, più viva e più accogliente.
Grazie ai volontari- Ai volontari Angela, Rinaldi, Enrico, Adriana, Maria, Domenico, Sandra e Maria alla Polizia Locale e all’ins. Vigo Laura va il sentito ringraziamento del Dirigente Scolastico, Luca Mazzara, e dei genitori per il prezioso servizio offerto alle famiglie che hanno scelto la scuola primaria Tomaso Paccini. La loro presenza, mattina dopo mattina, dimostra che una scuola cresce meglio quando tutta la comunità cammina con lei.
