Esperienza con Cardioteam sempre valida emozionante e stimolante a Ventotene con la sua natura incontaminata.

Cardioteam si articola in due rami principali: un’équipe medica specializzata guidata dal cardiochirurgo Dott. Marco Diena e la relativa Cardioteam Foundation Onlus, un’organizzazione fondata nel 2008 a Torino dedicata alla ricerca, prevenzione e solidarietà.
Come l’ anno scorso il cardiologo Luigi Madruzza, studio a Loano, ha trascorso una settimana, questa volta, su un’isola un po’ più abbordabile, Ventotene (dell’Arcipelago Ponziano), con parecchie ore di trasferimento per raggiungerla. E’ rinomata per il suo caratteristico porto romano scavato nel tufo, i fondali protetti dall’Area Naturale Marina, raggiungibile via traghetto o aliscafo dai porti di Formia e Terracina. Un’ora e mezza di navigazione con aliscafo …con bonaccia, partenza da Formia.

L’approdo su un’isola è sempre suggestivo e si ha proprio la sensazione di entrare in un mondo a sé che ti accoglie con particolare riguardo. Ti senti subito un “ospite straniero”. Cerchi di immedesimarti nella mentalità degli isolani. La bellezza e l’atmosfera dei luoghi ti affascinano da subito, quasi provando un senso di invidia per coloro che vi abitano: 678 abitanti, Vientutènë in dialetto locale, che possono superare le diverse migliaia durante il periodo estivo per l’afflusso turistico. Il sindaco è Carmine Caputo, eletto nel giugno 2022. Non è espressione di un partito nazionale, ma guida una lista civica.
Il 9 giugno scorso il Commissario straordinario di Governo Giuseppe Marinello presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura ha sottoscritto l’Accordo di partenariato tra il Commissario e la Direzione Generale Archivi per la valorizzazione del patrimonio documentario dell’ex carcere borbonico dell’isola di S.Stefano-Ventotene.
- L’esilio nell’Antica Roma: Conosciuta come Pandataria, fu scelta dagli imperatori per esiliare membri scomodi della propria famiglia. La prima fu Giulia, figlia di Augusto, seguita poi da Agrippina Maggiore e Ottavia.
- Il confino politico fascista: Durante il regime fascista, l’isola fu adibita a prigione a cielo aperto per oltre 800 oppositori politici. Tra essi il futuro Presidente della Repubblica Sandro Pertini che fu rinchiuso a scontare il confino politico dal 1939 all’agosto del 1943. Il savonese Pertini aveva già affrontato anni di carcere e confino in altre località, tra cui Ponza e le isole Tremiti. Fu scarcerato in seguito alla caduta del fascismo, tornando immediatamente attivo nella Resistenza romana.
- La nascita dell’Europa Unita: Proprio durante il confino a Ventotene, gli intellettuali antifascisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi scrissero nel 1941 il celebre Manifesto di Ventotene, il documento fondante dell’idea di un’Europa unita e federale.

“Con il passare dei giorni – racconta il dr. Madruzza– vivi l’ambiente più profondamente, conosci gli isolani e ti rendi conto delle difficoltà che devono affrontare. Mi dicevano che quasi la maggioranza delle famiglie possiede una seconda abitazione sul continente per permettere ai figli di proseguire gli studi. Si moltiplicano le spese e l’unione familiare viene non poco compromessa. Eppure l’attaccamento all’isola è tale che gli isolani non sono disposti ad abbandonare la la loro terra d’origine“.
Sull’isola è presente un medico di medicina generale due volte alla settimana. La guardia medica presente h24. Le urgenze sono gestite con elisoccorso e in caso di tempo avverso interviene l elicottero della aeronautica militare”.
“L’anello debole del sistema – commenta Madruzza– è tutta l’attività che riguarda la prevenzione e quindi lo screening periodico che in questo contesto deve essere svolto sul continente. Formia come primo intervento altrimenti Napoli o Roma. Questo aspetto riguarda sopratutto gli anziani, isolani comunque già poco propensi a muoversi/viaggiare, e per di più con patologie già cronicizzate che rendono decisamente poco agevoli questi trasferimenti”.
In questo contesto lo spirito della missione è stato ampiamente compreso e condiviso. Si è svolta infatti una attività di prevenzione che andava dalla “ banale “ ipertensione arteriosa” misconosciuta o insufficientemente trattata, alle patologie più complesse come la cardiopatia ischemica, valvulopatie, cardiomiopatie e aneurismi dell’aorta ascendente.
I controlli effettuati sono stati ben superiori a quelli programmati su prenotazione. Giornalmente arrivavano anche in gruppetti di più persone per chiedere di essere visitati anche fuori lista, cosa che avveniva regolarmente sfondando e di molto gli orari previsti!
Madruzza: “Pensavo alla partenza di unire utile al dilettevole, ma in una settimana neppure un bagno in quel mare meravigliosamente fuori dal comune. La particolarità sta anche nel fatto che gli esami sono stati tutti effettuati direttamente sulla barca fatta ormeggiare all’inglese (appoggiata al molo sulla fiancata) per favorire l’accesso a bordo dell’imbarcazione “Serena“, che per l’occasione si è trasformata in un ambulatorio medico galleggiante. Ammirevole è stato lo spirito di collaborazione costante del personale del porto, in particolare Enrico responsabile della Marina e senza di lui avrei avuto qualche difficoltà anche nella gestione dell’ormeggio della imbarcazione nelle giornate di mareggiate e vento teso“.
In alcuni il cardiologo pietrese-loanese ha svolto visite a domicilio, con pazienti impossibilitati a muoversi. Un’occasione in più per addentrarsi anche nei rapporti interpersonali e nella comprensione dello spirito di queste particolari e fieri abitanti.
Madruzza: “In occasione di una di queste visite ho diagnosticato una severa valvulopatia aortica misconosciuta da risolvere con un cateterismo cardiaco presso un centro specializzato ad hoc“.
Un totale di 130 visite effettuate. Sono state riscontrate almeno una ventina di patologie di varie genere totalmente ignorate e al momento ancora paucisintomatiche (sintomi scarsi e di lieve entità). Numerosi i pazienti ipertesi e non trattati, con plurimi fattori di rischio passati fino allora inosservati.
Madruzza: “Si è presentata quindi l’occasione di poter dare a molti di loro giuste indicazioni su un corretto stile di vita essenziale per una buona prevenzione. Ho lasciato l’isola un po’ come fosse una seconda casa, un secondo studio medico con l’intento/ promessa di ritornarci”.
Al Cardioteam è stata calorosamente fatta la richiesta di svolgere questa attività annualmente … chissà !
“Un particolare saluto – conclude il cardiologo che ha concluso la sua lunga esperienza al Santa Corona di Pietra Ligure- al signor Coraggio che ha seguito costantemente la nostra missione con particolare attenzione. Buon vento a tutti”.

