Il tempo incerto e la pioggia non hanno fermato la sfilata finale della 97a Adunata dell’Associazione Nazionale Alpini. 80 mila penne nere per le vie di Genova e il passaggio in Via Venti Settembre, leggermente in discesa, presentava visto dal Ponte Monumentale sovrastante a metà circa della strada, uno spettacolo di rara bellezza scenografica.
di Enrico Pelos

La sfilata dei moltissimi gruppi degli alpini arrivava poi in via Diaz e alla tribuna d’onore con le autorità militari e civili davanti a Piazza della Vittoria.
É la sesta volta che l’Adunata Nazionale si svolge a Genova dopo 25 anni dall’ultima, che si svolse nel 2001. Le altre furono nel 1931, 1952, 1963, 1980 e quindi è a Genova che si sono svolte più adunate tra le città italiane. Il Presidente della sezione ANA di Genova Stefano Pansini ha voluto esprimere nel suo discorso di benvenuto che “La nostra è una terra di mare, ma anche di fatica e di sacrificio. valori che appartengono profondamente alla cultura alpina e che ritroviamo nel nostro carattere. In ogni famiglia genovese c’è stato o c’è un alpino…”.
Il giorno prima, bella giornata estiva, ha visto centinaia di persone radunarsi lungo la promenade di Corso Italia per assistere all’emozionante spettacolo dei Paracadutisti lanciatisi da aerei in volo che, con discesa lenta quasi sospesa nel cielo, sono atterrati sulla spiaggia di San Nazaro in riva al mare, e con vista sui numerosi camper degli alpini posteggiati lungo tutto Corso Italia e provenienti dalle molte città d’Italia.
Nei giorni precedenti nella sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale anche il presidente della Regione Liguria Bucci ha ricordato che “Dopo 25 anni l’Adunata nazionale degli Alpini è un grande evento ed una festa, ma non solo”.
E’ arrivato anche il messaggio augurale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e ci sono state cerimonie al memoriale del Ponte Morandi davanti ai nomi delle 43 vittime del crollo, l’Omaggio ai Caduti con la presenza del Ministro della Difesa On. Guido Crosetto, la Santa Messa in cattedrale celebrata da Monsignor Marco Tasca, Arcivescovo di Genova, insieme a diversi cappellani militari.
Nei giardini della Stazione Brignole è stata preparata una “Cittadella” con allestimenti e mezzi utilizzati dai militari e dagli operatori della Protezione civile. Si sono visti migliaia di alpini in festa camminare, anche con divise antiche e mezzi militari particolari, lungo le molte strade del centro con genovesi e turisti che brindavano insieme a loro.

Si sono sentiti cori e fanfare alpine, espressione della tradizione musicale delle trincee della Prima Guerra Mondiale: ci sono nell’ANA 143 cori e 68 fanfare, molte delle quali presenti a Genova. Esse hanno contribuito a creare una particolare atmosfera con esibizioni tenute in teatri come il concerto dei “Cori sotto la Lanterna” al Teatro Carlo Felice, chiese, e spazi all’aperto come il concerto del coro Soreghina (Coro ufficiale della Sezione ANA di Genova) al Forte di Santa Tecla (uno dei Forti di Genova, la cui costruzione risale all’inizio del 1744) organizzato a scopo benefico per la Fondazione Gigi Ghirotti.
La fanfara del Gruppo di Rogno (Bergamo) ha allietato la popolazione attraversando con la sua musica il quartiere di San Fruttuoso.
Sono stati circa duecento gli appuntamenti musicali che per alcuni giorni hanno reso Genova un grande spettacolo corale con dialetti e tradizioni provenienti da ogni parte d’Italia.
Erano presenti anche delegazioni arrivate dall’estero – alcuni hanno percorso molti chilometri a piedi – da Argentina Australia, Sudafrica, Cile, Uruguay, Spagna, Germania, Repubblica Slovacca, Svizzera, Francia, Canada e Stati Uniti con un gruppo California e dalla Scozia. Fuori dai confini italiani sono 35 le rappresentanze suddivise in sezioni e gruppi autonomi.

Alla Sala Munizioniere del Palazzo Ducale era stato allestito un museo con divise dalle origini al 1945, cimeli e documenti ed anche con una sezione della IFMS (Federazione internazionale dei soldati di montagna). Altre mostre sono state allestite presso il Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, all’Archivio di Stato e al Palazzo della Borsa. E’ stata allestita anche una rassegna di fotografie e documenti relativi alla missione in Mozambico del 1993, con gli ultimi alpini di leva. Nell’atrio del Palazzo Ducale era presente anche uno stand con annullo filatelico celebrativo.

Nel suggestivo Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sono stati consegnati contributi alla Fondazione Don Gnocchi, all’UNITALSI Ligure e alla Fondazione CEIS GENOVA. Il premio “Giornalista dell’anno” è andato a Chiara De Carli, della Gazzetta di Parma che, con il suo lavoro di cronaca, ha raccontato spesso l’opera e i valori dell’ANA.
L’Associazione Nazionale Alpini è una realtà molto organizzata e alla fine del 2024 contava 80 Sezioni e 4.250 Gruppi in Italia; inoltre 30 Sezioni, più 5 Gruppi autonomi sono presenti in Canada e in Russia. Essa conta oltre 320mila soci tra ordinari e aggregati.
Gli alpini sono da sempre molto amati perché sono un aiuto concreto di solidarietà ed intervento nei peggiori momenti di calamità nazionali.
Sono intervenuti con unità professionali, addestrate ed equipaggiate scavando macerie e salvando molte vite, spalando il fango delle alluvioni, ricostruendo case e scuole crollati per terremoti, e facendo beneficienza, raccogliendo fondi, e sempre con grande impegno nel volontariato e nella protezione civile.

Durante i 4 giorni dell’Adunata erano stati allestiti ovunque posti di ristoro e numerosi esercizi commerciali hanno aderito a programmi di accoglienza con prezzi trasparenti e promozioni. Oltre 1000 volontari hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione.
La sfilata finale è cominciata alle 9 di mattina e si è protratta fino alle 6 di sera, circa sempre tra due ali di folla e lungo tutto il percorso sono stati applauditi i vari reparti comprendenti anche giovani dei campi scuola dell’ANA, volontari alpini delle Olimpiadi ed unità cinofile.
Ha sfilato anche un mulo simbolo e ricordo di questi tenaci animali che tanta parte ebbero nell’aiuto agli alpini, simbolo vivente della montagna e fedele al punto che c’è un detto che dice: “Togliere il mulo ad un alpino è come strappargli la penna dal cappello”. A proposito di fedeltà lo scrittore ed alpino Mauro Corona ricordò in un’intervista che un giorno ad una manifestazione egli venne riconosciuto dal mulo, dopo un semplice richiamo, tra i molti altri presenti, che era stato con lui molti anni prima. Lo scrittore Giulio Bedeschi, l’autore di “Centomila gavette di ghiaccio” ricorda il comportamento particolare di un mulo nel sostenere un ferito.

Per quanto riguarda il Ponente Ligure si sono visti sfilare molti amministratori, guidati dal rappresentante della provincia e da molti sindaci del savonese a testimoniare la vicinanza della società civile agli alpini e le sezioni di Savona, Imperia, Col di Nava che è quella che custodisce al Colle i resti del generale Battisti, comandante della Brigata Alpina Cunense e della sua storia, Vado e Quiliano con i loro “Lüi delle Rocche Gianche”, Monte Beigua, Ceriale, Plodio, Valle Bormida etc.
Altre sezioni della Liguria hanno sfilato come Genova, Sampierdarena Cantore che ha un nome scolpito nella storia degli alpini. È qui che é nato Antonio Cantore il 4 agosto del 1860 il cui nome é scolpito nella memoria della storia degli alpini al punto che ne é diventato il titolare del loro “Paradiso” ovvero il luogo dove tutti quelli che “vanno avanti” trovano la pace. La sezione di Genova conta 57 gruppi e il vessillo della città è quella Croce di San Giorgio rappresentata anche in bandiere straniere come quella del’Inghilterra. Erano presenti, tra le altre, anche le sezioni di Recco Golfo Paradiso e La Spezia dove l’alpino incontra il mare.


Alcune sezioni della Liguria di Ponente hanno poi storie particolari. La sezione di Imperia é quella i cui avi ai tempi degli antichi romani, quando Roma marciava sulla Via Iulia per andare a conquistare le Gallie incontrò le maggiori resistenze proprio tra le montagne dell’Imperiese contro i Liguri che furono quindi le prime truppe che combatterono in montagna contro l’esercito di Roma. I primi alpini erano liguri ed originari delle montagne dell’imperiese.
La sezione di Savona è stata fondata nel 1932, e conta oggi quasi 2000 soci distribuiti in 41 gruppi, ed ha quattro medaglie d’oro al valor militare sul suo vessillo. Il gruppo di Vado ha cominciato proprio 100 anni fa ad effettuare gli interventi di collaborazione e solidarietà con il territorio. Il savonese è uno dei territori più estesi in cui la zona di campagna e di montagna è più abitata e questo fa si che ci siano ben 41 gruppi distribuiti sul territorio.
Lungo l’arco della giornata della sfilata si sono avvicendate nella tribuna d’onore diverse autorità: il presidente nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, la sindaca di Genova Silvia Salis, il gen. c.a. Franco Federici, il comandante gen. Lorenzo D’Addario, il gen. div. Alberto Vezzoli, comandante delle Truppe alpine e personalità politiche nazionali.

La sfilata si è poi conclusa con l’importante “Passaggio della Stecca”, un manufatto in legno che contiene le targhe ricordo delle varie adunate e dove ci sono ancora 3 posti liberi per arrivare al centenario. La cerimonia ha visto lo scambio simbolico delle consegne tra i Presidenti ANA delle Sezioni di Genova, Sig. Stefano Pansini al Sig. Enzo Rizzi di Brescia, e tra le autorità civili nella persona della Sindaca di Genova Sig.ra Silvia Salis alla Sindaca della città di Brescia Sig.ra Laura Castelletti dove si terrà, nel 2027, il 98o Raduno degli Alpini.

E’ stato eseguito infine l’Ammainabandiera situata in cima alla “Scalinata delle Caravelle” di fronte alla tribuna delle autorità.
Genova ha dimostrato una grande vitalità e che sa offrire degli eventi a livello internazionale e intergenerazionale come dal concerto, di un mese fa circa, della Dj belga Charlotte de Witte per migliaia di giovani in Piazza Matteotti; a queste giornate di Adunata per tutti, giovani e meno giovani insieme con grande entusiasmo e divertimento uniti nella profonda gratitudine che lega gli Alpini alla città di Genova e alla Liguria.
E dunque concluderei questo articolo con le belle parole del discorso di chiusura della Sindaca di Genova Sig.ra Silvia Salis: “Cari alpini grazie di averci regalato la vostra allegria ed il vostro senso di comunità. Portate nel cuore il profumo del nostro mare e il vento dei nostri crinali. Viva Genova. Viva gli Alpini”.
Enrico Pelos




