Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Celle Ligure vota all’ombra della diarchia


La cultura e la pratica politica di Celle Ligure sono immolate a spirito di servizio !? E non solo. C’è chi, pur di difendere la propria onestà, 10 anno or sono, ricorreva alla giustizia. Oggi, se le previsioni della vigilia saranno confermate, tornerà sindaco Remo Zunino. Dieci anni or sono, nel 2008, aveva fatto condannare un cittadino di Varazze ( G.R. identificato come autore di vari post in un sito web) per diffamazione: 5 mila € di danni morali, oltre a spese processuali. False accuse di ‘mani nella marmellata’, per i lavori sull’ex rilevato ferroviario, aveva sentenziato l’allora giudice Lorena Canaparo, ora presidente del tribunale di Savona. Celle che torna alle urne nel segno della discontinuità e del cambiamento ?  Che all’edilizia del massimo profitto predilige opere pubbliche ?

Aprirà le porte alla meritocrazia e alle competenze ? Una bella notizia per la Celle onesta e operosa, per chi si sacrifica ogni giorno senza visibilità mediatica, per chi fa il suo dovere nell’agiatezza o nell’umiltà. Celle con le sue pagine di storia e che nel nostro piccolo minoritario mondo informativo, cercheremo di raccontare. Senza chiederci a chi giova o meno. Se trionferà, caso unico in Liguria, ancora la diarchia. Forse vestita di nuovo e ammaliante.

Era  invece l’11 agosto 2007, 11 anni fa, quando Il Secolo XIX annunciava che un altro l’attacco alla giunta di Remo Zunino finirà in tribunale.  Di quel caso però non conosciamo l’esito finale. Riportava la cronaca locale del quotidiano, a firma di Gianni Vaccaro: “…L’altra mattina i volontari dell’associazione Casa della Legalità e della Cultura di Genova hanno messo sotto accusa l’appalto del pennello del Buffou, assegnato alla Co.For, azienda in odore di mafia finita nel mirino dei giudici per i lavori sulla Salerno – Reggio Calabria e l’intervento della LigurCelle sull’ex rilevato ferroviario…”. Il sindaco replicava: “Abbiamo tutte le certificazioni antimafia….è un chiaro attacco politico, ci hanno dato dei mafiosi su supposizioni e dati errati. Lunedì incontrerò il legale del Comune ed il direttore dei lavori del pennello. Poi daremo incarico ai legali per tutelare il lavoro degli uffici ed il buon nome della città. Chiederò al procuratore Giancarlo Caselli di verificare l’operato dell’associazione…”. Intervenne anche l’avv. Sergio Acquilino: “ E’ falso che la Co.For sia senza certificazione antimafia ed è assurdo l’attacco sconsiderato contro Franco Zunino, all’epoca responsabile del procedimento per il Comune di Celle, siamo tutti convinti della sua onestà  e che mai e poi mai si possa parlare  di infiltrazione mafiose nel Comune di Celle Ligure….Anche dal segretario dei Ds cellesi, Andrea Bruzzone, piena solidarietà al sindaco e all’ingegnere…Persone la cui onorabilità ed integrità morale sono fuori discussione”.

Era venerdì 25 aprile 2008 – dunque sempre 10 anni fa – quando La Stampa a firma di Marco Raffa pubblicava: ‘Celle, sindaco e funzionari condannati per l’isola ecologica. Assoluzione solo per i rifiuti ‘non pericolosi’.  Imputati Remo Zunino, i funzionari comunali  Franco Zunino, Giuseppe Barberis, Luigi Pellizzari e l’ex presidente della Servizi Tecnologici, Leandro Gulli. I quattro sono stati assolti da giudice Marco Rossiperchè il fatto non costituisce reato‘ dall’accusa di aver consentito lo stoccaggio provvisorio di rifiuti non pericolosi, ma condannati a due mesi e 20 giorni di arresto per lo stoccaggio di rifiuti  pericolosi. I difensori Franco Aglietto e Marco Genta hanno annunciato ricorso in appello con la tesi secondo cui l’isola ecologica non necessitava  di autorizzazione provinciale come invece sostenuto dal Noe e dal sostituto procuratore Alessandra Coccoli che nel 2004 aveva disposto il sequestro del sito.  Il sito di Sanda era recintato e gestito da un custode che vigilava sui rifiuti che venivano portati dai cittadini, ma questo non era bastato a evitare il sequestro e la denuncia, i guai”.

Anche in questo caso l’archivio stampa non ci aiuta. E’ probabile l’assoluzione in appello o forse la prescrizione. Forse in attesa di ricevere utili chiarimenti, non ci resta che riportare il solco della cronaca di cosa accadeva 10 anni fa.

QUANDO L’EX SINDACO ED AVVOCATO ACQUILINO SCRIVEVA:

PERCHE’  NON VOTERO’ RENATO ZUNINO E GLI AGGIUSTATORI

L’avv.  Sergio Acquilino in un comunicato: “Perchè non voterò Renato Zunino ( omonimo  di cognome, stessa militanza di Remo Zunino ndr).  E spiegava le ragioni: “…Non pesa, se non in minima parte la condanna di 16 anni fa per abuso d’ufficio….quella vicenda è chiusa, Zunino ha pagato una condanna, sia pure patteggiata, il suo debito con la giustizia, anche se non rappresenta un bel biglietto da visita…Non importa cosa ha fatto un candidato nel passato, semmai ciò che ha fatto  negli ultimi tempi e cosa si propone di fare per il futuro, se eletto. In questo periodo l’amministrazione comunale è stata oggetto di pressioni politiche non indifferenti da parte di alcuni imprenditori che, essendo interessati a speculazioni edilizie, chiedevano di modificare a loro favore il Piano Urbanistico Comunale approvato quando io ero sindaco. Mi riferisco non solo e non tanto al rilevato ferroviario, quanto piuttosto alla zona delle ex Colonie milanesi e bergamasche ed alla fabbrica Olmo. ….Zunino ha inserito nel suo programma la possibilità di modificare il Piano urbanistico….mi accusava di aver redatto un Puc troppo restrittivo, che impediva  nuove edificazioni… Credo che Celle non abbia bisogno di ulteriore espansione  urbanistica e che un’amministrazione sana ed onesta non debba piegarsi al volere della grossa speculazione (zona Olmo, Roglio, ecc)….Non lo voterò per le sconsiderate scelte programmatiche che portano alla rottura dell’unità con la sinistra cellese e il parallelo coinvolgimento nel Comitato della lista Insieme per Celle di persone marcatamente di destra e oltre…, Zunino  che ha fatto di tutto per scoraggiare la candidatura di Giovanni Durante alle primarie, riducendo le primarie ad una farsa e costringendo di fatto altre persone serie, come Michele Beltrami, ad uscire dal comitato che sosteneva la lista….Ho riflettuto prima di scrivere perchè con Renato Zunino ho avuto un rapporto politico…durato 30 anni e mi dispiace che lui, da quasi anarchico e comunista convinto quando l’ho conosciuto, sia finito a sostenere gli interessi di imprenditori del cemento…Mi dispiace perché è stato lui a propormi la candidatura a sindaco nel 1995 e durante il mio mandato si è comportato con estrema correttezza, mai pressioni, seppure in allora già svolgesse l’attività di consulente…Ci sono nel paese forze nuove, alternative a Renato Zunino, ma non l’attuale minoranza consiliare,  che meriterebbero di essere coinvolte in un progetto che sappia salvaguardare tutto ciò che di buono (ed è veramente moltissimo) è stato fatto a Celle dalla sinistra dal 1975 in avanti”.

RICORDI DA VECCHIO CRONISTA: SOLO PER TESTIMONIARE

Dal lontano 1967 umili cronisti di gavetta e di strada di questa provincia, senza ricette miracolose da suggerire. Ma testimoni dello scempio politico, morale, urbanistico, turistico, economico in cui è stato ridotta questa provincia, la fascia costiera soprattutto. Siamo stati testimoni degli anni in cui il Pci e la sinistra, non quella estrema, hanno governato. Abbiamo conosciuto chi ha trasformato il suo ruolo  al servizio della comunità in ‘politico di professione‘ (e almeno in questo Silvio Berlusconi ha mille motivi per detestare, da sempre, questa ‘classe’ minoritaria, di fatto  dominante in larghi settori nazionali). Abbiamo seguito decine di inchieste e di processi, assoluzioni e condanne, patteggiamenti e prescrizioni, intercettazioni telefoniche ed ambientali, letto atti giudiziari che chiamavano in causa amministratori pubblici, ma anche partiti, verbali di perquisizioni, conti bancari, libretti al portatore con nomi spesso curiosi.

Abbiamo maturato, da cronisti  incamminati lungo il viale del tramonto, alcune convinzioni . Il cittadino, o se volete l’elettore non ha memoria, o meglio i ‘senza memoria’ sono una costante e radica, indistruttibile, maggioranza, così come non è mai stato eletto (con poche eccezioni, ormai lontane) un sindaco ‘anticemento‘, non diciamo ‘Verdi talebani‘, komenisti ambientali. Ci riferiamo a candidati che abbiano anteposto l’interesse superiore della comunità, con strumenti  e scelte urbanistiche, di pianificazione territoriale per ‘città a misura d’uomo‘, a misura di un turismo sostenibile. Per salvaguardare e rilanciare lo sviluppo dell’industria alberghiera. Importante e strategica risorsa dopo la morte delle industrie savonesi sia in termini di posti di lavoro, sia ricadute nel commercio, artigianato, tessuto sociale da paese civile.

Progetti urbanistici capaci di creare sviluppo materiale, ma anche etico politico, non da clientele e ristrette confraternite degli affari, semmai un’eredità virtuosa da tramandare con orgoglio alle future generazioni. Cinque sindaci della Riviera: Carlo Gambetta a Noli, Enrico Rembado a Borgio Verezzi, Felice Elice a Loano, Dino Grollero ad Alassio, Bruno Marenco prima a Savona, poi a Spotorno. Tutti disarcionati o emarginati nel corso del loro mandato. Se non apertamente osteggiati. Rembado, Marenco, Gambetta sono in vita, quest’ultimo è tra i tenaci che continuano a testimoniare, approfondire e scrive sul nostro blog. I primi tre democristiani e galantuomini, da schiena dritta, ideale della buon amministrazione e coerenza messa in pratica ogni giorno. Spesso anche in contrasto con i dirigenti del partito. Grollero, medico di famiglia, comunista, mai chiacchierato, né indagato, è quello che ha avuto il mandato più breve, in una delle città culla della speculazione e che oggi scommette, pia illusione, di “‘far tornare  grande Alassio, ai fasti degli anni d’oro e del turismo straniero, poiché sta morendo”. Marenco, ritiratosi dalla politica attiva dopo l’esperienza di Spotorno, non era l’idolo del Pci e della Federazione da primo cittadino di Savona (lo ritenevano persino l’ispiratore delle inchieste sul partito e dintorni dell’allora procuratore della Repubblica Renato Acquarone) e a Spotorno vinse per una manciata di voti.

Celle Ligure, con la parentesi del sindaco avv. Acquilino almeno stando alla sua testimonianza, ha benedetto i “garanti dell’edilizia‘ che da lavoro e rende felici. Valorizza e premia le aree edificabili, le varianti ai progetti, meglio se più di una. Edilizia che accarezza gli elettori riconoscenti. Sa convincere un contadino, tra i valorosi rimasti, che conviene far fruttare l’area con indici  di edificabilità premianti. E dove non provvede il Comune, ci pensa la Regione e l’assessore amico. Il ‘piano casa‘ che aiuta  anche i poveri, mette carburante pulito nell’economia in panne.

Ecco, come avevamo annunciato, trucioli.it ripercorrere a ritroso, pagine di storia, forse significative ed ‘istruttive’ o da leggere come storia di Celle Ligure e dei suoi ‘regnanti’.

RIFLESSIONI DI UN ‘TESTIMONE’ CELLESE –

Chi ricorda Carlito Buccelli, compianto, mitico e superbattagliero presidente locale e provinciale degli albergatori (non è un caso se morì povero e dimenticato).

Ebbene, un testimone dei tempi, pochi giorni fa, raccontava e rifletteva a voce alta. Non sono esperto di politica e di amministrazione. Ho letto su trucioli.it (VEDI……) il riferimento a Luigi Bertoldi e credo abbia ragione. Chi conosce di persona Renato Zunino e Luigi Bertoldi, credo si sia formato un’idea di massima. Dati di fatto inconfutabili. Zunino non si è più staccato dalla poltrona di sindaco, capace di fare il bello e cattivo tempo, penso senza rubare e credo neppure arricchirsi. Non ho mai apprezzato un certa arroganza tipica del partito dove è cresciuto. Dicono, del resto, che anche gli innocenti patteggiano la pena. Negli anni nel quali non fu primo cittadino, Renato Zunino, si faceva sentire ed ubbidire, magari con qualche eccezione. Leggevo sul Secolo XIX che nelle sue scelte urbanistiche, Zunino, coinvolgeva enti, associazioni, categorie, cittadini. Insomma un sindaco che sapeva ascoltare. Ma ricordo anche Maria Carbone, sindaco per due anni e mezzo, manlevata dal commissario prefettizio. Era impiegata del Comune di Savona e cercava di amministrare con indipendenza dagli omoni o omini e fu silurata o forse non ebbe fortuna.

E che pensa del ritorno di Remo Zunino ? Probabile vincitore se gli avversari saranno capaci di dividersi. Magari, questa volta, ‘divisi si vince’,a Celle la ruota che gira al contrario. Risposta da spettatore ed osservatore. L’amministrazione uscente aveva prevalso per poche decine di voti, e forse non rappresenta la maggioranza dei cittadini (contribuenti). La presenza di tre liste, nelle consultazioni precedenti, se non istituita ad arte, è stato un omaggio alla squadra del valoroso navigatore Renato. Lui, in molti anni di amministrazione e dedizione, ha intessuto una vasta ragnatela di meriti (da non confondere con favori illeciti) che trovano riscontro nel consenso maggioritario. Qui non siamo in Calabria, né in Sicilia. Il Comune non è stato sciolto per mafia o per ‘traffico di voti’. Si è vinto con figli e figliastri ? E’ possibile. Non serve neppure rivangare nel passato, ai cittadini non interessa più di tanto. Non fa presa, non serve a misurare la ‘statura‘ dell’uomo pubblico. Passato in cavalleria quel caso vergognoso della costruzione dell’ing. Zunino (impiegato del Comune, nulla da spartire con la coppia dei Zunino sindaci), il quale ha fatto pro domo sua….gli interessi della comunità. 

I problemi di Celle Ligure ? Si potrebbe riflettere in merito all’altissima ed immotivata tassa dei rifiuti urbani, il borgo tenuto malamente, il  deserto, salve poche settimane all’anno di turismo e manifestazioni. La costante chiusura di alberghi, le difficoltà e dissesti di ristoranti, la chiusura dell’asilo infantile “N. Aicardi” (‘privato’ e che non costava al contribuente). La Casa di riposo vide una solidale assemblea a favore dell’antica istituzione, ma sempre minata. L’opposizione riuscirà a far prevalere il buon senso ? Celle è stato un granaio che ha seminato anche odio, lacerazioni tra chi non ha mai accettato di farsi da parte, considerandosi il ‘salvatore della patria’ e chi forse pur meritando il consenso è rimasto impotente.

Quale conclusione, almeno da cronisti con i capelli bianchi ? L’edilizia resta la madre dei consensi, a Celle Ligure come in altre località. Crea aspettative ed illusioni che poi la memoria cancella. Non è un caso se le uniche categorie in costante espansione sono le agenzie immobiliari, cresce il numero di geometri, ingegneri ed architetti (contrariamente ai medici, per citare un dato).  Sono pressoché scomparsi gli imprenditori edili che possedevano, oltre alle disponibilità finanziarie, alle linee di credito delle banche, il bagaglio dei muratori e manovali italiani dipendentyi. Oggi c’è una miriade di imprese artigiane straniere. Ci sono i subappalti dei subappalti. L’Ispettorato del lavoro è ridotto quasi all’impotenza (il governo nazionale gialloverde  annuncia 300 nuove assunzioni), così come gli ispettori Asl che intervengono solo se ci scappa il morto o a fronte di un’indagine penale. Stanno scomparendo gli albergatori, ma non gli Stabilimenti balneari, si moltiplicano bar e panetterie, ma chiudono le botteghe a fronte di un incremento dei bazar rilevati da cittadini del continente asiatico. E sia chiaro Celle non è un’eccezione.

Chissà se non sarebbe più utile al futuro di Celle e delle generazioni a venire una salutare svolta di uomini e metodi, di cultura politica. Se il caso diamo pure una medaglia ‘honoris causa‘ a chi si è sacrificato e compie l’ultimo sacrificio di farsi da parte o, si suole dire, almeno un piccolo passo di lato.  Pur sempre con orgoglio e spirito di servizio. Anche se ‘L’acqua del sindaco‘  si è fermata alla “nota informativa sulla qualità dell’acqua immessa nella rete di competenza del Comune di Celle Ligure al 30 giugno 2017″. E il giornalino comunale è fermo alla sensibilizzazione dei cittadini nella lotta all’amianto.

Luciano Corrado

NOTA DI REDAZIONE: Sul prossimo numero di trucioli.it “Soldi per il finanziere-  banchiere Gianpero Fiorani, indagine a Celle. Accertamenti  della Tributaria sulla vendita di box in nero nel complesso LigurCelle di Pietro Pesce. Quel Fiorani, ormai ex, che acquistò e poi vendette ad Andrea Nucera – architetto a Ceriale e Albenga, ex giovane consigliere comunale socialista e già mega imprenditore di successo in provincia di Savona, oggi ‘latitante’ a Dubay – un’area di 60 mila mq. fronte mare a Ceriale, denominata T 1, sfociato in processi ed assoluzioni, che rappresenta il peggiore ‘disastro edilizio ed urbanistico’ della storia di Ceriale, della provincia e che il curatore fallimentare (nove palazzi, centinaia di alloggi e box) non trova acquirenti. Una paralisi decennale. L’imprenditore Pesce che si difendeva: “Con quella gentaglia rapporti chiusi da più di un anno”. Andrea Nucera il cui padre Giovanni, non più in vita, un passato da consigliere comunale, segretario del Psi ingauno, tesoriere del Psi provinciale, acquirente di alloggi, a Sassello, che appartenevano ai coniugi Teardo. Il figlio Andrea non entrò mai nello ‘scandalo’ che scosse la Liguria e l’Italia. Dove la P 2 aveva un ruolo anche nel savonese. Per le giovani generazioni restano vicende sconosciute e nel corso degli anni emerse la ‘verità giudiziaria’, non necessariamente gemella della ‘ verità reale‘ che veramente in pochi potrebbero conoscere, ricordare.

26 giugno 1985 25 maggio 1990 Renato Zunino Partito Comunista Italiano Sindaco
28 giugno 1990 18 luglio 1992 Renato Zunino Partito Comunista Italiano Sindaco
29 agosto 1992 10 gennaio 1995 Maria Carbone Partito Democratico della Sinistra Sindaco [14]
10 gennaio 1995 24 aprile 1995 Andrea Santonastaso Comm. straord. [15]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Sergio Acquilino Alleanza dei Progressisti Sindaco
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Remo Zunino Lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Remo Zunino Lista civica di centro-sinistra Sindaco
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Renato Zunino Lista civica di centro-sinistra Sindaco
26 maggio 2014 in carica Renato Zunino Lista civica di centro-sinistra Sindaco

E PER LA SERIE TITOLONI SE CONDANNATI, MA NEL DIMENTICATOIO DI COME E’ FINITA

E QUANDO LA DEMOCRAZIA CRISTIANA SCRIVEVA

ILLUDENDOSI DI INFLUENZARE GLI ELETTORI

MA NON POTEVA SAPERE CHE SOLO ‘MANI PULITE’ CAMBIO IL VOTO DEGLI ITALIANI

PREMIANDO LA LEGA NORD DI UMBERTO BOSSI (ora tra i condannati della Repubblica) E SILVIO BERLUSCONI

LEADER ASSOLUTO DEI POLITICI E PRESIDENTI DEL CONSIGLIO, A SUO DIRE, PERSEGUITATI DALLA GIUSTIZIA

 

 

 


L.Corrado

L.Corrado

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