Rivoluzione per i palazzi del Priamàr. La Giunta comunale ha deciso. Si spera che per i progetti si tenga conto anche dei pareri e delle proposte della “Consulta Comunale per il Priamàr”.
di Rinaldo Massucco

Il 22 ottobre scorso, con delibera n. 189 (vedi……), la Giunta comunale di Savona ha deciso il futuro dei palazzi della Fortezza di Savona, sul Priamàr: la destinazione del primo e del secondo piano del “Palazzo della Loggia del Castello Nuovo” a sede degli uffici della Fondazione CIMA e la conseguente riorganizzazione e riallestimento dei Musei-Collezioni d’arte contemporanea “Pertini” e “Cuneo” (ubicati al secondo piano della Loggia) e del secondo piano del “Civico Museo Archeologico e della Città” (ubicato al primo piano della Loggia).
Sono state quindi confermate le voci che circolavano da oltre un anno in Città circa la collocazione sul Priamàr degli uffici della Fondazione CIMA, che attualmente si trovano presso il Campus universitario di Legino (il CIMA, Centro Internazionale in Monitoraggio Ambientale, è un ente di ricerca, che si occupa di studio, previsione e prevenzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici come alluvioni, incendi boschivi, siccità, perdita di biodiversità terrestre e marina).
I nuovi uffici CIMA su Priamàr, a quota m 35 slm, saranno per il futuro al sicuro dall’innalzamento del livello marino dovuto a cambiamenti climatici, certo più dell’attuale sede nella piana di Legino, ma non è chiaro se questo sia il motivo principale della richiesta-proposta fatta dal CIMA al Comune di Savona di avere sul Priamàr la propria sede. Quello che è certo è che negli anni 2024-2025 tale richiesta fu evidentemente accettata dalla Giunta comunale e fu inserita nel dossier depositato presso il Ministero della Cultura nell’ambito della candidatura della Città di Savona a “Capitale della Cultura 2027”, dove fu scritto che “il Comune di Savona intende valorizzare il Complesso Monumentale della Fortezza del Priamàr come luogo altamente simbolico sui temi dell’ambiente, della protezione civile e dei cambiamenti climatici”.
E’ poi noto che Savona non vinse la candidatura, ma con tutte queste premesse la Giunta comunale confermò la propria intenzione, che non è mai stata spiegata in modo chiaro ai cittadini savonesi, ma probabilmente è anche stata influenzata dalla consapevolezza che è certamente importante che il Comune acquisisca e valorizzi e apra al pubblico i complessi monumentali di Palazzo Della Rovere, di S. Giacomo e di S. Agostino, oltre che del Priamàr, ma che i costi di queste gestioni non saranno indifferenti, e di conseguenza l’affitto di locali del Priamàr al CIMA potrebbe coprire in parte costi gestionali e manutenzione del “Palazzo della Loggia” e magari anche degli ascensori e servizi del Priamàr.
Fatto sta che i due piani superiori della Loggia dovranno essere liberati per fare posto agli uffici del CIMA: dalla delibera di Giunta del 22 ottobre scorso si apprende che “la collezione donata dal Presidente Sandro Pertini troverà collocazione a Palazzo Della Rovere, nel salone su via Pia al primo piano” (i costi saranno sostenuti nell’ambito del recupero di tale palazzo), mentre “la collezione donata dall’artista Renata Cuneo troverà invece maggiore valorizzazione in una sala allestita all’interno della Pinacoteca civica” (spesa prevista 55.000 euro).
Dovrà ovviamente essere riallestito anche il Museo Archeologico: la parte al piano-terra della Loggia rimarrà inalterata, mentre sarà necessario “il trasferimento delle opere ora al primo piano del Palazzo della Loggia al piano terra del Palazzo del Commissario, con riqualificazione anche del piano superiore da impiegare anche per iniziative dello stesso Museo e dovrà permettere il mantenimento delle condizioni necessarie all’allestimento estivo della piazza del Maschio per lo svolgimento della stagione lirica, cinematografica e di altri spettacoli; il perseguimento di tale ricollocazione richiede l’affidamento di un incarico professionale di progettazione architettonica e di riallestimento, nonché di progettazione di apparati multimediali relativi alla nuova sezione “museo della città, con quantificazione dei relativi costi” (pari a 100.000 euro).
Sembra ovvio che il progetto di riallestimento del Museo dovrà essere seguito anche dalla “Consulta Comunale per il Priamàr”, che (in base al vigente regolamento comunale, 2) “esprime pareri e proposte sulla realizzazione degli interventi concernenti il complesso monumentale del Priamàr sia nella fase di formulazione sia nella fase di progettazione sino ad eventuali varianti…e per le nuove utilizzazioni”, con la propria “attività consultiva e di supporto atta ad assicurare il recupero ed il riuso del Priamàr su basi scientifiche e culturali”, che “costituisce supporto della Giunta, delle competenti Commissioni consiliari e, di concerto con il Dirigente competente, dei tecnici incaricati, dalla fase di progettazione alle eventuali varianti”.
Purtroppo negli ultimi anni la “Consulta Comunale per il Priamàr” non è più stata consultata, nonostante che nell’agosto 2025 il Sindaco l’abbia formalmente riattivata: non è così stata messa in condizione di poter esprimere pareri e proposte per il progetto di riqualificazione e recupero della “Casa della Cultura” e dell’adiacente “giardino degli aranci”, tra la passeggiata Trento e Trieste e la Fortezza, approvato con delibera di Giunta n. 65 del 14 aprile 2026.
Va poi rilevato con disappunto e rincrescimento che nel mese di novembre 2025 la suggestiva Polveriera settecentesca (per la quale negli anni scorsi si era pensato a una destinazione ad enoteca) è stata trasformata in deposito archeologico (e non sarà quindi mai più visitabile né da Savonesi, né da turisti), nonostante che la “Consulta Comunale per il Priamàr” fosse da sempre assolutamente contraria a tale soluzione e che per il deposito archeologico il 17 ottobre 2017 fosse stata decisa una collocazione ben diversa e valida (vedi……). Forse gli attuali Sindaco e Assessori competenti non erano stati informati dai Dirigenti Lavori Pubblici e Cultura, che ben conoscevano l’argomento, dato che dal 2017 ad oggi sono gli stessi.
Si spera quindi che la “Consulta Comunale per il Priamàr” venga consultata almeno in occasione del nuovo progetto di trasferimento e riallestimento del Museo Archeologico, che il 22 ottobre scorso la Giunta comunale ha deliberato debba essere realizzato.
Altrimenti vorrà dire che ancora una volta non sarà stato rispettato il Regolamento (vedi……) più volte approvato dal Consiglio comunale di Savona.
Rinaldo Massucco
