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Liguria e Basso Piemonte

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In Liguria non giova il bavaglio alla stampa. E chi ha deciso quali notizie “creano allarme sociale”? Un primo spiraglio dall’intervento del prefetto


Stop alla censura ai giornalisti, a Genova in piazza per l’articolo 21 della Costituzione. Trucioli.it, da 15 anni, blog che non ospita pubblica, non ha notizia di chi sia partito l’ordine che ha provocato la protesta. Iniziativa autonoma della rappresentanza del ministero dell’Interno? O del ministero stesso.

ULTIMA ORA – CENSURA AI GIORNALISTI, DA VERTICI FORZE DELL’ORDINE DI GENOVA OK A NOME DEGLI AVVOCATI DIFENSORI AI CRONISTI

Ccomunicato – Genova. Un primo risultato del presidio organizzato dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con l’Associazione Ligure della Stampa e il Gruppo Cronisti Liguri — che ha visto oltre duecentocinquanta persone scendere in piazza davanti alla Prefettura di Genova contro la censura alla stampa e per il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione — è già stato ottenuto. Grazie all’intercessione del prefetto Cinzia Torraco, i vertici liguri delle forze dell’ordine hanno acconsentito a fornire ai cronisti che ne faranno richiesta il nome dell’avvocato della persona sottoposta a indagine. A chiederlo era stato lo stesso presidente dell’Ordine degli Avvocati, Stefano Savi, che è intervenuto alla manifestazione. “Si tratta – spiegano  Tommaso Fregatti e Andrea Leoni, rispettivamente presidente e vicepresidente di Odg Liguria- di un passaggio importante perché permette ai colleghi di avere un quadro preciso e a trecentosessanta gradi della vicenda e di garantire alla persona indagata o arrestata quel principio di non colpevolezza che il nostro stesso codice deontologico prevede. Auspichiamo soltanto che questa decisione presa a Genova venga estesa anche a tutte le province della Liguria, in modo che i colleghi che lavorano a Imperia, Savona e La Spezia non restino penalizzati nel loro lavoro”.

Soddisfazione anche da parte di Stefano Savi, presidente dell’Ordine degli Avvocati: «Abbiamo denunciato insieme, con forza e con argomentazioni precise, una situazione che rischiava di compromettere il diritto di cronaca e la completezza dell’informazione. Lo abbiamo fatto attraverso un confronto costruttivo con le istituzioni e anche con la manifestazione di oggi, ottenendo un primo risultato concreto e significativo. La possibilità per i giornalisti di conoscere il nome dell’avvocato difensore di una persona sottoposta a indagine rappresenta un elemento importante per garantire un’informazione corretta, completa ed equilibrata, nel rispetto dei diritti di tutte le parti coinvolte. È la dimostrazione che quando giornalisti e avvocati lavorano insieme per difendere principi fondamentali, come il diritto all’informazione e le garanzie della difesa, è possibile ottenere risultati concreti. Ringraziamo il prefetto Cinzia Torraco per la sensibilità dimostrata e per aver favorito una soluzione positiva».

2/ IL GIORNO DELLA PROTESTA IN PIAZZA – Il primo risultato della protesta davanti alla Prefettura. “La prefetta Cinzia Torraco- incarico che ricopre dal 13 novembre 2023– ha ribadito la disponibilità a trovare una via condivisa per garantire il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e a permettere ai giornalisti di avere un nuovo accesso alla Questura e ai Carabinieri”. Saranno inoltre forniti, come richiesto dallo stesso Ordine degli Avvocati, i nomi dei legali che difendono le persone sottoposte a indagine.

La locandina con la vignetta realizzata dal giornalista Lorenzo Calza. “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censura”
L’intervento della segretaria generale del sindaco unitario dei giornalisti Alessandra Costante

NOTA STAMPA – Genova. Oltre duecento persone hanno partecipato alla protesta organizzata dall’Ordine dei Giornalisti della Liguria, dall’Associazione Ligure Giornalisti e dal Gruppo Cronisti Liguri contro la sistematica violazione dell’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di stampa, che censura l’informazione e rende sempre più faticoso il lavoro del cronista.

L’intervento del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova Stefano Savi

La protesta, alla quale ha partecipato anche la segretaria generale della Fnsi Alessandra Costante (già cittadina di Toirano e giornalista del Secolo XIX  con la gavetta da corrispondente del comprensorio loanese ndr), si è svolta davanti alla sede della Prefettura di Genova e ha visto in piazza tutti i rappresentanti della categoria, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Stefano Savi e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil in solidarietà con il mondo della stampa.

L’incontro si è aperto con gli interventi di Tommaso Fregatti, presidente dell’OdG Liguria, e Matteo Dell’Antico, segretario dell’ALG, che hanno ribadito la necessità di avere un maggiore accesso alle fonti e uno stop alla censura delle notizie che, a detta delle forze dell’ordine, creano allarme sociale.

È intervenuta anche la segretaria Costante vicina ai cronisti liguri e pronta a sottolineare come l’informazione debba essere libera e senza censure. Hanno inoltre preso la parola Milena Arnaldi, presidente dell’ALG; Andrea Leoni, vicepresidente dell’OdG Liguria; e Andrea Ferro in rappresentanza del consiglio dell’Ordine Nazionale. Hanno preso la parola anche Marcello Zinola, della Formazione dell’OdG, e i rappresentanti dei sindacati confederali (Alessandro Pagano, segretario generale della Cgil Genova; Giuseppe Gulli, segretario organizzativo della Uil Liguria; e Luca Maestripieri, segretario della Cisl Liguria).

Lorenzo Calza sceneggiatore, autore e vignettista anche a supporto delle proteste dei giornalisti liguri per la libertà d’informazione 

I giornalisti hanno distribuito ai passanti una locandina con una vignetta realizzata dal collega Lorenzo Calza.

Una delegazione di giornalisti — formata da Fregatti, dal consigliere dell’Ordine Marco Lignana, dalla presidente del GCL Katia Bonchi e dai segretari aggiunti dell’ALG Antonio Zagarese e Marco Toracca — ha incontrato la prefetta Cinzia Torraco, il questore Raffaele Gargiulo, il generale dei Carabinieri Alessandro Magro e il generale della Guardia di Finanza Luigi Macchia per esprimere tutte le difficoltà in cui è costretta a operare la categoria.

Al termine dell’incontro la prefetta ha ribadito la disponibilità a trovare una via condivisa per garantire il rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e a permettere ai giornalisti di avere un nuovo accesso alla Questura e ai Carabinieri. Saranno invece forniti, come richiesto dallo stesso Ordine degli Avvocati, i nomi dei legali che difendono le persone sottoposte a indagine”.


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