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Liguria e Basso Piemonte

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Non tutti i sindaci sono “politici”. A Val Masino no overturismo. Tutelare la natura anche per le future generazioni


Val Masino (Sondrio), il sindaco Pietro Taeggi, ha annunciato la stretta sul turismo di massa nella Riserva della Val di Mello. A partire dalla prossima estate, il piano prevede un tetto massimo di 120 auto al giorno e un ticket di accesso di 12 euro per contrastare l’invivibilità e il degrado causati dall’overtourism.

di Franco Zunino*

I rifiuti lasciati dai visitatori

«Non è più vivibile: la Val Masino sta diventando un parco giochi, ma qui c’è un ecosistema delicato che dobbiamo difendere». Pietro Taeggi, sindaco del comune che prende il nome dalla vallata, dopo il Ferragosto da tutto esaurito, prepara la stretta: accessi contingentati, ticket e un limite alle auto per fermare l’overtourism. «La montagna — dice il primo cittadino — non può diventare il luogo dove si campeggia ovunque, si accendono fuochi e si lasciano rifiuti». L’idea è arrivare alla prossima estate con regole nuove e più severeIl luogo: Val Masino, bassa Valtellina, nel cuore delle Alpi centrali, al confine con la Svizzera. È un territorio vasto, con ambienti molto diversi.

Difficile immaginare se qualche località di montagna della Liguria si sia trovata nelle stesse condizioni. Semmai il turismo dominante ligure è quello di ‘tutti al mare’. Assiepati. Traffico infernale nelle cittadine della Riviera. Turismo da relax? Da fuga dagli ‘invivibili’ quartieri delle grandi città.

Un politico pensa sempre e solo, fin dalla sua prima elezione, a come evitare il rischio di non farsi più eleggere alla successiva tornata. Un vero amministratore pensa a fare del bene per il suo paese, preoccupandosi concretamente anche per le future generazioni. Un esempio che abbiamo spesso ricevuto dai nostri avi. Un sindaco che ha il coraggio di fare delle scelte a costo di non farsi più eleggere.

Un politico,che va ormai di moda nella realtà italiana, pensa subito a come fare opere pubbliche che attirino soldi, quindi sempre alla ricerca di progetti, chiunque glieli presenti e a qualunque fine, pur che portino denaro nelle casse comunali. Un amministratore non politico pensa a fare opere a condizione che siano effettivamente utili al paese, possibilmente che siano utili per il futuro a venire, anche a costo di dover pagarne una quota con le misere casse comunali.

Un sindaco che si rispetti si preoccupa dei valori culturali e storici della sua terra. Tutelare l’ambiente e la sua salvaguardia che non significa immobilismo. Ecco, a quale categoria si deve ascrivere il Sindaco di Val Masino, Sondrio, che in difesa dei suddetti valori della sua valle ha sparato a zero contro quell’overturismo che quasi molti Comuni montani d’Italia gli invidiano.

Ha  preso carta e penna e, forte dei suoi poteri, ha stilato norme e provvedimenti per frenare i danni che l’overturismo quest’anno ha provocato. Quale altro Sindaco di questo nostro tanto enfatizzato “Bel Paese” lo avrebbe fatto? Onore al merito quindi, perché i valori della Val Masino che il Sindaco Pietro Taeggi ha voluto e vuole cercare di salvaguardare, se si potranno perpetuare a lungo nel futuro e per tutte le generazioni a venire, sarà merito suo (Corriere della Sera – Lombardia, 21 agosto 2026).

«Un fiume umano, con cestini da pic-nic e tende, che in una valle delicata, può trasformarsi rapidamente da opportunità turistica a pressione insostenibile sull’ambiente […] in Val Masino qualcuno arriva e si comporta come se avesse davanti un’area attrezzata per il turismo libero, non un riserva naturale», che poi è la Val di Mello, data in gestione al Comune.

Così il Sindaco Taeggi ha pensato ad un salto di qualità: non solo numero chiuso, ma un ticket d’ingresso più caro di quello attuale («12 euro ad automobile e un tetto di 120 vetture al giorno»), capace di selezionare i visitatori. «Deve salire chi è davvero interessato alla natura, non chi fa buche nei prati o smonta i muretti a secco. L’obiettivo è trovare una misura che non chiuda la montagna, ma si stabilisca quanta pressione sopportare senza essere danneggiata […] l’ingresso a numero chiuso resta l’unica soluzione».

Ecco, negli USA, dove questo problema lo hanno risolto da molto tempo, la chiamano Carring Capacity, ed è soprattutto applicato nelle Aree Wilderness… ma con una sottile e sostanziale differenza, non con la regola del ticket a pagamento che crea ingiustizia sociale e, peggio, rischia di trasformarsi in business per cui più gente arriva più il gestore incassa. La tendenza è di non risolvere il problema del danneggiamento alla natura, ma semplicemente a trasformare.in un business per chi lo gestisce!). La semplice regola del numero chiuso e poi del primo arrivato prima servito.

Franco Zunino*

segretario generale AIW


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