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Toti e totiani pentiti. Fake news di Libero: ‘L’inchiesta finisce in nulla’. Il Fatto Quotidiano: ‘Ha patteggiato la pena per tangenti: quindi è santo’


Il condirettore e già direttore di Libero, Pietro Senaldi, 56 anni, opinionista a Tv 7  negli approfondimenti di prima serata. Ha firmato un articolo sul giornale che dirige: “L’Inchiesta su Toti finisce in nulla”. Lo smentisce con sarcasmo, sentenze come prova, Il Fatto Quotidiano: “Toti ha patteggiato la pena per tangenti: quindi è santo”.

 

Perchè il quotidiano che non nasconde la sua linea editoriale a destra-destra (editore Antonio Angelucci, rè delle cliniche private convenzionate, parlamentare, al suo quarto mandato, emigrato da Forza Italia nella Lega di Salvini) si è spinto in una palese fake news che solo Il Fatto Quotidiano ha smascherato?

Il quotidiano Libero non lesina titoloni pro-centro destra ed altrettanti contro il ‘centro sinistra’ ed i suoi esponenti. Tra i bersagli più colpiti le inchieste televisive (RAI 3) di Ranucci e le ‘toghe rosse‘. Libero tra gli schierati (Il Tempo, La Verità, Il Giornale) per il ‘Sì’ al referendum giustizia per ‘rendere la giustizia al servizio del cittadino.

Il Fatto Quotidiano e La Stampa hanno censito nell’attuale legislatura circa 40 parlamentari (25 deputati e 15 senatori) con pendenze giudiziarie, tra indagati, imputati o condannati in primo grado.

La Stampa del 2 novembre 2022: Sono 29 nel centrodestra, 5 nel Partito Democratico, 4 in Italia Viva e 2 nel Movimento 5 stelle. Tra di essi figurano anche dei ministri. 

Uno dei nomi di spicco nella lista del Carroccio è quello di Riccardo Molinari, anni di Alessandria, capogruppo della Lega alla Camera. Dal 12 dicembre del 2020 è indagato per il reato di «Falsificazione materiale mediante alterazione e/o sostituzione di atto vero destinato a operazione elettorale» dalla Procura di Torino. L’inchiesta è nata da un esposto dei Radicali Italiani, motivato dall’esclusione del candidato della Lega alle elezioni comunali di Moncalieri Stefano Zacà. Il 24 settembre 2021, per queste imputazioni, è stato rinviato a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare, ed è quindi in attesa di processo. Un procedimento che, forse, potrebbe aver pesato sulla corsa a presidente della Camera, ruolo affidato poi a Lorenzo Fontana.

A seguire troviamo anche l’altro capogruppo della Lega, stavolta al Senato: Massimiliano Romeo, condannato a 1 anno 8 mesi in primo grado dal tribunale di Milano per peculato nell’inchiesta delle “spese pazze” in Lombardia. Il 13 luglio 2021 la pronuncia è stata confermata dalla Corte d’appello di Milano, con sospensione condizionale della pena e non menzione nel casellario giudiziale.

Le nuove Camere hanno 25 deputati e 15 senatori finiti nei guai con la giustizia per accuse, a vario titolo, di falso, corruzione, peculato, riciclaggio e via dicendo. Tra di essi ci sono nomi di spicco come Umberto Bossi (oggi non più in vita), condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti: al centro dell’inchiesta che coinvolse uno dei padri del Carroccio, finirono i 200 milioni di euro della maxitangente Enimont. Ma su Bossi pesa anche un’altra sentenza: il 15 giugno del 2007 i giudici Ermellini confermarono la condanna per vilipendio alla bandiera. E ancora. Giulio Centemero, tesoriere del Carroccio: condannato in primo grado a 8 mesi per un finanziamento illecito alla Lega arrivato tramite l’associazione “Più Voci” di cui era legale rappresentante. L’esponente leghista è a processo a Roma anche per un altro presunto finanziamento illecito ricevuto dall’imprenditore romano Luca Parnasi.

Tra gli altri nomi spicca Domenico Furgiuele, eletto in Calabria e accusato di turbativa d’asta in relazione ad una gara d’appalto nella Piana di Gioia Tauro. La Dda di Reggio Calabria ne ha chiesto il rinvio a giudizio a conclusione dell’inchiesta “Waterfront”.

Tra i nomi che pesano nel partito di Salvini, c’è quello del ministro per gi Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, condannato in primo grado nel 2019 a 18 mesi per diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale (pena poi sospesa). Cosa accadde? definì l’ex ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge «un orango». Dulcis in fundo, è doveroso citare il segretario e vicepremier Matteo Salvini che è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omissione di atti di ufficio e sequestro di persona per la vicenda Open Arms (poi assolto).

Forza Italia: Berlusconi e Lotito, squadre di calcio e processi- Passando a Forza Italia, è impossibile non citare il nome del fondatore Silvio Berlusconi (non più in vita), il quale è tornato in Senato dopo esserne stato espulso nel 2013 in seguito alla condanna a 4 anni per frode fiscale. L’ex presidente del Milan è ancora sotto indagine dalla procura di Firenze nell’inchiesta sui mandanti “occulti” delle stragi mafiose del 1993. Oltre a lui un altro presidente di società calcistica ha avuto guai giudiziari: Claudio Lotito, presidente della Lazio, prescritto nel processo penale (dove era stato condannato in appello a 18 mesi) e squalificato 4 mesi in quello sportivo per Calciopoli. Condannato in via definitiva a 3 mesi convertiti in pena pecuniaria per omessa alienazione delle partecipazioni della Lazio (nello stesso processo prescritto per aggiotaggio).

Con un processo in corso c’è anche Mario Occhiuto, fratello del presidente della regione Calabria, sotto accusa per bancarotta fraudolenta a seguito del fallimento della società Ofin. La sorella, Annunziata Occhiuto, dopo aver chiesto il rito abbreviato, è stata condanna a un anno e 4 mesi per la stessa vicenda in primo grado. Si vedrà in Appello.

C’è poi il capitolo di Gianfranco Miccichè: a febbraio la procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio per finanziamento illecito al partito, nell’ambito dell’inchiesta “Waterloo” della Dia, Guardia di finanza e Carabinieri. Secondo gli inquirenti professionisti, politici, istituzioni e forze dell’ordine sarebbero stati asserviti a Girgenti Acque (la società che si occupava della gestione del servizio idrico nell’Agrigentino) in cambio di favori e posti di lavoro per familiari, amici e amanti.

In Sicilia ha vinto un posto al Senato anche Michela Vittoria Brambilla, che nel 2019 patteggiò, un anno e 4 mesi, con pena sospesa, per il fallimento delle Trafilerie del Lario di Calolziocorte.

Fratelli d’Italia: il ritorno di Giulio Tremonti e diffusi problemi con i rimborsi- Torna alla Camera anche l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Sconfitto all’uninominale a Milano da Benedetto Della Vedova, è stato ripescato nel proporzionale. In passato Tremonti patteggiò a 4 mesi di reclusione (convertiti poi in 30 mila euro di pena pecuniaria e 10mila di multa) per la vicenda dell’appartamento di via Campo di Marzio a Roma, pagatogli da Mauro Milanese.

Poi c’è l’ex consigliere comunale di Brescia Giangiacomo Calovini, indagato dalla procura di Milano nell’inchiesta che vede accusato, sempre di corruzione «per atti contrari ai doveri d’ufficio», anche l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza (protagonista dell’inchiesta giornalistica “Lobby Nera”). Guerino Testa, eletto in Abruzzo e capogruppo di FdI nel Consiglio regionale, è imputato, insieme ad altre 17 persone, nel procedimento sul fallimento delle società riconducibili all’imprenditore Carmine De Nicola. Testa ha chiesto di patteggiare 1 anno e 6 mesi di reclusione per bancarotta (pena sospesa) ed è stato assolto dall’accusa di associazione a delinquere.

Noi moderati: pochi ma buoni
La cosiddetta “quarta gamba” del centrodestra Noi Moderati, formazione guidata da Maurizio Lupi e Giovanni Toti, ha espresso 6 deputati. Tra loro ci sono Francesco Saverio Romano e Alessandro Colucci. Il primo è l’ex ministro dell’Agricoltura, indagato dalla Procura di Roma sulla fornitura di mascherine durante la prima emergenza Covid. Il secondo, nel 2021 ha patteggiato una pena di un anno, 8 mesi e 20 giorni per lo scandalo sui rimborsi alla Regione Lombardia.

Terzo Polo: quasi 1 su 3 ha problemi con la giustizia
Dentro Italia Viva il fondatore Matteo Renzi, insieme alla collega Maria Elena Boschi, è indagato per finanziamento illecito nel processo sulla fondazione Open. (nel 2024 sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste).

IL SOGNO DI TOTI

Sigfrido Ranucci Vice Direttore nell’ambito della Direzione Approfondimento e il collega Pietro Senaldi condirettore di Libero. Ranucci ha percepito nel 2025 una retribuzione di 240.000 (Retribuzione fissa 172.205, retribuzione variabile 67.795).

Toti:Il mio sogno di far diventare la Liguria uno dei motori d’Italia sta svanendo….”. Senza rancore ha perdonato i pentiti di Cambiamo, il suo simbolo elettorale. Ora con la sua società Philia, consulenza e marketing, continua a promuovere la Regione. Il condirettore di Libero scrive: “Adesso che è tutto finito non medita il Toti 2, la vendetta, il ritorno in politica“… Nel discorso sarebbe emersa una dichiarazione che occupò le prime pagine dei web, del gennaio 2024: Il presidente Toti aveva definito Angelo Vaccarezza il suo “peggior consigliere“. Oggi?  Vaccarezza chi? Proprio non ricordo…


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