Monsignor Giorgio Brancaleoni, per tanti semplicemente «don Giorgio», si è spento nella mattinata di lunedì 28 settembre in un ospedale di Bologna.
di Vincenzo Bolia
L’aggravarsi delle sue condizioni di salute aveva reso necessario il trasferimento nella città emiliana, dove era ricoverato in attesa di essere sottoposto a un nuovo intervento chirurgico.
Aveva 67 anni. Per dodici anni vicario generale della diocesi, dal 2013 era rettore della chiesa di Santa Maria in Fontibus. La malattia lo aveva costretto, negli ultimi anni, a ridurre gli impegni e le occasioni di partecipazione alla vita pubblica, senza interrompere il legame con i tanti albenganesi che continuavano a trovare in lui una guida spirituale.
Il vescovo Guglielmo Borghetti lo ricorda come «una figura importante per la storia della nostra Diocesi, un uomo profondo, spirituale, di grandissima sensibilità, una persona raffinata, un conoscitore d’arte, una figura preziosa che ci mancherà».
I funerali saranno celebrati domani, venerdì 2 ottobre, alle 10 nella Cattedrale di San Michele, presieduti dal vescovo Borghetti. Il rientro della salma ad Albenga era previsto nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 30 settembre, con l’esposizione nella chiesa di Santa Maria in Fontibus. Nella stessa chiesa, questa sera, giovedì 1° ottobre, alle 20.30 sarà recitato il Rosario.
Nato ad Alassio il 18 giugno 1959, Brancaleoni aveva compiuto gli studi nel Seminario diocesano. Ordinato diacono il 20 aprile 1983, aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 7 ottobre dello stesso anno nella Cattedrale di Albenga, dal vescovo Alessandro Piazza.
Il suo ministero si era sviluppato tra le parrocchie e gli uffici diocesani. Dopo i primi anni come vicario parrocchiale in Cattedrale, dal 1983 al 1986, era stato parroco di San Fedele e Lusignano dal 1988 al 1997 e di Leca d’Albenga dal luglio 1996 all’ottobre 2003. Aveva inoltre assunto incarichi temporanei di amministratore parrocchiale a Ceriale, Alassio, Pietra Ligure e nei comuni di Arnasco, Onzo e Vendone.
In Curia era stato vice cancelliere dal 1987 al 1996 e cancelliere vescovile dal 1996 al 2003. Dal 1° luglio 2003 al 14 settembre 2015 aveva ricoperto l’incarico di vicario generale. Tra le altre responsabilità figuravano quelle di cerimoniere vescovile, segretario del Sinodo diocesano, vicario episcopale per la vita consacrata e rettore del Seminario vescovile nel 2014-2015.
Per molti anni aveva seguito l’Ufficio Beni culturali e diretto l’Archivio diocesano. Era stato anche delegato vescovile per l’OFTAL dal novembre 1992 al luglio 1999 e assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica diocesana dal marzo 2008 al marzo 2009.
Canonico della Cattedrale dal dicembre 1984, era diventato penitenziere nel settembre 2015 e arcidiacono nel novembre 2016. Il 30 giugno 2006 era stato nominato Prelato d’Onore di Sua Santità (onorificenza assai più rara rispetto a quella di Cappellano. Indossa la talare nera con filettatura, bottoni e fascia di colore violaceo o rosso amarantino ). Con la sua scomparsa si conclude un percorso di oltre quarant’anni di servizio nella Chiesa diocesana, tra attività pastorale, amministrazione e cura del patrimonio culturale.
Vincenzo Bolia
