Quando anche il gran maestro del GOI (la prima loggia massonica d’Italia con 20.500 affiliati) scrive che viviamo in un mondo disonformato, ebbene calza a pennello con quanto è successo grazie al Piano Casa della Regione Liguria,

(dati aggiornati a maggio 2026) contro 13.979 (meno 3.124). Noli 2.320 abitanti
(dati aggiornati a maggio 2026) contro i 3.107 ( meno 213). Spotorno 3.305 residenti (dato aggiornato a maggio 2026) meno 1.243. Bergeggi 1032 a maggio 2026 contro 1147 (meno 115). Vado Ligure 7.937 abitanti (dato aggiornato a maggio 2026) contro 10.198 (meno 2.261). Savona 58.471 abitanti (secondo i dati aggiornati al 31 maggio 2026) rispeto a 79.309 (meno 20.838). Albissola Marina 5.157 abitanti rispetto a 6.240 (meno 1.083). Albisola Superiore 9.431 abitanti (dato aggiornato al 31 maggio 2026) rispeto a 12.882 (meno 3.451). Celle Ligure4.825 abitanti contro 5353 (meno 528). Varazze 12.523 abitanti rispetto a 14.933 (meno 2.410).
Tra le conseguenze del Piano casa c’è che la prima zona collinare dove in diverse località è esploso il ‘miracolo edilizio’ ora si è si è quasi rrestato perchè è ripresa la speculazione immobiliare nella città costiere favorita dal Piano casa.
In merito alla popolazione residente si tenga ancora conto che oltre alla presenza di immigrati c’è la compoente di chi per non pagare l’IMU (aliquota è quasi ovunque al massimo consentita, dunque da stangata) si è organizzato, intestando la casa a uno dei coniugi, oppure ad un famigliare convivente (figli, figlie). Utile sapere che nessun comunque, se non anni addietro, ha dato conto dell’esito degli accertamenti.
Il Piano casa avrà pure messo in modo il tornando di chi investe, di chi lavora, di chi fornisce il materiale. Sarà pure utile per qualche famiglia che ha ampliato fino al 35 per cento la casa di proprietà. Ma le statistiche potrebbero facilmente rivelare che per l’85-90 per cento si è favorito il mercato immobiliare della casa al mare con comuni privi del Puc (vecchio piano regolatore) anche da decenni.
Accrescere il peso abitativo in aree urbane già densamente sfruttate per la casa al mare si tramuta, per l’economia turistica, nell’erretramento della qualità del turismo stesso, la quantita non supplisce in termini economici (minori incassi, meno capacità di spesa dell’ospite) il trend qualitativo. E un aspetto che viene taciuto- anche in questo caso i media locali e regionali hanno una grave responsabilità informativa- è rappresentato da quella fascia di proprietari di seconde case di seconda o terza generazione. Chi va in vacanza e appartiene ad una fascia culturale e sociale medio alta, rifugge il caos, l’affollamento dei mesi estivi e week end. Il boom delle agenzie immobiliari che hanno superato quota 900 in provincia di Savona non è dato solo dal mercato delle nuove costruzioni (si demolisce l’edificio esistente) e ampliamenti del Piano Casa, bensì dei proprietari che affittano a settimana, persino awek end, al massimo a mese, perchè non lo utilizzano più per le loro vacanze. Al massimo abitanto per brevi periodi. L’impoverimento costante del tessuto turistico si traduce nella chiusura di alberghi, di negozi, meno posti di lavoro. Non si può ignorare altre conseguenze di attività che cessano mentre palesare le nuove aperture sbandierandole come buona salute del turismo e del co0mmercio è un inganno. Chi apre una nuova attività spesso si indebita, lo fa senza tenere conto del reale potenziale, lo fa credendo di essere più bravo o fortunato nella concorrenza. Oggi siamo arrivati- stime ufficiose- ad un 1o-12 per cento di attività che aprono e chiusono o cambiano gestione nell’arco di 5-6 anni. Non solo, sempre stime ufficiose, danno per scontato che nelle città costiere esistono complkessivamente oltre 6-8 mila locali sfitti e che sarebbero destinati a negozi. C’è chi non ha mai avuto l’oportunità di affittare, c’è chi l’ha fatto ed è stato bruciato dalla morosotitapito, c’è chi è rimasto senza inquilino senza dargli disdetta.
Per concludere. Il Piano casa della Regione Liguria presentato a destra e a manca come un toccasana, una spinta benefica all’economia che poi dovrebbe tradursi in posti di lavoro, in maggiore benessere per la comunità, si è rivelato soprattutto un bel regalo per chi nella vita ha scelto di guadagnare speculando, favorito da certa politica e da una diffusa carenza di informazione. Meno il cittadino è aiutato a conoscere, sapere, più la confraternità affari-politica riesce a mascherare il prorpio operato, presentandolo in m olti casi come una conquista sociale sul piano dell’unica economia traiante rimasta nella nostra provincia. Già la presenza di una sola fonte economica è di per se un grande hadicap. Quasi una scomnmessa, sperando che cause di forza maggiore non abbia mai ad accadere. (L.Cor.)
GENOVA. L’assessore regionale all’Edilizia e alle Politiche abitative Marco Scajola, in qualità di coordinatore vicario della commissione Edilizia della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, è intervenuto oggi, in video collegamento al convegno promosso da Federproprietà: “Il canone concordato nell’era digitale. Strumenti e prospettive per il mercato della locazione”, portando il proprio contributo sul tema “Casa e locazioni in Liguria: quali politiche per aumentare l’offerta e rendere l’abitare più accessibile?”
”Ringrazio Andrea Napoli, presidente di Federproprietà Genova, per l’invito e per questa importante occasione di confronto su un tema centrale per la Liguria. La casa è una priorità e come Regione stiamo lavorando per aumentare l’offerta abitativa e rendere l’abitare più accessibile a famiglie, giovani, lavoratori e anziani – ha spiegato Marco Scajola-. La casa deve poi essere un diritto. Come recentemente evidenziato anche dal senatore Roberto Rosso, non possiamo accettare iniziative europee calate dall’alto che rischiano di mettere in discussione la proprietà privata, dando potere di condizionare le modalità di affitto in determinate zone cittadine. Chi è proprietario di un’abitazione deve avere il diritto di utilizzarla per sé o locarla, al di là della sua posizione. Non è in questo modo che si può risolvere il problema casa. Come Regione Liguria stiamo provando piuttosto a farlo con gli investimenti e i cantieri. Dal 2021 al 2026 abbiamo finanziato 215 interventi tra rigenerazione urbana e PINQuA, per complessivi 132 milioni di euro. A queste risorse si aggiungono i 2 milioni del Fondo affitti, che hanno sostenuto oltre 7mila famiglie. Continuiamo a investire sull’edilizia residenziale pubblica, sul sostegno alla locazione e sulla rigenerazione del patrimonio abitativo, lavorando insieme ai territori e agli operatori del settore”.
- Cos’è: Un programma strategico e di investimento pubblico gestito a livello statale per affrontare l’emergenza abitativa complessiva.
- Obiettivi: Aumentare l’offerta di alloggi a prezzi calmierati (prevedendo decine di migliaia di nuove abitazioni in dieci anni) e recuperare il patrimonio pubblico o di edilizia residenziale pubblica (ERP) degradato o non utilizzabile.
- A chi si rivolge: A enti pubblici, investitori, grandi progetti di rigenerazione urbana e fasce della popolazione in emergenza abitativa.
- Cosa sono: Leggi urbanistiche specifiche varate dalle singole Regioni a partire dal 2009.
- Obiettivi: Consentire deroghe temporanee o strutturali ai piani regolatori comunali per permettere ai privati di ampliare edifici esistenti (premi volumetrici), demolire e ricostruire o cambiare la destinazione d’uso di terreni e immobili.
- A chi si rivolge: Soprattutto a cittadini e proprietari privati che desiderano modificare o ampliare la propria proprietà immobiliare. In realtà, soprattutto nelle città di mare, ha innestato una generale attività speculativa-immobiliare che non ha risolto il ‘problema casa’ per i meno abbienti, per chi non ha la possibilità di ricorrere al mutuo (in una realtà dove continuiamo ad essere il paese con gli stidpendi più bassi d’Europa.
