Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Maratona Ferroviaria della Pace tra Abruzzo e Umbria. Spoleto unica città italiana dotata di “metropolitana pedonale” sotterranea. A Pescara nuova filovia. Al sindaco di Assisi il premio Euroferr di AEC. E plauso al turismo ferroviario ostacolato in ogni modo


Negli ultimi tre giorni di maggio si è svolta la tradizionale Maratona Ferroviaria di AMoDo (Alleanza per la Mobilità Dolce), giunta ormai alla dodicesima edizione consecutiva.

di Massimo Ferrari*

Al sindaco di Assisi, Valter Stoppini, il premio Euroferr di AEC con parole dedicate alla accoglienza ed alla tolleranza

Gli itinerari cambiano però e quest’anno si è scelto il percorso che, partendo da Pescara, ha raggiunto L’Aquila – capitale della Cultura 2026 – per poi spingersi a Spoleto (dove si celebrava il centenario della rimpianta ferrovia per Norcia) ed infine ad Assisi, negli ottocento anni dalla scomparsa del santo Patrono d’Italia. Anche riguardo ai conflitti ed alle tensioni che perturbano il Mondo, si è voluto denominarla Maratona Ferroviaria della Pace.

Detto ciò, come nelle precedenti edizioni, il nostro intento era soprattutto quello di testare la qualità dei servizi di trasporto di cui abbiamo fruito lungo il percorso. E abbiamo rischiato qualcosa, visto che per venerdì 29 maggio era stato proclamato uno sciopero generale da parte di alcune sigle sindacali minori. Il che ha comportato la cancellazione di qualche corsa, ma non di quelle da noi scelte tra Pescara e L’ Aquila. Inoltre, tra Terni e Foligno era programmata la sostituzione dei treni con bus, a causa dei soliti lavori di RFI, che non fa nulla per ridurre al minimo i tempi di chiusura.

I partecipanti alla Maratona (oltre 20, in rappresentanza delle 27 associazioni nazionali nazionali che costituiscono il cartello AMoDo) si sono dati quindi convegno davanti alla stazione di Pescara nella mattina del 29. La “nuova” stazione di Pescara – dalla facciata imponente che la colloca tra le più estese d’Europa per volumetria – funziona ormai da 37 anni, ma l’ampio piazzale antistante a tuttora non è stato adeguatamente sistemato.

Carlo Masci sindaco di Pescara che dal 2025  si è arricchita della filobus de ‘La Verde’

Abbiamo avuto occasione di parlarne con il sindaco, Carlo Masci, che ci ha assicurato in merito ai programmi della sua amministrazione di realizzare un terminal per i bus (che rappresentano il mezzo di trasporto prevalente per l’Abruzzo interno) ed un parcheggio multipiano che razionalizzi l’attuale sosta in superficie alquanto disordinata.

Su un punto, tuttavia, abbiamo avuto modo di complimentarci col primo cittadino e con il direttore di TUA (Trasporto Unico Abruzzese), per la realizzazione della filovia “La Verde”, entrata finalmente in servizio a fine 2025. Ci sono voluti decenni per recuperare il sedime dismesso della linea Adriatica, leggermente arretrata in prossimità del capoluogo. Il tutto tra gare contestate e opposizioni di pseudo comitati sedicenti ambientalisti, che inveivano contro una struttura (su gomma), a loro dire colpevole di creare una barriera tra i quartieri cittadini. In realtà i filobus de “La Verde” costituiscono uno dei rari BRT operanti in Italia, assieme al Metromare di Rimini. Raggiungono la città balneare di Montesilvano con un percorso protetto (ma non invalicabile). Finalmente i cittadini apprezzano ed il numero di passeggeri cresce costantemente di mese in mese.

Nel primo pomeriggio siamo partiti alla volta de L’Aquila, scegliendo il treno, nonostante un tempo di percorrenza nettamente superiore rispetto al bus diretto, a causa del cambio con lunga sosta a Sulmona. L’ambizioso progetto di creare una linea veloce da Pescara a Roma, fruendo dei fondi PNRR, per ora ha prodotto ben poco. Lungo il fondo valle fino a Chieti ed oltre si vedono modesti cantieri per il raddoppio della linea. Poco prima di Sulmona è stato realizzato un raccordino che permetterebbe corse dirette – ed un poco più veloci – verso L’Aquila. Avversati, tuttavia, da chi teme che i servizi per Sulmona vengano limitati. L’Italia dei cento campanili è più vigile che mai.

L’Aquila, a dispetto del prestigioso titolo di capitale della Cultura 2026, è ancora disseminata di cantieri per riparare i danni del terremoto del 2009. La stazione è stata ricostruita, ma sorge in un’area periferica, ed è ancora priva di servizi minimali, come un semplice bar. Nella fastosa sala del Consiglio Comunale, da poco riaperta dopo lunghissimi lavori, siamo stati ricevuti dall assessore alla Mobilità, Paola Giuliani, in rappresentanza del sindaco Biondi. Nella vicina piazza del Duomo si scorge l’imponente catafalco del sistema di scale mobili, che dovrebbe collegare il centro con il terminal bus di Collemaggio. Come in altri casi analoghi disseminati sul territorio nazionale è fuori servizio da anni. E, more solito, tra gare e ricorsi, nessuno si affretta a ripristinarlo.

L’indomani partiamo dalla città delle 99 cannelle (l’unico monumento, per altro poco segnalato, che sorge in prossimità della stazione). L’orario di partenza varia di un quarto d’ora tra il tabellone cartaceo ed il display luminoso. Nella concitazione sopravvenuta, la portavoce di AMoDo, Anna Donati, dimentica i suoi due cellulari in bagno. Se ne accorge quasi subito, ma il treno è già partito. Per fortuna un gentilissimo conduttore si mette in contatto con la stazione e fa in modo che gli smartphone prendano la corsa successiva. Le saranno riconsegnati a Terni. La linea, soprattutto attorno ad Antrodoco, è bellissima, ma, ovviamente, poco frequentata.

Dal capoluogo industriale della bassa Umbria facciamo una digressione fino alla vicina Narni Amelia dove un minibus ci conduce fino a Stifone, un borgo particolarmente suggestivo, che ospita una breve conferenza sulle acque del Nera, curata da un professore di Italia Nostra. Poi si torna a Terni. E qui, come previsto, ci attendono due autobus sostitutivi del treno. Avevamo segnalato la presenza del nostro gruppo, ottenendo assicurazioni generiche, ma non la garanzia del posto, dal momento che molti tra noi utilizzano il biglietto Italia in Tour (tre giorni di libera circolazione sui treni regionali). E, infatti, qualcuno cerca di acquistare un biglietto ordinario, la cui disponibilità risulta esaurita e rischia di restare a terra. Ma poi ci sono ancora posti liberi e partiamo tutti insieme.

Nella piazza principale di Spoleto, nel tardo pomeriggio, è prevista la commemorazione del centenario della ferrovia a scartamento ridotto per Norcia, lo spettacolare “Gottardo dell’Umbria”, che fu chiusa nel lontano 1968 dall’allora ministro dei Trasporti, Oscar Luigi Scalfaro. La piazza è piena di gente, anche se pochi, a distanza di tanto tempo, possono custodire un ricordo personale del trenino azzurro. Sul palco si alternano diversi relatori, tra cui il sindaco, Andrea Sisti, ed il nostro architetto Bottini di Italia Nostra. Il tracciato della Spoleto – Norcia, per fortuna, è stato preservato ed oggi costituisce un grande richiamo per escursionisti a piedi o in bicicletta.

Spoleto è l’unica città italiana dotata di una “metropolitana pedonale” sotterranea, articolata, su tre linee, che collegano alcuni parcheggi con la Rocca e i principali monumenti di interesse turistico. Qui stranamente tutto funziona molto bene – tapis roulant, scale mobili, ascensori – che altrove sono spesso fuori servizio. Maggiori disponibilità finanziarie per la manutenzione o semplicemente attenta cura del patrimonio comune? Non è dato sapere. Eppure anche la “metropolitana pedonale” non è adeguatamente valorizzata. Delle diverse puntate della fictionDon Matteo”, ambientate a Spoleto, che mi è capitato di vedere, non ne ricordo una sola ambientata in quel dedalo sotterraneo che pure avrebbe costituito l’ambiente ideale per una trama poliziesca.

Per tornare in stazione domenica mattina cerchiamo un taxi (ce ne sono appena quattro in questa cittadina turistica di 36 mila abitanti!), ma nessuno può raggiungere il centro storico paralizzato da una corsa podistica. Trascinando i nostri trolley arriviamo comunque in tempo per salire su un altro bus sostitutivo fino a Foligno; quindi proseguiamo (finalmente) in treno per Assisi. La stazione della celeberrima località legata al nome di San Francesco, si trova a valle, in prossimità della Porziuncola. E’ un edificio molto curato, con insegne d’epoca, ed una saletta reale in cui sono approdati tre Papi con treni speciali: Giovanni XXIII, Benedetto XVI e, naturalmente Francesco.

E’ proprio nella saletta reale (o pontificia) che ci intrattiene il sindaco, Valter Stoppini (cui consegniamo, come a L’Aquila, il premio Euroferr di AEC) con parole dedicate alla accoglienza ed alla tolleranza. Ottimo esito per una Maratona dedicata alla Pace. Ci resta anche il tempo di salire verso il centro storico, in prossimità della basilica francescana, grazie ad una navetta abbastanza frequente che corre ogni 15′. I trolley li lasciamo al bar che offre il servizio di deposito bagagli per 5 euro a collo. Nel complesso, anche questa volta, come per le precedenti Maratone, è andato tutto bene, a dispetto dei molti che continuano ad ostacolare in ogni modo il turismo ferroviario.

Massimo Ferrari – Presidente di UTP /Assoutenti


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M. Ferrari

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